IL CAMPIONATO DELLE TASSE

Oh, l’ Italia prima in classifica: bene, cos’è ? Ahia! è quella della oppressione fiscale. Lo conferma il “Tax and social security report 2011”, studio comparato dei sistemi fiscali e di sicurezza sociale degli 83 paesi più sviluppati del globo, che una società specializzata, ECA International, invia annualmente alle società multinazionali. In poche cifre, un libro dell’orrore.
Iniziamo con il rapporto, per un reddito (70k€) di un single “middle class”, tra la retribuzione lorda ed il netto in tasca dopo i prelievi per tasse e sicurezza sociale. Su 83 paesi, l’Italia si classifica 79a: nei paesi UE solo Belgio e Germania stanno peggio, anzi stavano, perché dopo la cura-Monti anche la Germania è superata. In Italia solo il 56% del reddito entra (entrava, ahimè) nelle tasche del lavoratore, che ancora deve pagare l’ IVA e le tasse su casa, benzina, TV, bolli auto e così via.
In Cile, Hong Kong, Corea, Russia, Singapore, Svizzera, Taiwan, persino nel Venezuela di Chavez ne resta in tasca più dell’ 80%. In Argentina, Australia, Brasile, Canada, Rep. Ceca, Estonia, Giappone, Nuova Zelanda, oltre il 70%. In Austria, Francia, Irlanda, Israele, Lussemburgo, Olanda, Spagna, UK e Usa circa il 65%, come pure nei paradisi ex-socialisti del Nord Europa: Finlandia, Norvegia, Danimarca, Svezia. Nel 93% dei paesi lo Stato trattiene meno del 40%: noi siamo in coda al restante 7%. Se consideriamo inoltre le deduzioni possibili, in Italia scarsissime, perdiamo ancora parecchi altri punti .
Non so dire di Croazia e Slovenia, gli altri due paesi con noi a fondo classifica, ma si sa poi bene come in Belgio e Germania i cittadini paghino molto, ma vedano poi qualche ritorno in servizi e infrastrutture, a differenza nostra. Il costo più alto con il servizio peggiore: se lo Stato Italiano fosse un ristorante, avrebbe chiuso molto prima del suo omologo di Montecitorio.
Continuiamo: progressività. L’Italia è tra i primi nella classifica della aliquota marginale più elevata (in metà dei paesi è inferiore al 30%, e solo in meno di un quarto supera il 40%), che UK USA e Germania applicano peraltro a livelli di reddito ben maggiori dei nostri. Siamo poi i soli, con Francia e Belgio, ad avere oneri elevati di sicurezza sociale sia a carico del lavoratore (9%) che dell’impresa (32%), per cui se consideriamo imposte ed oneri complessivi di persone e imprese, noi ed il Belgio diamo la paga a tutti. Poiché il Belgio è uno dei pochissimi paesi ad avere un debito pubblico maggiore del nostro, è lecito domandarsi se la abnorme pressione fiscale sia davvero la cura, o non piuttosto la causa, dell’indebitamento di una nazione.
Per chiudere in bellezza, vediamo quanto il sistema fiscale sia amico della famiglia, qui in Italia, dove “i figli so’ piezz’ e core” (Longanesi sosteneva dover essere la nostra bandiera nazionale uno straccio bianco con su scritto “tengo famiglia”) . Come cambia la situazione se invece dei single consideriamo una coppia con due marmocchi da sfamare, sola speranza del nostro futuro ? Leggete bene qua sotto.
Sui 25 maggiori paesi, in 3 casi le imposte si dimezzano, in altri 3 diminuiscono di circa un terzo,in altri 3 ancora di circa un quarto. Cioè, nel 40% dei casi il vantaggio è corposo, sostanziale. In altri 10 paesi è meno marcato, ma sensibile: le imposte si riducono tra un quinto ed un decimo. 5 paesi sono più freddini: il vantaggio fiscale si colloca tra un decimo ed un ventesimo del dovuto. Uè calma, ne manca una: L’ Italia dov’è ? Eccola là in fondo, ultimissima, vergognosamente staccata: le riduce di circa un trentesimo. Da padre, mi vien da pensare che i figli so’ piezz’ e core, d’accordo, ma i legislatori so’ piezz’ e qualcos’ altro…

3 comments for “IL CAMPIONATO DELLE TASSE

  1. GB Rosa
    9 febbraio 2012 at 16:33

    lo studio, inviato alle aziende che pagano un fee annuale per usufruire dei servizi di questa società, è anche però scaricabile gratuitamente accedendo al sito di “Eca International”. Per correttezza, occorre precisare che è uno studio un po’ di “grana grossa”, perchè una analisi più accurata richiederebbe una più precisa valorizzazione delle tasse regionali e municipali, ed una stima dei contributi per pensioni integrative private che sono modesti in Italia ma possono essere rilevanti dove il sistema pubblico interviene di meno.

    GBR

  2. Nicola
    7 febbraio 2012 at 23:50

    Salve, sa se è possibile scaricare lo studio? Da dove ha preso i dati?

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