La revisione della spesa pubblica, il contrasto alla criminalità organizzata, la lotta all’evasione fiscale

Sono questi, a nostro sommesso parere, i preminenti problemi, tra i moltissimi altri che il Governo ha di fronte, in questa terribile congiuntura. “Preminenti” in quanto si tratta di questioni dalla cui soluzione, ad un esame approfondito, dipende, in ultima analisi, anche quella della crisi che attanaglia il nostro paese.

I- In un nostro scritto apparso su “Cartalibera” del 27 aprile u.s. (“Un incomprensibile ritardo del Governo Monti”) ci lamentammo che ad oltre quattro mesi dall’insediamento l’esecutivo lo stesso non avesse provveduto ad affrontare il problema della revisione della spesa pubblica che ritenevamo dovesse per contro, figurare ai primi posti dell’agenda governativa.
Solo il 30 aprile u.s. si é intervenuti nominando Enrico Bondi commissario straordinario per gestire una tale “impresa”. Si tratta, infatti, di un’impresa da “far tremare le vene e i polsi” giacché i vari organismi interessati si oppongono in tutti i modi ai tagli necessari.
Usando una locuzione anglosassone la risposta di tali soggetti é, in pratica: “Not in my backyard” (=non nel cortile di casa mia) .
Se, però, si presta ascolto a tutte le querimonie l’indispensabile riduzione della spesa pubblica non avrà luogo nella misura necessaria.
Basti considerare, ad es., che il Governo della Trinacria (v. pag. 5 di “Libero “ del 16 crt.m.) ha in questi giorni varato una legge in base alla quale si provvede all’assunzione senza concorso di ben 20.000 impiegati con un contratto a tempo indeterminato onde stabilizzare i precari.
A Palazzo dei Normanni già (forse) lavorano 20.000 persone mentre la scarsamente popolata Lombardia ha 3129 dipendenti. Per i propri dipendenti la sullodata Regione Siciliana spende annualmente per retribuzioni ed oneri sociali 1,7 miliardi di euro. Il resto d’Italia (comprese le Regioni Autonome) 6,6 miliardi di euro. Queste cifre non necessitano -crediamo- di commento. Senza un risparmio sostanzioso nella spesa pubblica il nostro paese continuerà ad indebitarsi ! Occore intervenire senza indugio !

II- La criminalità organizzata ancora spadroneggia in vaste regioni del nostro Meridione e si sta installando in quelle ricche del Settentrione. E’ una vergogna ! E’ pur vero che qualche successo nel contrastarla é stato registrato negli ultimi anni soprattutto per merito del Ministro Maroni ma il cammino é ancora lungo ed impervio. Dove é presente questa piovra non c’é sviluppo economico e sociale. Si innesca poi un meccanismo perverso: il sottosviluppo alimenta il fenomeno malavitoso che, a sua volta,impedisce la nascita di attività produttive lecite. Il sottosviluppo in tal modo si perpetua anche perchè gli onesti emigrano. Il tributo che l’intera collettività nazionale paga per questo stato di cose risulta perciò elevatissimo anche in considerazione del costo correlato all’impiego in loco di ingenti forze dell’ordine,alla corruzione ed all’inefficienza delle strutture pubbliche locali. Probabilmente la normativa attuale non é sufficiente a combattere il fenomeno. Sarebbero, pertanto,forse, necessarie leggi speciali. Le si elaborino se del caso !

III – La lotta all’evasione ed all’elusione fiscale sta dando buoni risultati ma il fenomeno ha ancora dimensioni rilevantissime sottraendo in tal modo entrate all’Erario con la conseguente incidenza sui conti pubblici. Uno strumento molto efficace per combattere il fenomeno sarebbe quello adottato da molti paesi con risultati molto positivi ovvero porre in essere, per via normativa, le condizioni per un contrasto d’interessi tra il soggetto che paga per un servizio o per una merce e chi glielo presta o gliela vende nel senso che il primo può, in una certa misura, dedurre ai fini fiscali un’ aliquota della spesa sostenuta. Per poter ottenere la deduzione gli occorre la ricevuta fiscale e, per conseguenza, la pretende. Certo all’inizio questo meccanismo produrrebbe un minor introito fiscale a causa delle necessarie deduzioni consentite ma nel medio periodo i risultati sarebbero molto positivi come l’esperienza di altri paesi ha dimostrato. Occorre iniziare !
In conclusione: la soluzione di questi tre problemi é di vitale importanza per il risanamento del Paese.
Occorrerebbe che il Presidente del Consiglio lo dicesse senza giri di parole all’opinione pubblica ed al Parlamento indicando le soluzioni piu’ acconce e minacciando le dimissioni se non ascoltato.

Siamo certi che buona parte dell’ opinione pubblica approverebbe le soluzioni proposte purché ragionevoli e con scadenze, nei limiti del possibile, ravvicinate.
Notevoli dubbi nutriamo però circa i parlamentari. A questi il prof. Monti potrebbe, tuttavia, far presente che si tratta della “salus republica” che deve essere la “suprema lex” e ricordar loro quanto scrisse Seneca in “De ira” (3,23): “Tempus cum perit in magnis rebus iactura est” (= quando il tempo se ne va é gran danno nelle imprese grandi). Salvare la nostra patria non é impresa grande che non può essere rinviata ?

Temiamo, tuttavia,  che pochi dei rappresentanti del popolo conoscano il latino e sappiano chi fosse Seneca.

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