Il problema della concessione automatica della cittadinanza allo straniero che nasce in Italia

I – Il compagno Presidente Napolitano giorni fa ha chiesto con veemenza che, in base al principio dello “jus soli”, venga prevista la concessione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati nel nostro paese.
Naturalmente il prof. R iccardi, fondatore della Comunità di S.Egidio, neo Ministro per l’Integrazione, ha plaudito alla richiesta presidenziale.
Per valutare la validità o meno della proposta del Capo dello Stato (che ad alcuni è suonata quasi come un “diktat”) occorre “in primis” verificare come stanno le cose sotto il profilo giuridico in questa materia.
II-In sintesi : in forza degli artt. 5 e 9 della legge 5-2-1992 n°91 e successive modifiche ed integrazioni possono acquisire la cittadinanza italiana :
a)    Il cittadino straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea diretta di 2° grado siano stati cittadini italiani per nascita che risieda legalmente nel territorio della Repubblica da almeno tre anni (si sono avvalsi di questa norma molti cittadini argentini dopo la crisi economica di quel paese);
b)    Il cittadino straniero nato in Italia e che vi risieda legalmente da almeno tre anni;
c)    Il cittadino straniero nato in Italia che abbia legalmente risieduto nel nostro territorio senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età purché entro un anno dal raggiungi mento di tale età dichiari di voler acquisire la cittadinanza italiana;
d)    Il cittadino straniero o apolide coniugato con cittadino/a italiano /a che risieda legalmente in Italia da almeno due anni dalla celebrazione del matrimonio.
Qualora i coniugi risiedano all’estero la domanda può essere presentata dopo tre anni dalla data del matrimonio.
Detti termini (=due anni e tre anni) sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
Al momento dell’adozione del decreto di concessione della cittadinanza non deve essere intervenuto scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e non esservi la separazione personale dei coniugi. E questo per cercare di impedire i c.d. matrimoni di comodo per l’acquisizione della cittadinanza;
e)lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risieda legalmente nel territorio italiano da almeno 5 anni successivamente all’adozione;
f)lo straniero che abbia prestato servizio anche all’estero per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato italiano;
g) l’apolide e il rifugiato politico che risieda legalmente da almeno 5 anni nel territorio italiano (art.9, c1, lett.e combinato disposto art.16 c.2);
h) il cittadino di uno Stato dell’Unione Europea purchè risieda da almeno 4 anni nel territorio italiano;
i) lo straniero che risieda legalmente da almeno 10 anni nel territorio italiano.
Vi sono poi altre disposizioni speciali (art. 1 della legge 379/2000 e la legge 124/2006) che si applicano a coloro che siano nati e già residenti nei territori dell’ex Impero Austro. Ungarico ed ai loro discendenti ed ai connazionali dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia ed ai loro discendenti.
Le domande volte ad ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana debbono essere presentate alle autorità consolari italiane se il richiedente risiede all’estero, all’Ufficiale di Stato Civile del Comune qualora il richiedente risieda in Italia.
Una Commissione Interministeriale istituita presso il Ministero dell’Interno deve esprimere per ciascuna domanda un parere in ordine alla sussistenza dei requisiti pretesi dalla legge.
La concessione della cittadinanza avviene tramite decreto del Capo dello Stato, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’Interno.
Il decreto non ha effetto se entro 6 mesi dalla notifica dell’atto all’interessato questi non presta giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato.
III- In base a questa normativa dunque si evince che il cittadino straniero nato in Italia e qui residente legalmente da almeno 3 anni o ininterrottamente fino al raggiungimento della maggiore età ha diritto ad ottenere la cittadinanza italiana.
Ci sembrano disposizioni non certo jugulatorie anzi generose!
Non si comprende perciò il “j’accuse” del nostro Presidente. Ci sembra, per dirla con Shakespeare, che si sia trattato di “molto rumore per nulla”.
Per contro la proposta di prevedere la concessione della cittadinanza in base al principio dello “jus soli “ ovvero per il solo fatto di esser nati in Italia ci sembra pericolosa.
Ad es. se le norme applicative non prevedessero che i genitori debbano avere, per lo meno, la residenza legale in Italia tutti i figli dei clandestini (secondo la Caritas i clandestini sarebbero attualmente circa 500.000) nati nel nostro paese avrebbero titolo per acquisire la cittadinanza italiana. Inoltre il numero dei clandestini e dei rifugiati a vario titolo (ad es. ampliando la definizione di “rifugiato politico” a “rifugiato per motivi umanitari” quali le carestie) registrerebbe quasi sicuramente un incremento di tipo esponenziale tenuto anche conto della crisi economica e politica che affligge i paes i nord-africani e a Sud del Sahara.
Occorre anche considerare in una tale evenienza il pericolo rappresentato dal fatto che i clandestini sarebbero prevalentemente di religione mussulmana. L’integrazione dei mussulmani nei paesi occidentali risulta, infatti, molto difficile se non impossibile come dimostrano i frequent i omicidi, ad opera dei propri congiunti, di donne mussulmane che desideravano integrarsi in qualche modo.
In Italia i Mussulmani sono già oltre un milione e le famiglie mussulmane registrano un numero di figli elevato.
Vogliamo con una legge sulla cittadinanza ancor piu’ permissiva dell’attuale favorire la creazione in Italia di uno stato a prevalenza mussulmana ?
Come hanno previsto Oriana Fallaci ed altri valenti studiosi tra i quali Bat Ye’Or (autrice di “Eurabia” e di “Verso il Califfato Universale”) sarebbe un altro passo verso la “finis europae”.
IV- Ci rendiamo a questo punto, però, conto che abbiamo infranto la regola non scritta che è di moda di questi tempi secondo cui di quel che fa o dice il Presidente Napolitano si puo’ “nihil scribere nisi bene” (=non scrivere se non bene).
A noi però non piacciono le mode e continuiamo a credere nel detto “Amicus Socrates sed magis amica veritas” (= “Socrate mi è amico ma lo è di piu’ la verità” o quella che pensiamo sia la verità).

