Sessanta anni per ricordare

E’ stato questo il lasso di tempo necessario al Presidente Napolitano per ricordarsi dell’eccidio di Porzus.

Solo ieri, infatti, il capo dello Stato in occasione della sua visita ufficiale in Friuli “si é degnato” di commemorare l’uccisione in una malga, ad opera di partigiani comunisti italiani, di numerosi altri partigiani sempre italiani (tra i quali anche il fratello di Pasolini, intellettuale di sinistra!)che si opponevano alle mire di annessione di quella regione alla Jugoslavia titina.

I fatti e le responsabilità erano stati acclarati in maniera precisa da oltre un cinquantennio ma il P.C.I. non volle mai ammetterlo pubblicamente e Giorgio Napolitano, da zelante dirigente comunista, si adeguò.

Così come difese con scritti sul quotidiano del partito l’invasione, da parte delle truppe del Patto di Varsavia, dell’Ungheria.

Silenzio fino a qualche anno fa anche sui gulag e sulle varie dittature comuniste ed i loro terribili misfatti.

In tutti questi anni il nostro Presidente ha, evidentemente, bevuto sempre l’acqua del Lete, il fiume infernale dalle cui acque, secondo la mitologia greca, dovevano bere per dimenticare (“lethe “in greco significa “oblio”) le anime destinate a nuovi corpi.

Solo negli ultimi tempi pare si sia immerso nell’acqua dell’Eunoé (dal gr.”eu “= bene e”noo’s “= memoria ) che fa dimenticare il male e rende degni di salire alle stelle (“la sua virtu’ ravviva”, v. “Divina Commedia”, Purgatorio , Canto XXXIII, v.129).

Si dirà “Meglio tardi che mai”. A chi ha memoria le sue prediche suonano, però, un poco stonate.

2 comments for “Sessanta anni per ricordare

  1. 21 luglio 2014 at 19:28

    Thanks for congiibutrnt. It’s helped me understand the issues.

  2. 6 luglio 2014 at 20:01

    So that’s the case? Quite a reoaietlvn that is.

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