Da Da Da, un programma che vale un palinesto

La scorsa settimana, per far fronte alla sospesione momentanea della sfida tra Francia e Ucraina, dovuta ad un improvviso diluvio sopraggiunto in quel di Donetc’k, mamma Rai ha trasmesso per dieci, splendidi minuti,alcuni video dell’immenso, quanto magico, archivio Teche. Dieci minuti di Da Da Da, come il titolo new-wave dei teutonici Trio, e come, appunto, il programma televisivo amarcord in onda su Rai1 dal 25 dicembre 2009 in diverse fasce orarie, variabili a seconda della stagione. Un format nato sulla scia di Supervarietà, anch’esso scritto e ideato dall’ex capostruttura di Rai1 Paolo De Andreis, che mostra immagini, ritratti, foto, filmati, clip e video-frammenti di un’Italia che non c’è più.

Ricordi nostalgici e souvenirs vacanzieri si susseguono e s’intrecciano sulla base del tema prescelto da ogni puntata. Ed ecco allora che nei dieci minuti dedicati alle “Spiagge”, spuntano alcuni istanti del film L’ombrellone di Dino Risi e del vanzinianoSapore di mare, intervallati da documenti in bianco e nero, ritraenti l’Italia smaliziata e spensierata della fine degli anni ’50. L’italia balneare del boom, che a bordo di una sinuosa Vespa, si dirigeva verso le coste per iniziarsi al nuovo rito della vacanza e del weekend.

E quando il tema è “Brava Gente”, vediamo immagini dell’Italia strapesana del primo dopoguerra che si arrabatta per vivere, nell’immediato passaggio da società rurale a proto-industriale. Per poi rivivere nei bar, con un’aranciosa Neri, le vittorie della nostra nazionale, quando non tutti avevano una televisione, nel Da Da Da dedicato agli “Azzurri” e alla caldissima, ma altrettanto euforica “Estate italiana”, sulle note di Edoardo Bennato e Gianna Nannini. Terminando tra le risate e qualche lacrima nostalgica per i “tipi romani” di Aldo Fabrizi, per il gigionismo di Gassman, per le smorfie di Sordie per la bravura smisurata di Walter Chiari, accompagnati dalle ancheggianti Kessler e dalla voce inimimitabile di Mina, nella puntata di felliniana memoria “Luci del varietà”.

Insomma, un programma che, in soli dieci minuti, vale qualitativamente più dell’intera offerta catodica proposta dalla Rai, e che dal 2 luglio si evolverà in Techetechetè – Il nuovo che fu, andando in onda dopo l’edizione serale del TG1, per regalarci ancora i momenti più belli della nostra televisione pubblica. E dopo Carosello, tutti a nanna…

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