“SUMMUM IUS SUMMA INIURIA” (= Il diritto spinto all’eccesso diventa somma ingiustizia)

In questa regola giuridica è racchiusa una grande verità.
Ne è l’ennesima riprova la recentissima sentenza della Corte di Giustizia internazionale dell’Aja che ha stabilito la non responsabilità risarcitoria della Repubblica Federale Tedesca per i crimini commessi da cittadini tedeschi nei confronti di Italiani nel corso dell’ultimo conflitto anche se si trattò di crimini di guerra o contro l’umanità e, per conseguenza, l’illeicità di sentenze di Corti italiane, o di processi futuri che venissero iniziati, aventi come oggetto la richiesta del risarcimento allo Stato tedesco per i danni subiti dalle vittime ancora in vita o dagli eredi delle medesime.
In Italia le vittime civili delle truppe naziste (tra le quali vecchi,donne, bambini e sacerdoti) furono ben 15.000.
La Corte dell’Aja non ha accolto la tesi della nostra Corte di Cassazione che aveva sostenuto l’equiparazione della violenza sui civili ai crimini contro l’umanità e, per conseguenza, la responsabilità degli organi statali che li avevano compiuti (principio questo, ormai acquisito nel diritto internazionale dopo i processi di Norimberga e di Tokyo).
Da parte germanica si è certamente ricordato il controverso comma 4 dell’art. 77 del Trattato di Pace del 1947 con cui il nostro paese rinunciò a chiedere i danni per l’occupazione nazista (eccezion fatta per il diritto a domandare la restituzione de i b eni trafugati) ed i due accordi bilaterali del 1961 con cui i due paesi avevano chiuso il contenzioso riguardante i danni subiti dagli internati in Germania con un risarcimento di 40 milioni di marchi da parte di Bonn e l’impegno italiano a non far proseguire (od iniziare) le cause contro lo stato tedesco. La parte germanica aveva,peraltro, fatto presente che tale indennizzo doveva essere considerato come un “atto di buona volontà “e” non come il riconoscimento di un diritto”.
La materia è ingarbugliata ma ci sembra utile ricordare che le responsabilità sono comunque personali ma che occorre che i condannati siano,dopo la condanna,messi a disposizione della giustizia per espiare la pena. La collaborazione delle autorità tedesche con quelle italiane è stata in questa materia veramente efficientissima! Sembra,infatti, che ben 16 ufficiali tedeschi (gente,visto il tempo trascorso, evidentemente dalla pelle dura !,) condannati all’ergastolo per stragi compiute in Italia, vivano liberi nella Repubblica Federale Tedesca magari,come è uso degli anziani in quel paese,coltivando fiori nel giardino di casa od ascoltando musica classica.
Note conclusive:
– il diritto è uno strumento molto,molto flessibile;
– la coscienza di certi popoli lo è altrettanto se non di piu’;
– i Tedeschi, in genere,hanno fatto proprio da molti anni il motivetto di quella bella canzone napoletana che dice” Scurdammoce o’ passato”. D’altronde da un recente sondaggio solo il 5% dei giovani germanici sa cosa sia stato l’Olocausto …ma la maggioranza,probabilmente, ha letto l’articolo di “Der Spiegel” sul naufragio della “Concordia” ed il giudizio “laudatorio” sugli Italiani ivi contenuto e da tale lettura avrà sicuramente rafforzato la convinzione (che era,d’altronde,quella dei loro nonni) di appartenere al popolo superiore di hitleriana memoria.

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1 comment for ““SUMMUM IUS SUMMA INIURIA” (= Il diritto spinto all’eccesso diventa somma ingiustizia)

  1. Giusto
    1 febbraio 2014 at 11:10

    Sono assolutamente d’accordo con la sua analisi e la ringrazio che una indicazione su una massima così famosa, abbia come riferimento ciò che fecero in Italia i tedeschi durante l’ultima guerra. (Ma non scordiamoci Cefalonia)

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