BANCHE PIU’ LIQUIDE, MA MENO PRESTITI E TASSI ALL’INSU’

Un sistema bancario funziona se la liquidità circola fra le stesse banche. Se questo non avviene nascono, ovviamente, seri problemi.

Il mercato interbancario è appositamente strutturato sulle offerte di denaro o richieste di denaro che le banche europee , sul mercato , vanno ad offrire o a chiedere , cioè ad una altra banca (giornalmente; a una settimana; a un mese; a un anno; a tre anni; e così via).

Le medie dei tassi praticati ( nei diversi tempi) sono i cosiddertti Euribor.

Il mercato interbancario oggi  è in crisi, le banche non si fidano più le une delle altre

A certe banche (e di questi tempi non sono poche le banche in crisi) il denaro può non essere prestato perchè non sono affidabili ; in tale caso sarà loro richiesta una garanzia per il prestito sotto forma di titoli (“Collaterale”).

L’alternativa in Europa  a queste situazioni è il meccanismo messo in piedi dalla Banca Centrale Europea, cioè il LTRO (acronimo che sta per “Long Term Refinancing Operation”),  cioè una asta di liquidità con cui la BCE mette a disposizione delle banche che ne fanno richiesta tutta la liquidità di cui hanno bisogno ad un certo tasso.

Nel dicembre scorso, infatti,  la Banca Centrale Europea (Mario Draghi) , per sostenere gli istituti di credito ripiombati in una crisi di liquidità (come nel 2008 al tempo del fallimento della Lehman Brothers e della crisi dei “sub-prime”), ha offerto al sistema bancario europeo una quantità molto ingente di liquidità ( 489 miliardi di euro a tre anni) ad un tasso molto basso (1%) a favore della crescita e  per finanziare l’economia reale.

Questo  prestito di quasi 500 miliardi di euro concesso a un tasso d’interesse agevolato ha sicuramente permesso di evitare una grave crisi di liquidità dell’Eurozona.

Inoltre è già stato annunciato che tra alcuni giorni (credo entro il 28 di questo mese) ci potrà essere un’altra iniezione di liquidità sempre attraverso lo strumento del  LTRO.

Un prestito a 3 anni all’1% è sicuramente molto, molto interessante ; basti pensare che alcune banche (specie quelle italiane) , fino ad alcune settimane fa, pagavano tra i 600 e gli 800 punti base per avere denaro sul mercato interbancario.

La curva dei rendimenti dei BTP , in queste settimane, si è invertita. Oggi lo spread tra BTP e Bund a 2 anni si è ridotto, mentre sulla scadenza a 10 anni è più alto. Allontanandosi dalle scadenze brevi, aumenta l’incertezza e il rischio.

La BCE in questa crisi è senza alcun dubbio penalizzata rispetto ad altre grandi banche centrali (Usa; GB; Giappone; Svizzera) perchè non ha la possibilità di stampare moneta. Lo strumento LTRO può quindi  rafforzare , in parte, il ruolo della BCE.

Uno studio della banca d’affari Morgan Stanley pubblicato dal “Financial Time” rivela che le banche italiane sarebbero le maggiori beneficiarie dei prestiti Bce, con una quota superiore a 50 miliardi di euro, pari a circa il 90% delle esigenze di finanziamento complessivo per il 2012.

Cosa sta succedendo invece nel nostro Paese ? Le banche italiane invece di offrire maggiore credito alle imprese e alle famiglie, hanno utilizzato questa liquidità  per investirla nuovamente  in BTP, ovviamente  con rendimenti molto più alti (5% ed oltre). Le banche si sono trasformate quindi in fondi speculativi; in questo modo le banche saranno sì  più redditizie, i dirigenti bancari aumenteranno i loro bonus , ma le imprese italiane rimarranno ancora in grosse difficoltà  finanziarie.

Il taglio dei tassi principali , deciso dalla Bce, e il conseguente calo dell’Euribor, in pratica non si è tradotto in una riduzione degli interessi sui prestiti alle aziende o sui mutui alle famiglie. Basta vedere le ultime rilevazioni della Banca d’Italia.

Mutui e prestiti continuano a rimanere  poco accessibili per le aziende e alle famiglie, a causa , come dicono gli analisti ,“degli spread elevati applicati dalle banche e di criteri di accesso al credito molto restrittivi”; quindi banche più liquide , ma per i clienti non si allenta la stretta del credito.

La stretta creditizia c’è ed è sempre più evidente..

Le banche si giustificano con le regole imposte da Basilea 3 o dall’EBA . Ma il sospetto , come ha scritto qualcuno “è che stiano utilizzando il denaro a buon mercato della BCE  per rimettere a posto i conti, ad esempio ricomprando le proprie obbligazioni”.

Dal sito di JC Associati Sim leggiamo e concordiamo con questa considerazione finale : ” Se la liquidità iniettata dalla BCE dovesse continuare a risiedere all’interno del settore finanziario, dovremo concludere che queste misure monetarie non sono sufficienti a far ripartire l’economia europea. Viceversa, se i dati dovessero cominciare ad indicare un miglioramento, potrebbe emergere un (ancora cauto) ottimismo”.

3 comments for “BANCHE PIU’ LIQUIDE, MA MENO PRESTITI E TASSI ALL’INSU’

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    Ma non è possibile concedere liquidità alle banche vietandone il reinvestimento in BTP? O obbligandole a utilizzare la liquidità che ricevono per i fini per cui la ricevono?
    In caso contrario si dovrebbe trovare come scavalcarle in modo che la liquidità disponibile sia utilizzabile per imprese e famiglie. Finché le banche avranno il monopolio del credito potrebbe essere difficile risolvere il problema.

    Saluti.

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