PISAPIA TUTTI I SOGNI SI PORTA VIA

“Tanto tuonò, che non piovve”. Il velenoso giudizio sulla vicenda Boeri, emesso da un suo stesso assessore, sintetizza a sei mesi dalla festeggiatissima elezione il sentimento dei milanesi, i suoi elettori per primi, verso Pisapia e la sua giunta.

Persino io, lo confesso, avevo un sentimento misto dopo la vittoria del sindaco con la faccia da zio bonario (l’ avversaria, meno): preoccupato e insieme speranzoso pensavo “vuoi vedere che questo qui combina qualcosa di buono ?”

Che ingenuo! E che teneri, simpatici fessi i plotoni di milanesi che festeggiavano “il vento del cambiamento”, la rivoluzione arancione che avrebbe trasformato la cinica invivibile città dei danée senza scrupoli  in una comunità gentile e pulita, dedita alla accoglienza ed all’ innovazione, ovviamente “sostenibile”.

Proviamo a fare senza partigianeria, serenamente, pacatamente, come dice Bersani (o forse Crozza: ci sarà un perché se nel PD il leader non si distingue dalla sua caricatura) un bilancio di questi primi sei mesi. Per il Sindaco, la sintesi potrebbe essere “l’è minga el so mesté”, per la giunta invece  “dilettanti allo sbaraglio”.

Non volendo essere partigiano, lascio perdere le tariffe ATM e persino l’Irpef comunale: alla Moratti bisogna dar atto di essere stata alla larga dalle nostre tasche, ma le casse comunali erano vuote. Perfidi, godiamo che sia toccato ai paladini del trasporto pubblico moltiplicarne il prezzo, ma un aumento era inevitabile ed, in un’ottica liberale, pure sacrosanto.

Chiediamo conto di altro. Prima che al Sindaco, ad esempio, chiediamo questo al PD: ma quando avevate scelto Boeri come candidato primo cittadino, avevate bevuto ? Che Boeri sia uno Sgarbi di serie B, e pure antipatico, se ne sono accorti in tre giorni gli uscieri di Palazzo Marino: non se ne potevano accorgere in tempo anche quelle aquile del PD ? Dobbiamo dire grazie alla misteriosa saggezza del popolo di sinistra se oggi non ci governa un narciso prepotente e lagnoso, che dopo aver cercato di fare il bullo ora piagnucola e mendica attenzione, come il protagonista di “vengo anch’io ? No, tu no”. Il motivo della zerbinesca retromarcia, l’astuto giocatore di poker (se questo è un “archistar”, come saranno gli architetti normali ?) lo ha dichiarato ai giornali: per fare l’assessore ho mollato lo studio, la rivista “Abitare”, l’Università e le consulenze, se perdo anche l’assessorato, che faccio nella vita ? Quando si dice la diversità etica della sinistra! Se poi per caso il Boeri aveva qualche idea sul come gestire e valorizzare l’immenso patrimonio culturale milanese, nessuno se n’è accorto, come i suoi compagni di giunta hanno en passant fatto notare.

Ma il PD, attraverso Boeri, voleva in realtà mettere le mani sull’ Expo, l’unico boccone ghiotto che questa amministrazione potrà gestire nei prossimi cinque anni, e Pisapia glielo ha soffiato, grazie all’acume dell’ assessore che, con la sua visione dell’ Expo come “orto”, pensava di attrarre milioni di turisti da tutto il mondo per vedere piante di fagioli norvegesi e zucche del Gabon. Pisapia, che fesso poi non è, ti pare che va dai Lupi di CL e dai navigati immobiliaristi milanesi a parlare di asparagi, e non di cubature ? E di fatto marginalizza sempre più i poverini del PD, che furbissimi si sono presi pure la grana del traffico.

L’assessore Maran, infatti, forse tra qualche decade sarà anche una giovane promessa della politica milanese, ma per ora interpreta, con talento da vero virtuoso, il ruolo del dilettante allo sbaraglio. Traffico? vabbè, mi leggo tre o quattro documenti e poi “ghe pensi mi”. Risolvere il problema del traffico e dell’ inquinamento a Milano è un po’ come sanare il conflitto arabo-palestinese, ma i nostri maturi e civili oppositori comunali per vent’anni hanno preferito far credere che la sciocca superstizione che spinge milanesi e pendolari ad usare l’auto, fosse solo la conseguenza della inesistente sensibilità ecologica del centrodestra, patria degli sgommatori col Suv e dei parcheggiatori in doppia fila.

