LA BUROCRAZIA CHE UCCIDE IL PAESE

Pochi giorni fa è apparsa una lettera sul Corriere dell’architetto Francesco Garofalo che, a partire da un caso personale, racconta uno dei grandi mali del Paese: la burocrazia cieca che impedisce l’iniziativa imprenditoriale. Se Monti vuole risanare il Paese è da qui che bisogna partire. Pubblichiamo il testo integrale della lettera:

«Io, quel bando e le leggi Il ministro Passera ci aiuti»

Gentile ministro Passera, Sono un architetto che ieri ha letto il bando di concorso per la progettazione dell’ ampliamento del Galleria Comunale d’ Arte di Cagliari. Le scrivo, prendendone spunto, per farle conoscere le condizioni in cui si svolge il «mercato» dei servizi professionali, dopo anni di chiacchiere sulla qualità delle opere pubbliche. Si tratta di una piccola opera del costo di costruzione di 2.600.000 euro; una cifra normalmente gestita da un operoso geometra del nord Italia nell’ arco di un anno. Per essere breve, le segnalo solo un paio di aspetti di questo procedimento avviato da una Pubblica Amministrazione. Sia chiaro che non ce l’ ho con il Comune di Cagliari, che anzi ha il merito di voler scegliere l’ architetto mediante un confronto tra progetti, ma è tenuto ad applicare le norme vigenti. Ai partecipanti è richiesto di dimostrare il possesso di requisiti tecnico-finanziari. Mi limito a due di essi. Il primo dice che dovrei avere fatturato almeno 388.000 mila euro negli ultimi cinque anni. Il secondo dice che dovrei avere avuto almeno otto dipendenti per anno negli ultimi tre anni. Ora io chiedo a lei, che di aziende se ne intende, come potrei avere mantenuto otto dipendenti se avessi fatturato circa 80.000 euro l’ anno? Evidentemente il secondo requisito supera il primo, vanificandolo, di circa 10 volte. Poiché i dati del Cresme ci dicono che la dimensione media degli studi professionali di architettura in Italia è di 1,2 addetti, la libera concorrenza si restringe al 2-3% dei potenziali concorrenti. Dimenticavo di precisare che, disponendo di un laptop, potrei fare agevolmente da solo un progetto così piccolo. Il secondo esempio è anche più semplice. Per iscriversi bisogna compilare un modulo-domanda che consta di quarantacinque pagine di dichiarazioni varie (ed è solo l’ inizio). Tenga infine conto che ogni professionista affronterà un costo non inferiore ai 5.000-8.000 euro per partecipare al concorso. Che contributo potrebbe dare all’ economia del paese una ragionevole semplificazione e l’ apertura a una reale concorrenza? Non è il caso di cambiare regole che riflettono un recepimento balordo delle norme europee? Questi eccessi, infatti, non si verificano negli altri paesi. Con i più cordiali saluti e con la speranza che Lei possa farci qualcosa Francesco Garofalo RIPRODUZIONE RISERVATA

Garofalo Francesco

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