Mese: giugno 2012

Obamacare: per Obama sono guai

Il voto decisivo a sorpresa a favore della costituzionalità della riforma sanitaria di Obama da parte del giudice conservatore John Roberts, ricordato dal nostro MdPR, ha scatenato in Europa una ondata di entusiasmo degna di una semifinale del campionato di calcio. Il tifo a favore della riforma sanitaria e della rielezione di Obama è assordante, ma in questo caso estremamente mal riposto, perché la decisione di Roberts rafforza invece le chances di vittoria di Romney contro Obama in Novembre.

Sentenza Obamacare e breve saggio sulla corte suprema USA

A sorpresa e confermando la propria sostanziale indipendenza da ogni questione politica o, men che meno, partitica, la Corte Suprema degli Stati Uniti, respingendo i ricorsi proposti da ventisei Stati, ha promosso l’intera riforma sanitaria varata dall’amministrazione Obama nel 2010, compreso l’obbligo per la maggioranza degli americani di avere una assicurazione medica.

Grecia: futuro e possibilità

Trovandosi a dover scegliere tra i conservatori di Nea Dimokratia e gli estremisti di Syriza, crollato il partito socialista Pasok, hanno preso una scelta responsabile i (non molti) cittadini greci che hanno deciso di utilizzare il proprio diritto di voto durante questa seconda tornata elettorale, assurta nell’opinione comune a referendum sulla stessa permanenza della Grecia nell’Unione europea e nella moneta unica.

Crescita e unione bancaria nell’agenda del Consiglio europeo

Ci stiamo avvicinando all’ennesimo vertice decisivo per il futuro dell’Unione europea. Giovedì e venerdì di questa settimana si svolgerà a Bruxelles la riunione dei Capi di Stato o di governo dell’Unione europea che avrà come tema principale quello della crescita. Il Consiglio europeo definirà gli orientamenti per stimolare la crescita e l’occupazione a breve e medio termine nel contesto degli sforzi di risanamento che sono in atto in diversi paesi dell’Unione. Crescita dunque al centro dell’agenda del prossimo Consiglio europeo, i Capi di Stato si dovrebbero accordare per un piano complessivo di stimolo alla ripresa economica di circa 130 miliardi di euro.

Da Da Da, un programma che vale un palinesto

La scorsa settimana, per far fronte alla sospesione momentanea della sfida tra Francia e Ucraina, dovuta ad un improvviso diluvio sopraggiunto in quel di Donetc’k, mamma Rai ha trasmesso per dieci, splendidi minuti,alcuni video dell’immenso, quanto magico, archivio Teche. Dieci minuti di Da Da Da, come il titolo new-wave dei teutonici Trio, e come, appunto, il programma televisivo amarcord in onda su Rai1 dal 25 dicembre 2009 in diverse fasce orarie, variabili a seconda della stagione. Un format nato sulla scia di Supervarietà, anch’esso scritto e ideato dall’ex capostruttura di Rai1 Paolo De Andreis, che mostra immagini, ritratti, foto, filmati, clip e video-frammenti di un’Italia che non c’è più.

La democrazia clientelare

Nell’Italia repubblicana abbiamo assistito ad un fenomeno particolare: la nascita della democrazia clientelare.
Questo sistema di “rapporti politici” ha origini antiche e probabilmente è stato alimentato nel corso dei millenni dal substrato culturale.
Infatti il clientelismo risale all’Antica Roma, il Cliens era un uomo di fiducia del nobile patrizio che, tra gli altri, aveva il compito della promozione dell’immagine pubblica del proprio padrone.

Nel carrello della spesa: ricerca e sviluppo tecnologico

L’innovazione tecnologica e il gioco di squadra vincono sulla crisi. Sembra un luogo comune ma in realtà non lo è affatto, e i numeri parlano chiaro. In un Paese dove sempre più imprese abbassano le serrande e i giovani sono costretti a fare i conti con la disoccupazione e la carente prospettiva del Paese, quella dei Cluster Tecnologici e delle Smart Cities ha il sapore di un’idea intelligente a servizio dell’impresa e del sistema economico nostrano, entrambe falcidiati dalla crisi e in pressante debito d’ossigeno.