De Gaulle non aveva tutti i torti

Il gen. de Gaulle era indubbiamente un uomo di genio anche se, come tutti, commise qualche errore. Gli Europeisti giudicarono severamente il suo duplice rifiuto all’adesione negli anni ’60 del Regno Unito alla Comunità Europea. Sembrò, infatti, un’ennesima dimostrazione del nazionalismo gallico. Col senno di poi non ce la sentiamo di criticarlo.

Il generale aveva appreso a conoscere bene gli Inglesi durante il suo forzato soggiorno a Londra nel secondo conflitto e ne diffidava. Non era però un nazionalista ottuso tanto che non si oppose alla riconciliazione con il secolare nemico :la Germania.

La Gran Bretagna ha sempre avuto, in sostanza, una politica avversa al rafforzamento dei paesi dell’Europa continentale. All’inizio del processo di unificazione europeo non aderì alla C.E.E., anzi promosse nel 1960 l’European Free Trade Association (E.F.T.A.), un ‘associazione di libero scambio e di collaborazione economica cui aderirono l’Austria, la Danimarca, ovviamente il Regno Unito, la Svezia, la Norvegia, la Svizzera, l’Islanda, la Finlandia, il Liechtenstein, il Portogallo. L’associazione, anche perchè carente di una continuità geografica, non ebbe successo. Con lo spirito pragmatico che distingue i figli di Albione il Governo di Sua Maestà bussò alle porte di Bruxelles ed aderì ma alle “sue ” condizioni tra le quali quella di non far parte dell’unione monetaria, La City e la sterlina nonché il rapporto privilegiato con Wall Street furono così salvaguardati.

Per dirla in parole povere : un piede dentro laddove era vantaggioso ed uno fuori quando non c’era vantaggio.

La crisi che ci affligge è sorta oltre atlantico e si é diffusa nel nostro continente anche grazie agli istituti di credito londinesi.

Se non si ha ben chiaro questo non si riuscirà a porre un limite con acconci strumenti normativi internazionali allo strapotere delle banche internazionali (= quelle statunitensi e britanniche)  cioé alla loro “auri horrida fames (= esecranda fame dell’oro) . Come scrisse S. Paolo (ad Timoth.,I,6,10) “radix omnium malorum est cupiditas” (= la radice di tutti i mali é la cupidigia) . Se non si porrà rimedio a ciò altre crisi ci aspettano… ammesso che si riesca ad uscire da quella presente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *