In morte di Nora Ephron

Figlia d’arte, come spesso capita agli sceneggiatori hollywoodiani, ma – e non succede praticamente mai – molto, molto migliore sia del padre Henry che della madre Phoebe Wolkind, Nora Ephron, deceduta il 26 giugno a New York per leucemia e a seguito di una decisiva polmonite, lascia davvero un incolmabile vuoto.

Scrittrice di successo, si è illustrata prepotentemente nella sceneggiatura cinematografica non per la rara capacità che aveva di inventare storie quanto, in particolare, per la brillantezza e l’efficacia fuori del comune dei dialoghi. Riconoscibilissime le sue scintillanti battute, molte delle quali sono direttamente entrate a far parte della storia della commedia americana.

Ottima anche alla regia, ci ha lasciato, per dare solo poche indicazioni, veri capolavori quali almeno ‘Harry ti presento Sally’, diretto sul suo testo da Bob Reiner, ‘Insonnia d’amore’, ‘C’è posta per te’.

Tornando alla scrittrice, impossibile non ricordare ‘Heartburn’ – in seguito soggetto filmico – nel quale narrava da par suo del burrascoso rapporto coniugale avuto con Carl Bernstein, uno dei due giornalisti autori dello scoop a tutti noto col nome ‘Watergate’.

Delizioso, infine, il recente ‘Non mi ricordo più niente’, laddove, contraddicendo il titolo, rammenta con il consueto stile gustosi episodi vissuti e personaggi del tempo che fu.

In primo luogo, la terribile drammaturga e sceneggiatrice Lillian Hellman. E’ leggendo quelle pagine che ho appreso del rischio che abbiamo corso a proposito proprio di ‘Harry ti presento Sally’. Ebbene, questo gioiello ha fortemente rischiato di non essere portato a compimento per una particolare situazione. Siamo negli ultimi Ottanta del trascorso Novecento.

A corto di quattrini, ha la Nostra appena cominciato a scrivere una storia che la madre la informa della morte di uno zio, da tutti ritenuto assai danaroso, del quale è l’erede.

Se così è, si dice Nora, a che serve continuare nella stesura: i soldi sono in arrivo e il problema economico è risolto! Per nostra fortuna e suo dispetto, le cose non stanno come sembra. L’eredità c’è, ma è di poche migliaia di dollari che non le consentono, come sperava, di smettere di lavorare. Obtorto collo, riprende in mano il copione e rapidamente lo conclude.

Benedetta la ristrettezza di mezzi allorquando spinge l’artista all’opera!

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