Mese: febbraio 2012

Lettera Aperta ai delegati al XXVIII Congresso del Partito Liberale Italiano e agli iscritti e simpatizzanti del PLI

La situazione istituzionale, politica, economica e sociale del nostro Paese è caratterizzata da molte gravi criticità che non appare semplice superare.

I principali problemi: i) il debito pubblico non sostenibile in questa fase della situazione economica internazionale; ii) la stagnazione della crescita economica e la conseguenze disoccupazione giovanile; iii) la crescita fuori controllo della spesa pubblica nell’ultimo quindicennio (dal 36% al 43% del PIL), che ha portato il prelievo fiscale a livelli record per l’Europa (44,5% del PIL nelle previsioni per il 2013; iv) la caduta del potere di acquisto dei ceti medi; v) la inefficienza e pletoricità della pubblica amministrazione; vi) il deficit di governabilità e di rappresentanza del sistema politico. Essi sono stati anche il frutto di decisioni e comportamenti errati adottati dalle forze politiche di maggioranza che di opposizione.

CONCERTARE STANCA

«La legislazione economica deve essere messa in mano agli interessati? Un provvedimento legislativo deve essere considerato come utile alla generalità, conveniente al paese quanto riporti il suffragio degli interessati?»
Queste domande non sono affatto nuove, ma rappresentano quesiti ai quali chi aspiri al buongoverno dovrebbe rispondere. E rispondere senza reticenza.

PANEM ET CIRCENSES (= PANE E SPETTACOLI NEL CIRCO)

Per tener buona la turbolenta plebe romana ed accattivarsene i favori gli Imperatori non lesinavano alla stessa donazioni d i derrate alimentari e l’organizzazione di spettacoli nel circo(corse di cavalli, gladiatori, etc.).
I giuochi erano idolatrati dai Romani di tutti i ceti che ne discutevano appassionatamente divisi in fazioni.
Gli spettacoli teatrali vennero rapidamente superati da quelli circensi che raccoglievano il favore di tutte le categorie sociali. Non ci voleva, infatti, un bagaglio culturale raffinato per seguirli.

MAURO DELLA PORTA RAFFO – WHITE HOUSE 2012

Riuscirà Barack Obama a riconquistare la Casa Bianca o, seguendo le tristi orme di Jimmy Carter e Bush padre, avendo ampiamente fallito, dovrà lasciarla dopo soli quattro anni?
Riuscirà il partito repubblicano a riportare in sella uno dei suoi?
Certo, la crisi economica è grave anche negli USA.
Certo, la storia ci dice che mai nessun presidente si è visto confermare l’incarico con un tasso di disoccupazione pari o superiore all’otto per cento ed oggi qualcuno sostiene che tocchi addirittura il dieci.
Certo, tra i rivali Gop serpeggia l’idea che alla fine chi tra loro otterrà la nomination sarà a cavallo tanto Obama appare fragile.

CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA EUROPEA – STATISTI E POLITICANTI

Se la memoria non ci tradisce Alcide D e Gasperi affermò, all’incirca, che: ” Gli statisti pensano alle generazioni future, i politicanti alle elezioni”.
Osservando i recenti comportamenti dei maggiori leader europei per quanto riguarda il drammatico problema del debito greco, di quello portoghese e di quello, anche se meno rilevante, del debito italiano e spagnuolo, ci sembra che l’acuta affermazione di De Gasperi trovi puntuale ed amara conferma.
Non vi è dubbio che la crisi in atto tragga origine sia dall’insana politica del “laisser faire “alla finanza anglo-americana praticata gli scorsi anni dai governanti di Washington e di Londra, in primis, ma anche da altri governi- quantunque in misura minore- che dall’altrettanto insano indebitamento pubblico di Atene, Lisbona, Roma e Madrid.

LA SFIDA DEI “FALCHI” REPUBBLICANI ALLA POLITICA ESTERA DI OBAMA

– «Obama punterà tutta la sua campagna elettorale sui successi che ha ottenuto in politica estera. Punterà tutto sull’uccisione di Osama bin Laden, su quella di Gheddafi e sulla Primavera Araba. E’ vero: il mondo è un posto più sicuro in cui vivere senza Osama e senza Gheddafi. Ma questi sono successi tattici e non riescono a colmare il disastro della politica estera di Barack Obama, né i numerosi errori strategici che ha commesso». A sfidare il presidente sulla politica estera, con queste parole, è Michele Bachmann, ex candidata repubblicana. Benché si sia ritirata il mese scorso, è pronta a dar manforte alla campagna. Ma soprattutto, le parole della Bachmann riflettono in pieno la filosofia dominante nel Partito Repubblicano in fatto di politica estera: la riconquista di un’egemonia americana che sta svanendo.

RIFORMA RAI-TV: UNA PATATA BOLLENTE

Il 28 marzo prossimo scade il consiglio di amministrazione della Rai e già i partiti cominciano a scaldarsi e proporre progetti di riforma.. Lo stesso Presidente del Consiglio Monti, recentemente, in un vertice con i tre partiti che sostengono il governo, ha dichiarato necessario e urgente presentare una proposta di riforma della Rai per “ricuperare efficienza, governabilità e competitività”.

LE ACQUE DEL LETE E DELL EUNOE’ E GLI UOMINI POLITICI

Secondo la mitologia greca il Lete era, nell’oltretomba, il fiume o la fonte della dimenticanza (in greco “léthe”=oblio) dalle cui acque dovevano bere le anime destinate a nuovi corpi.
Nella “Divina Commedia” il Lete è un ruscello posto nel Paradiso Terrestre (v. Purgatorio, Canto XXVIII,v.136).
Nelle sue acque Matelda (figura probabilmente simbolica e non collegabile con la contessa Matilde di Canossa) immerge Dante per fargli dimenticare il male e renderlo degno di salire alle stelle (v. purgatorio,Canto XXXI,v.100-101 ). Quindi gli fa bere l’acqua dell’Eunoé (dal greco “eu” =bene e “noo’s”= memoria; collocato anch’esso nel Paradiso Terrestre- v. Purgatorio,Canto XXVIII,v, 131) onde avvenga che “la tramortita sua virtu’ ravviva” (v. Purgatorio, Canto XXXIII,v.129).