L’INTERVENTO. FV E SPESA IN GELATI / FAMIGLIA

DA “QUOTIDIANO ENERGIA” DEL 19/10/2011

Qualche conto pratico su quanto ci costano gli incentivi.

Roma, 19 ottobre – Pochi giorni fa e’ stato pubblicato un articolo in cui, parlando di costi dell’incentivazione al FV, si torna ad usare il “gelato” come unita’ di misura (QE 11/10).
Bene, adottiamo allora questa nuova unita’ di misura, ma anziche’ conteggiare gli aumenti percentuali che puntualmente oramai si presentano su base trimestrale (l’ultimo trimestre non c’e’ stato un aumento solo grazie alla diminuzione del costo delle materie prime), facciamo una valutazione globale del
costo per la famiglia media italiana dell’incentivazione al FV in Italia.
Considerando le proiezione del IV conto energia, sommate alle cifre gia’ impegnate dai precedenti decreti, l’incentivazione al FV al 2016 , gia’ sottratta dei ricavi di vendita, e’ valutata essere tra 6 e 7 GEuro (miliardi di euro).
Volendo fare una stima di quanto tale cifra incida sulla famiglia media, vanno considerate non solo le ricadute dirette tramite la voce A3 sulla famiglia, ma anche quelle indirette degli utenti pubblici, industriali o commerciali che immancabilmente si rifaranno sul cittadino.
Per fare una valutazione indicativa, si puo’ spalmare la spesa totale, diciamo 6G Euro, sull’intera popolazione, diciamo 60 milioni di italiani: il conto e’ presto fatto e porta a 100 Euro a testa all’anno, neonati compresi. Con una piu’ attenta analisi e suddivisione dei costi, considerando tutte le valutazioni e percentuali molto ben dettagliate dall’Autorità per l’Energia ed il fatto che il prelievo in A3 avviene solo per circa il 25% dagli utenti “familiari”, si giunge prossimi allo stesso risultato.
Si deve quindi concludere che il costo dell’incentivazione al solo FV dal 2016, per circa 20 anni, si avvicina piu’ ad un gelato al giorno a famiglia che non al mese.
Detto questo, personalmente sarei anche disposto a rinunciare a quel gelato (non so pero’ cosa ne penserebbero le mie bambine…) se solo fossi convinto che tale sacrificio fosse per una giusta causa. Si dovrebbe quindi cominciare a parlare di ricerca, di tecnologia e di Politica Energetica, argomenti a me decisamente piu’ consoni e cari. Temi difficili da affrontare nel nostro Paese che sceglie di “dedicare” 6-7 GEuro all’anno per incentivare una tecnologia, la cui
componente piu’ pregiata viene oltretutto prodotta per il 94% all’estero (come riportato dal Solar Energy Report del 4/2011), ed investire in R&S nei settori ove il nostro Paese, nonostante tutto, e’ all’avanguardia nel mondo (FV a concentrazione e celle a multigiunzione) meno di un millesimo della stessa cifra…
Una domanda finale: ma come mai parlando dell’aumento di 1% di IVA (cosa certo a me non particolarmente gradita…) che porta un gettito valutato in 4,2 GEuro all’anno, sembra debba risentirne l’intera economia nazionale, mentre quando di parla di 6-7 GEuro all’anno prelevati in altre forme dalle tasche degli italiani, si traduce il tutto in gelati/famiglia? Non si useranno per caso due pesi e due misure?
* INFN e Università di Milano

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