TURISMO PERICOLOSO

Gli episodi di connazionali rapiti sono diventati abbastanza frequenti. Salvo eccezioni si tratta di persone che, per un insano spirito di avventura, a ciò spinti anche da agenzie turistiche guidate da fanatici dei “viaggi fuori dall’ordinario”, si recano in aree pericolose. Zone ,peraltro segnalate molto chiaramente e con dovizia di dettagli nel sito,costantemente aggiornato, del nostro Ministero Affari Esteri “Viaggiare sicuri”.

Non vi sono quindi scusanti al comportamento di costoro!

Comportamento che obbliga i nostri Servizi Segreti e le nostre autorità diplomatiche a negoziati defatiganti ed al pagamento (anche se non viene rivelato) di cospicui riscatti. A ciò si aggiunge il grave rischio che i negoziatori siano, a loro volta,rapiti od anche perdano la vita (v. il caso Callipari).

Che fare allora?

A nostro avviso occorrerebbe nei casi sopraricordati:

1) studiare la possibilità di prevedere nei passaporti una clausola secondo cui il documento non è valido per l’espatrio verso certi paesi;

e /o

2) pretendere per legge, come avviene in altri paesi ,che chi obbliga lo Stato a sobbarcars i le spese per riscatti, per l’ invio di funzionari in loco per ottenere il rilascio dei sequestrati ,per il rimpatrio dei medesimi sia tenuto al rimborso delle somme all’Erario;

3) dare la massima pubblicità a tali disposizioni.

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