L’ABBUFFATA DELLE ENERGIE RINNOVABILI

Pubblicato da Società Libera online

La potenza fotovoltaica istallata in Italia ha superato i 12 mila megawatt. Secondo le mie stime i relativi sussidi scaricati sulle bollette elettriche delle famiglie saliranno nel 2012 ad oltre 6 miliardi l’anno. Una cifra imponente se paragonata al gettito dell’aumento dell’1% dell’IVA, meno di 4 miliardi, o della prevista reintroduzione dell’ICI sulla prima casa, 3,5 miliardi. Sussidi destinati a crescere ulteriormente e da pagarsi per i prossimi 20 anni per un ammontare complessivo quindi di oltre 120 miliardi!
Questa, che è certo di gran lunga la maggior misura di politica industriale degli ultimi anni, è passata quasi sotto silenzio, approvata per decreti ministeriali e non con voto del Parlamento, occultandone i costi nelle bollette.
Ma si può parlare di “politica industriale”? In realtà, il decreto del 2007 a firma Bersani-Pecoraro Scanio che ha introdotto gli incentivi al fotovoltaico indicava in 3 mila megawatt l’obiettivo nazionale di potenza da istallare entro il 2016. Questa sarebbe stata una ragionevole “politica”. Poi è successo che la riduzione del costo dei pannelli ha fatto salire alle stelle i profitti e determinato una corsa sfrenata ad investire, senza che venisse posto alcun freno o rimedio. Il decreto Bersani-Pecoraro Scanio non aveva previsto limiti massimi ai sussidi, né il successivo governo ha saputo intervenire per tempo. Questo episodio illustra bene quanto infima sia la qualità della nostra classe politica e delle normative che produce.
Il risultato è stato disastroso: più di metà degli investimenti sono andati in importazioni di pannelli ed inverter (che la nostra industria non era pronta a produrre) mentre il contributo italiano si è limitato a poco più del montaggio e fornitura delle strutture metalliche. Finanzieri e fondi d’investimenti, italiani ed esteri, mediatori e proprietari di terreni hanno beneficiato di una bonanza di profitti, sulle spalle delle famiglie italiane che pagano sotto la voce “oneri generali di sistema” quella che in realtà è un’altra imposta indiretta, nascosta nella bolletta.
Ai sussidi al fotovoltaico si aggiungono poi quelli all’eolico, alle biomasse, i certificati verdi, il ben peggiore CIP 6. Stimo che, tutti assieme, gli “oneri generali di sistema” arriveranno presto attorno ai 10 miliardi l’anno. Considerando che il valore di tutta la produzione elettrica italiana, al prezzo di 60-65 euro per MWh, è di meno di 20 miliardi, per effetto dei sussidi alle rinnovabili ed assimilate il costo medio della produzione elettrica in Italia si avvia ad aumentare del 50%. Un “lusso” che non potevamo permetterci, tutto il contrario di quello che occorre per recuperare competitività internazionale.
Spiace anche rilevare che, quando il ministro Romani ha cercato di ridurre gli incentivi al fotovoltaico, la Confindustria si è schierata dalla parte degli “interessi di bottega” delle imprese del settore, anche se poco più di modesti montatori, invece di farsi interprete del bene del paese e della competitività dell’economia.
Seduti alla tavola del banchetto, imbandito da “verdi” idealisti ed ignari di numeri, troviamo una classe politica ignorante e pasticciona, imprenditori sensibili solo al profitto immediato, mediatori, affaristi e finanzieri: il conto viene poi servito alle famiglie su cui si continuano a gravare nuove imposte indirette, accise ed addizionali, meglio se in modo occulto. C’è poi ancora qualcuno che si illude di stimolare la crescita dell’economia con un ennesimo bel decreto!

2 comments for “L’ABBUFFATA DELLE ENERGIE RINNOVABILI

  1. Cesare Prevedini
    13 dicembre 2011 at 10:25

    Quando leggo queste informazioni non rimango sconcertato, anzi direi che le trovo logiche. Conosco il prof. Giorgio Ragazzi, persona mite, serio democratico ed onesto intellettualmente. Lo ho conosciuto quando partecipava ai comitati di quartiere contro la speculazione Citylife, una delle operazioni di rendita fondiaria che stanno devastando Milano e che Giorgio Ragazzi dimostrò, voce clamante nel deserto, avrebbe portato centinaia di miliardi di € alla Fonazione Fiera, governata da CL e, praticamente pochi spiccioli al Comune di Milano. Inutile dire che, alla luce del mercato, che è sempre il migliore giuduce, queste operazioni, di pura rendita, si stanno rivelando fallimentari ( da Citylife sono già usciti, massacrati finanziariamente, sia Ligresti che Lamaro, per cui ora il cerino è in mano solo alle Banche o alle Assicurazioni, in questo caso, Generali).

    Questo articolo di Giorgio, dimostra solo che la politica delle sovvenzioni è SEMPRE sbagliata.
    La sovvenzione delle energie “pulite” era stata resa “necessaria” dall’ obbligo di rientrare nei limiti stabiliti dalla Comunità, per rientrare nei parametri di Kyoto.ma produrre energia “pulita” non è necessariamente corrispondente alla distruzione di ettari di agrumeti, come succede in Sicilia, o di uliveti
    millenari come succede in Puglia, per riempirli di pannelli solari, prodotti, tra l’atro in Cina.
    Per cui il disastro non è solo ecomico, ma anche territoriale, con buona pace di Pecoraro Scanio, che almeno poteva prevedere dei vincoli paessagestici, visto che era “un verde” e non un semplice liberale come me.

    Noi siamo riusciti a farne un fatto di sperpero colossale, a benificio dei soliti “furbi”, spesso mafiosi, come in Sicilia, sempre intrallazzati con i politici di turno, come domostra il “caso Verdini” in Sardegna.
    La sovvenzione favorisce sempre la cattiva politica e l’ economia di rapina.

  2. giorgio castriota s.m.b.
    4 dicembre 2011 at 12:57

    Se questi dati sono esatti occorrerebbe che formassero oggetto di una pubblica denunzia(ad es. un manifesto affisso in varie città italiana ) o di un interrogazione parlamentare urgente.

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