La sfida della costituente liberale

Da La Gazzetta del Mezzogiorno, 3 luglio 2012

Nel libro-manifesto a cura di Nicola Rossi, le attese deluse e i programmi per il futuro

Non so se sia solo il tentativo di cercare un posto a tavola nel nuovo schieramento politico di centro o di centro-destra che verrà, compiuto peraltro anche da chi è stato tra gli artefici della scomparsa del partito liberale. Comunque, almeno a sentire quanto detto dai promotori nell’incontro svoltosi a Milano sabato 9 giugno, non vuol essere l’ennesimo partitino pieno di colonnelli senza esercito. E sempre meglio del remake berlusconiano in atto, per quanto caldeggiato da sinceri liberali doc come Antonio Martino e Beppe Moles.

Di certo i liberali autentici superstiti al crollo della seconda repubblica non possono non guardare con un certo interesse alla nuova “Costituente Liberale”: la crisi globale ha diffuso la falsa idea che sia tutta colpa del capitalismo, del mercato selvaggio o addirittura dello stesso liberalismo che invece ne potrebbe essere la cura. La drammaticità della realtà sta proprio nella sconvolgente attualità dei principi liberali, traditi dal centro-destra, con il fallimento della rivoluzione liberale lanciata da Berlusconi nel 1994 e rimasta lettera morta, e tuttora inattuati anche dal governo tecnico che pure aveva suscitato grandi speranze. Basti pensare alle tesi dell’Istituto Bruno Leoni così ben racchiuse nel libro-manifesto di Nicola Rossi (“Sudditi”).

La Costituente Liberale, lanciata dall’economista bocconiano Edoardo Croci e con il senatore Enrico Musso regista, vuol essere una rete aperta alla società civile, in grado di far circolare le idee di libertà politica, economica e personale con lo scopo magari di riuscire a federare anche i tanti volenterosi comitati, associazioni, istituti che sbocciano e fioriscono in una sola stagione con il liberalismo nel cuore. Il manifesto della Costitutente Liberale (consultabile sul sito www.costituenteliberale.com) contiene una serie di proposte: privatizzazioni massicce e trasparenti, eliminazione del corporativismo clientelare nella gestione dei servizi pubblici, riforma costituzionale capace di eliminare gli sprechi a cominciare dalle province e le regioni a statuto speciale, la riduzione della spesa pubblica per rendere possibile l’abbassamento delle tasse con l’obiettivo di unfisco liberale capace di ritagliare un ombrello minimo di reddito non tassabile al disopra del quale scatterebbe l’aliquota unica per tutti. Proposte chiare e popolari che devono essere in grado di tenere a bada le pretese del famelico stato-leviatano con il suo dispotismo burocratico e amministrativo, le sue leggi ancora oggi liberticide. Si tratta di spargere nuovi semi di liberalismo che rappresentano sempre una boccata d’aria fresca e genuina.

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