3 comments for “Il problema della concessione automatica della cittadinanza allo straniero che nasce in Italia

  1. gianalberto
    9 dicembre 2011 at 21:44

    10 anni sono anche pochi per capire come é fatta una persona e parlare di meno anni è sconsiderato e cela un intento elettorale.
    questo lo dice il sottoscritto che ritiene che forse in media gli stranieri sono meglio degli italiani sotto vari punti di vista.
    Il ogni caso la domanda deve essere questa : vuoi tu impostare il tuo futuro in italia?
    senti questo paese per lo meno al secondo posto nel tuo cuore ( il primo posto è quasi sempre per la terra natia )e non gli sei ostile ?

  2. Mario Rampichini
    5 dicembre 2011 at 17:53

    Complimenti all’Autore per la chiara esposizione e i commenti, che condivido. Mi permetto di aggiungere che, per l’art.1, comma 1 b), è cittadino per nascita chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono. Inoltre (ma si tratta certamente di un lapsus)il detto esatto, attribuito ad Aristotele, è “Amicus Plato sed magis amica veritas”.

  3. Enzo Tosi
    5 dicembre 2011 at 02:10

    L’on. Giorgio Napolitano ha usato toni pacati ma sostanziale violenza lessicale usando la parola “folle” per definire la pratica, perfettamente legittima, dello “jus sanguinis” e normativa vigente, che regolamenta il riconoscimento della cittadinanza. Può un Presidente della Repubblica vibrare un simile colpo basso contro una normativa legittimamente esistente ?
    Glielo consente la tanto conclamata Costituzione ? Per non parlare dell’insediamento del Governo Monti …..
    Enzo Tosi.

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