LIBERALIZZACI DAL MALE

Il codice penale contempla l’ “omicidio del consenziente”, fattispecie però –casi di eutanasia a parte- difficile a riscontrarsi nella realtà, essendo l’individuo solitamente maldisposto verso chi gli vuol nuocere. Stupisce quindi che politici e giornalisti si ostinino a chiedere a farmacisti, notai e tassisti una serena ed oggettiva opinione sulla riforma. Riforma che sarebbe inutile proprio solo nel caso che la risposta delle categorie interessate fosse “ben venga”: se si oppongono (come è logico ed umano che sia), vuole dire che è necessaria, fatti salvi gli opportuni conguagli per chi, come i tassisti, il privilegio lo ha pagato e non ancora ammortizzato. I tassisti, in particolare, suscitano compassione, a destra ed a sinistra: sono anch’essi dei lavoratori suvvia. Il problema è proprio questo: non si intervistano invece quelli che lavoratori non sono, perché disoccupati, e lavoratori diventerebbero con l’aumentar delle licenza. La questione è semplice: meglio cento occupati che guadagnano trentamila € l’anno ciascuno, o centocinquanta che ne guadagnano ventimila, ammesso poi che il taxi a minor costo e più trovabile non aumenti il giro d’affari, il che è probabile ? Proprio noi liberali dobbiamo difendere i veri poveracci, ed è meno strano che non appaia.

Sommamente risibile, da calcio nel sedere, è poi la risposta classica degli ordini professionali: abbassate le tariffe, e vedrete che bel servizio avrete ! La qualità vuole i suoi costi, o no ? e questi costi è naturale che li stabilisca il fornitore, che c’è di strano ? Accetterei questa risposta se ammettesse reciprocità: l’ingegnere o il tassista che va al ristorante si senta dire “le applico le tariffe della categoria, cento €: vorrà mica che ci facciamo concorrenza sul prezzo, proprio sul cibo che si mette in pancia, è forse pazzo ?” O al supermercato: non pretenderà forse di trovare una patata ad un € al chilo (come grazie alla concorrenza in effetti misteriosamente capita): come si farebbe a remunerare l’agricoltore, il trasportatore, il grossista, il dettagliante, il commesso, e lo Stato che vuole la sua ampia parte ? quattro € per un chilo di patate, e ci ringrazi pure ! Questa presunzione idiota, che la concorrenza abbatte la qualità, invece di spingere all’efficienza e fornire la necessaria diversificazione dell’offerta, chissà perché deve poi valere per i notai ma non per i medici, per i tassisti (nota bene: un’ora di tragitto a Parigi da Charles de Gaulle a la Défense costa 45 € su un auto di lusso con conducente in cravatta, da Malpensa a casa mia 85 su una Multipla) ma non per i bar o i parrucchieri. Ci fosse un giornalista, uno, che l’abbia fatto notare.

Giornalisti: ora che mi viene in mente, com’è che non viene liberalizzata anche questa di professione ? Monti se ne deve essere dimenticato, che sbadato, ora lo chiamo. Tra l’altro, ma che caso, si è dimenticato anche della RAI, che se c’è un insulto alla libera concorrenza, è proprio su questo oligopolio di Stato.

Stato: in effetti, mannaggia, a parte Snam si è dimenticato anche di Ferrovie, Poste, Energia e Municipalizzate, che pure sembravano far parte del menu. Forse vale per Monti quel che si diceva bonariamente di un mio zio anziano: non è che è smemorato, è che ha una memoria selettiva.

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