Ora scopriamo, ohibò, che in vent’anni questi amici dell’ambiente non hanno partorito una sola proposta concreta per conciliare qualità dell’aria e mobilità urbana, come si nota dal ridicolo dietro-front sulla chiusura del centro. Il compito era troppo difficile per gli impreparati studenti, o la salute dei cittadini è importante solo come pallottola contro il nemico ?

Le finanze comunali son nelle mani di un altro assessore che si ritiene unto dal Signore, un uomo- squadra come Tremonti , quel Bruno Tabacci considerato da tutti, come D’Alema, “molto intelligente”, che per un politico è il pari di quando si risponde “è molto simpatica” di una ragazza della quale si è chiesto se è carina. Però a differenza di Boeri furbo lo è di sicuro, ed è anche l’unico ad avere una vaga idea di cosa voglia dire amministrare un ente locale. Non ci indigniamo per come ha cercato, nelle prime settimane, di mettere toppe ai buchi di bilancio, ma è a dir poco inquietante come sta gestendo la vicende SEA e Serravalle, ed ultimamente A2A (si noti che si comporta come se avesse le deleghe alle Municipalizzate, rimaste invece in capo al Sindaco, che dorme). Ha la bizzarra abitudine di comunicare al mondo che le proprietà comunali valgono molto meno di quanto si pensi, ed un (com)proprietario che, dovendo vendere un bene, annuncia che questo non vale un fico secco o è troppo scemo o è troppo furbo. La vicenda è inquietante: poiché comproprietari siamo di fatto noi milanesi, faremo bene a seguire da vicino la questione. Pisapia, con Tabacci, chieda al Berlusca se oggi ridarebbe deleghe in bianco a Tremonti, e dorma preoccupato.

Per il resto calma piatta o, meglio, silenzio di tomba. Diamo atto di una oculata gestione del Piano di Governo del Territorio da parte dell’assessore De Cesaris, che ha avuto buon gioco nel “decementificare” il Piano della giunta Moratti, perché i costruttori si sono scoperti terrorizzati all’idea di costruire a raffica in una città dove ci sono più case invendute che interisti preoccupati. Dagli altri assessorati, a parte qualche balorda uscita, sulle occupazioni abusive, dell’assessore alla Casa, già peraltro stimata direttrice del Carcere di Bollate, che forse ci tiene ad avere ancora una buona percentuale di delinquenti tra i propri gestiti, non giunge segno di esistenza.

Zero. Poche decisioni, e sbagliate, come quella assurda di togliere i  militari dalle strade, unico esempio recente di accresciuto, e non ridotto, supporto dello Stato all’ente locale. Spoil system prima rinnegato e poi ripreso con l’usuale cinismo, rapporti con i Consigli di Zona già deteriorati, comunicazione con la città e con i suoi stessi sostenitori, incassati i voti, già ridotta ai minimi termini. Non che da una giovane impiegata della CGIL, ottimisticamente designata a rilanciare lo sviluppo economico della città, ci si potesse aspettare granché, ma anche da persone dotate di buon mestiere, che pure in giunta ci sono, non sembra essere pervenuto non dico un fatto, ma almeno un’idea.

Già, un’idea. E qui torniamo a Pisapia. La sensazione è che il sindaco proprio non abbia la più pallida idea di cosa voglia dire governare una città. Va a rimorchio della Regione sull’ Expo. Gioca a far dispetti al PD per far vedere chi comanda, ma non sa cosa farsene del comando. Rilascia dichiarazioni di una sconcertante astrattezza. Non sembra essersi posto degli obiettivi, non sembra capace di definire delle priorità, che in politica è tutto, perché se non scegli tu chi far contento e chi no, scontenterai tutti.  Gli antichi greci dicevano che quando gli déi volevano punire qualcuno, avveravano i suoi desideri. Noi più banalmente chiediamo: se della carica di Sindaco non sai cosa fartene, che ti sei candidato a fare ?

1 comment for “PISAPIA TUTTI I SOGNI SI PORTA VIA

  1. Rodolfo Guarnieri
    14 dicembre 2011 at 16:36

    Premesso che sono d’accordo sulla premessa, non è il caso di fornire a Pisapia qualche idea “liberale” sulla città?
    saluti e auguri

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