Mese: maggio 2012

Le saudite e i Giochi negati. Meglio veline che schiave

Alle Olimpiadi di Londra non sfilerà nessuna donna sotto la bandiera saudita. Solo un corteo maschile, come maschile è il regime wahabita che tiene sotto scacco i cittadini sauditi. I tentativi di mediazione del Comitato Olimpico Internazionale non sono bastati. Le atlete saudite, come la cavallerizza Dalma Rushdi Malhas, non sfileranno sotto la bandiera del Cio né potranno avvalersi di quegli inviti speciali (wild card) che invece Paesi come il Brunei e il Qatar hanno deciso di adoperare consentendo per la prima volta la partecipazione del gentil sesso ai Giochi. Del resto già il 4 aprile scorso il principe Nawwaf al-Faisal, ministro dello sport e presidente del comitato olimpico saudita, aveva spazzato via ogni dubbio: “Lo sport femminile non è mai esistito nel nostro Paese e non abbiamo intenzione di muoverci in questa direzione”. Più chiaro di così?

Ou’ sont-elles les neiges d’antan

“Dove sono le nevi di una volta ?”si legge nella “Ballade des dames de jadis “ del famoso poeta medioevale francese Franc,ois Villon.
Parafrasando questo verso si potrebbe dire: “Ou’ sont-ils les Secrétaires d’Etat d’antan ?” (= dove sono i Segretari di Stato di una volta?”) pensando agli avvenimenti dei recenti anni verificatesi nella Curia Vaticana. Nel 2009, infatti, la Segreteria di Stato difese a spada tratta l’allora Direttore de “L’Avvenire”, Boffo, che era stato condannato in primo grado per aver perseguitato telefonicamente una signora e che, per chiudere definitivamente la faccenda, aveva dato alla medesima una somma.

Al Cairo nazionalisti e islamisti si contendono il trono di Mubarak

Questa drammatica intervista, rilasciata all’Ansa da Abdel Ghani Hendi, quadro del partito “11 febbraio”, è un grido di dolore per una rivoluzione tradita e dirottata sin dai suoi primi mesi. Siamo infatti arrivati al dunque: da ieri sono iniziate le elezioni presidenziali. Il nuovo capo dello Stato, il primo democraticamente eletto, si insedierà solo nella seconda metà di giugno, dopo un ballottaggio.

Tutti i lavoratori sono uguali, ma quelli pubblici sono più uguali degli altri?

Elsa Fornero, ministro della Repubblica dice una cosa banale, a proposito di riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: “Non è possibile che noi diciamo certe cose sul settore privato e poi non le applichiamo nel pubblico”. Replicano indignati alcuni rappresentanti sindacali, definendo le parole del ministro “davvero inopportune e fuorvianti“, accusando l’esponente di governo di anelare “con fervore degno di miglior causa si augura di veder crescere la possibilità di licenziare i lavoratori pubblici”.

QUAM MUTATUS AB ILLO

Così Enea proferisce (= quanto cambiato da quell’Ettore) quando gli appare il fantasma di Ettore con il corpo pieno di ferite essendo stato ucciso da Achille.
Si potrebbe utilizzare questo famoso verso di Virgilio (Eneide, II, 274) allorquando si legge di magistrati che frequentano giovani molto vezzose coinvolte in processi o di altri corrotti od ancora di P.M. che partecipano a comizi etc. raffrontando il comportamento di vita usuale dei magistrati di qualche decennio fa.

RISPETTATI SE VUOI ESSERE RISPETTATO

E’ un’esortazione valida, in generale, nei rapporti sociali ancor piu’ in quelli internazionali.
A questa regola di buon senso il nostro Governo non ha ottemperato nel caso dei due Marò in pratica “detenuti” da tre mesi in attesa di giudizio nel Kerala con l’accusa di aver ucciso dei pescatori indiani scambiati per pirati. L’episodio è avvenuto in acque internazionali (29 miglia dalla costa) in circostanze molto poco chiare.

COME SI RICONOSCE UN LIBERALE DAVVERO

Il trimestrale ‘Paradoxa’, l’anno scorso, ha dedicato un fascicolo (quasi) monografico (aprile/giugno 2011), a cura del sottoscritto, al tema Quelli che… la democrazia. Vi si esaminava criticamente il pensiero di autori che rivendicavano il loro diritto a parlare in nome del demos, ma incorrevano in aporie e contraddizioni che facevano trasparire una concezione della democrazia ‘sostantiva’ premoderna, ovvero ancora restia a prender atto della ‘sconsacrazione’ di termini come il ‘Bene Pubblico’ o la ‘Volontà generale’ da qualche secolo in atto nell’Occidente europeo.

UNA LETTURA LIBERALE DEL GRILLISMO. E DELL’ASTENSIONE

Nella sua famosa orazione funebre, Pericle affermò: “benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla”. Se così è, e personalmente così siamo persuasi che sia, i risultati delle recenti elezioni amministrative non ci hanno affatto meravigliati, anzi. Vi abbiamo trovato una triste conferma di ciò che andiamo dicendo – e scrivendo – da tempo.
Ci eravamo lanciati in una previsione, per il vero proiettata alla elezioni politiche, quasi scontata.
Ma i nostri lettori non si illudano: non siamo stregoni e preveggenti. Ci limitiamo ad osservare la realtà muniti della giusta dose di disincanto. E di pessimismo.