TOLOSA: UN EPISODIO DELLO SCONTRO DI CIVILTA’

Nel 1993 il famoso politologo statunitense Samuel Philips Huntington (1927- 2008 ), consigliere dell’amministrazione americana nel periodo della presidenza di Jimmy Carter, docente universitario, direttore degli Studi Strategici ed Internazionali all’Università di Harvard, fondatore della rivista “Foreign Policy “, autore di una ventina di saggi, scrisse un articolo su “Foreign Policy” intitolato: “The clash of civilizations” (Lo scontro di civiltà) cui seguì ne 1996 un volume “The clash of civilizations and the remaking of the world order” (Lo scontro di civiltà e la nuova costruzione dell’ordine mondiale) che ebbero notevole risonanza .

In sintesi la tesi di Huntington era la seguente: dopo la c.d. guerra fredda si verificheranno frequenti conflitti non piu’, come accadeva nel XX° secolo, lungo linee di divisone politico-ideologiche ed economiche bensì culturali. La suddivisione del mondo in Stati è riduttiva. Occorre, per contro, considerare il mondo suddiviso a seconda delle civiltà: Occidentale, Islamica, latino-americana, Indu’, Africana, cinese, ortodossa, buddista, giapponese.

Lo scontro di civiltà dominerà la politica mondiale. Le linee di faglia tra le civiltà saranno le linee sulle quali si consumeranno le battaglie del futuro.

Nel 2009 il prof. Bernard Lewis, (professore emerito dell’Università di Princeton, orientalista, storico, commentatore politico, considerato uno dei piu’ autorevo li esperti di storia dell’Islam e del Medio Oriente) pubblicò un saggio: “Le origini della rabbia musulmana” (edito da Mondadori che recensimmo su “L’Opinione” del 30-5-2009) in cui vengono spiegate le ragioni di tale sentimento che ha le sue radi ci nella ideologia e nella storia anche recente dell’Islam.

Nei paragrafi che seguono ci sforzeremo di condensarne il pensiero.

Lo Stato è lo Stato di Dio, la legge è quella dettata da Dio al Profeta (la shari’a ) che si legge nel Corano e che, per ciò stesso,è immodificabile. Essendo la sola vera fede quella mussulmana essa deve essere protetta da insulti offese . Chi non fa parte della comunità islamica è un miscredente .

In teoria i non credenti sono considerati nemici di Dio .Esiste, per conseguenza, per i fedeli dell’ unica vera fede l’obbligo di convertirli con le buone od anche con la guerra .( Non è un caso che” Europa”in arabo si possa dire anche “Dar el Harb”, la casa della guerra ).

Nelle terre abitate dai Mussulmani (“Dar el Islam”) è inconcepibile che si applichi una legge diversa dalla “shari’a” e che i miscredenti dominino i veri credenti come nel Kashmir, nel Sinkiang, nel Kossovo, in Palestina.

Chi abiura dall’Islam, che è non solo comunità religiosa ma anche “Koiné” politica, è considerato un traditore passibile di morte (i casi non sono, perciò, infrequenti ).

Per tutte queste ragioni una larga parte del mondo mussulmano prova un sentimento di rabbia verso il mondo occidentale e soprattutto verso gli Stati Uniti, nazione leader dell’Occidente, che proteggono Israele, sono intervenuti in Iraq ed in Afganistan.

A tutto ciò si aggiunga il senso di frustrazione nei confronti del ricco Occidente.

L’integrazione degli immigrati islamici nelle società occidental i risulta per tutti questi motivi estremamente difficile se non impossibile come dimostrano i numerosi casi di attentatori nati in Europa, che avevano studiato nelle scuole occidentali e che non si trovavano in una situazione di emarginazione sociale e di indigenza (v da ultimo anche. il caso di Tolosa).

Se le cose stanno così che fare?

A nostro parere occorre:

1- prendere coscienza che dobbiamo, purtroppo, far fronte allo scontro lucidamente prefigurato dal prof.Huntigton ;

2- non abbassare, perciò, assolutamente la guardia e d anzi rafforzare gli strumenti di prevenzione e d il coordinamento tra le polizie occidentali;

3- non credere che le politiche d’integrazione siano un toccasana (a tale proposito i programmi del Ministro Riccardi ci sembrano velleitari e ci ricordano il detto: “La via dell’Inferno è lastricata di buone intenzioni”);

4- ridurre ai casi di effettivo stato di pericolo i permessi di immigrazione peri chi pro viene da paesi mussulmani. Se si è realisti: “a casi estremi, estremi rimedi “o” salus reipublicae suprema lex esto” (la salvezza dello Stato sia la legge suprema).Un numero sempre piu’ crescente di comunità mussulmane riduce, infatti, ovviamente, le possibilità di controlli e le attività di prevenzione.

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