Nel carrello della spesa: ricerca e sviluppo tecnologico

L’innovazione tecnologica e il gioco di squadra vincono sulla crisi. Sembra un luogo comune ma in realtà non lo è affatto, e i numeri parlano chiaro. In un Paese dove sempre più imprese abbassano le serrande e i giovani sono costretti a fare i conti con la disoccupazione e la carente prospettiva del Paese, quella dei Cluster Tecnologici e delle Smart Cities ha il sapore di un’idea intelligente a servizio dell’impresa e del sistema economico nostrano, entrambe falcidiati dalla crisi e in pressante debito d’ossigeno.

A buttare la carne al fuoco è il Ministero dell’Università e Ricerca (Miur), che nelle ultime settimane ha presentato i testi di alcuni importanti progetti nazionali: il primo è un bando di gara da 408 milioni di euro che si propone di costruire nove Cluster Tecnologici in tutta Italia formati da imprese, ricercatori e istituzioni che si adoperino, attraverso l’entusiasmo e la creatività delle aziende, sui temi cari all’industria: lo sviluppo tecnologico, la competitività, l’innovazione, la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle Pmi e del quarto capitalismo italiano. Il bando si propone di formare squadre organizzate di imprese che, a braccetto coi talenti del nostro Paese e con progetti ad alto valore scientifico, diano linfa e proiezione al sistema dell’industria italiana. Progettualità diffusa, dunque, da applicare all’impresa e in grado di rimettere in pista gran parte del mondo della ricerca industriale. Il tutto, calato su nove settori primordiali: la chimica verde, l’agrifood, le tecnologie per Smart Communities, l’aerospazio, l’energia, la fabbrica intelligente, le scienze della vita e i sistemi della mobilità urbana e marittima.

Il secondo è il Programma Nazionale di Ricerca e Competitività 2007-2013 (PON), sempre ad opera del Miur e in fase di assegnazione, che con 300 milioni di euro promuove i migliori progetti di ricerca nei campi della scienza, della competitività e dell’innovazione industriale in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Questa volta però, il bando è rivolto alla selezione di piani e programmi  in grado di dare soluzione, attraverso la tecnologia e le smart grid, alle più dotte problematiche della vita nelle città italiane: la burocrazia amministrativa, la dispersione idrica ed energetica, l’E-health e il monitoraggio del traffico pubblico. Tutto questo attraverso l’adozione di sistemi intelligenti di gestione per processi complessi: le smart grid per Smart Cities, appunto. Di nuovo, alta progettualità applicata all’industria e questa volta applicata anche alla vita quotidiana di migliaia di nostri cittadini.

Un  terzo progetto, invece, ancora in fase di quadratura, è una versione aggiornata del Programma  PON 2007-2013, questa volta proiettato alle regioni del Centro-Nord Italia. Si parla di 700 milioni di euro che il Ministero della Ricerca metterà sul piatto entro luglio per dare fiato a soluzioni intelligenti e operative per il miglioramento della vita metropolitana delle principali città del Centro-Nord.

Belle idee di spesa pubblica, dunque, che messe insieme compongono il puzzle degli interventi tecnologici per la società e l’impresa. Un potenziamento a piè pari dell’Agenda Digitale Italiana e ancora, l’utilizzo di una leva macroeconomica pubblica per dare sostegno alla ricerca industriale e alle migliaia di intelligenze nostrane.

Non più province, auto blu o baby pensioni. Questa volta nel carrello della spesa lo Stato imprenditore ha messo la ricerca, l’industria e le smart cities. In versione liberale, se non l’azzeramento dello Stato keynesiano in economia, oggi otteniamo per lo meno un allineamento dignitoso della spesa pubblica alle reali esigenze del Paese. Un bello scatto in avanti.

3 comments for “Nel carrello della spesa: ricerca e sviluppo tecnologico

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