NEL 2012 L’EURO RISCHIA DI SALTARE ?

Il grande Milton Friedman diceva  : “ la moneta è troppo importante per essere lasciata ai banchieri centrali”.

Al momento dell’introduzione dell’euro Milton Friedman era piuttosto scettico, specie sul suo funzionamento, ma nel contempo riconosceva che la politica monetaria discrezionale degli anni precedenti era stata sostituita da una costituzione monetaria tesa alla stabilità dei prezzi e avrebbe comunque impedito le continue manipolazioni dei tassi di cambio.

Nel ‘98 però aggiungeva “Se l’Europa sarà fortunata e per lungo tempo non subirà shock esterni, i cittadini si adatteranno alla nuova realtà e l’economia diventerà flessibile e deregolata, allora tra 15 o 20 anni raccoglieremo i frutti dati dalla benedizione di un fatto positivo. Altrimenti (l’euro) sarà una fonte di guai”. Profezia avverata.

Nell’agosto del 2001 in un’altra intervista diceva :” Ci sarà turbolenza , perché l’ euro, invece di promuovere un sistema politico unificato, darà luogo a contrasti. …… non accettare i vincoli della moneta unica? «Non si può. L’ euro è stato costruito gettando via la chiave. Come farebbe l’ Italia, un domani, a uscire dall’ euro? Ecco perché prevedo un periodo agitato….Ma non esiste nella storia nessun caso di moneta unica costruita attraverso una collezione di monete nazionali».

Lo stesso capo economista dei repubblicani americani , Martin Feldstein  già nel 1997, in una intervista rilasciata al giornalista M. Platero, dichiarava : “l’euro sarà fonte di guai “( Il Sole-24ore, 6 novembre 1997).
L’economista asseriva che in Europa non esiste una omogeneità culturale ed economica sufficiente per garantire la flessibilità salariale, la mobilità dell’occupazione e la facilità di intervento federale che sono invece presenti negli Usa e che sono i presupposti fondamentali per la creazione di un’area valutaria ottimale per una moneta unica..

Oggi i nodi sono venuti al pettine.

Abbiamo una pesante crisi dei debiti sovrani e dell’euro. Non è però una crisi solo della Grecia o dell’Italia, ma è una vera e propria crisi sistemica generale .

Senza alcun dubbio il Governo Berlusconi ha delle grosse responsabilità, non ha realizzato molti punti del programma elettorale e ha minimizzato i sintomi negativi della crisi , già da tempo presenti.  Le manovre estive di bilancio sono state poi deludenti, ritardate, non implementate. C’è stato un grosso problema di “governance”, di litigi interni alla maggioranza che non hanno contribuito ad aumentare la credibilità e la reputazione del nostro Paese.

“Nessuno ha mai pensato- lo ha dichiarato lo stesso Romano Prodi – che lo spread fosse solo causa di Berlusconi, però certe dichiarazioni hanno innescato una miccia”.

Detto questo bisogna anche dire che lo “spread” ormai tocca pesantemente non solo i Paesi  sotto sorveglianza come la Gecia, l’Italia, il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda, ma anche Paesi come la Francia, il Belgio, l’Austria, persino l’Olanda e la Finlandia (“hard core”). La differenza con i titoli di Stato tedeschi  ha raggiunto nuovi record anche in questi ultimi Paesi.

Certamente i vari Paesi devono essere responsabilizzati e al proprio interno devono impostare dei programmi concreti di forte riduzione della spesa pubblica , contenerla il più basso possibile, in modo da tenere la finanza pubblica in equilibrio .L’indisciplina può e deve  essere sanzionata.

La causa della crisi però è anche del malgoverno dell’Euro .

Una grande responsabilità è sicuramente della Germania , divisa tra i “falchi” nostalgici del marco e le “colombe” che sperano e auspicano in un’uscita dalla crisi non troppo traumatica..

La stessa Cancelliera Angela Merkel ha delle grosse responsabilità  per i ritardi e le continue perplessità nell’affrontare il caso Grecia,  per aver detto troppi “nein” su diversi argomenti : rafforzamento del Fondo Salva Stati dopo 1 anno e mezzo; la trasformazione della BCE in una FED europea con possibilità quindi di acquistare obbligazioni, o almeno di essere il “prestatore di ultima istanza” dei governi.(modifica dello statuto della BCE); la modifica dei Trattati europei; la  creazione di una Autorità sopranazionale per una moneta unica comune.

Come ha detto Draghi in questi ultimissimi giorni , per la stabilità finanziaria nell’area euro è  essenziale “una governance economica molto più robusta. “Siamo a oltre un anno e mezzo dal summit che ha lanciato l’Efsf come parte di un piano di salvataggio da 750 miliardi di euro o mille miliardi; siamo a quattro mesi di distanza dal summit che ha deciso di rendere disponibile l’intero volume di garanzie dell’Efsf e siamo a oltre quattro settimane dal summit in cui si è deciso di aumentare con l’effetto leva fino a 4 o 5 volte quell’ammontare e che ha dichiarato che l’Esfs sarebbe stato pienamente operativo e che i suoi strumenti sarebbero stati usati in maniera efficace per garantire la stabilità finanziaria nell’eurozona. Dove è l’implementazione di queste decisioni di vecchia data?. Dov’è la realizzazione di queste misure? Non dobbiamo aspettare” .

A questo punto , una breve ulteriore considerazione.

L’idea di far nascere una moneta unica, senza unità politica, senza un coordinamento delle politiche fiscali , senza una unificazione dei mercati dei beni, dei servizi , del lavoro e con una Banca Centrale europea tesa solo a contenere l’inflazione,  era prevedibile che avrebbe portato sicuramente a dei grossi guai., se non alla rottura dell’intero progetto.

Si e’ voluto creare una moneta unica in modo da contrastare il potere del dollaro sui mercati, ma poi si è creato una moneta senza Stato. Sulla moneta cartacea dell’euro non c’è stampato il nome del Paese emittente (come esiste sul dollaro o sulla sterlina o sullo yen), bensì solo  BCE, cioè una unione di nome ma non di fatto. L’Europa non è né carne né pesce ; non è una federazione né un sistema di accordi commerciali.

Qualcuno ha scritto che l’euro  è un vero e proprio “mostro” a metà fra una vera moneta ed una semplice unità di conto.

In questi giorni abbiamo letto su molti quotidiani o riviste alcuni dati interessanti. Ad es. il totale del debito pubblico, delle famiglie, delle imprese e delle banche Usa, nel giugno 2011 era pari al 289% del Pil americano,  nel Regno Unito è a quota 497%, il Giappone a quota 492%, la Spagna a 388%, la Francia a 341% e l’Italia al 303% . Il maggior debito americano, britannico e giapponese rispetto al nostro è però sostenibile perché  le banche centrali di Usa., GB e Giappone  “monetizzano il debito” stampando moneta..

Il  debito pubblico dei Paesi dell’Unione invece resta garantito da ciascun Paese membro.  Inoltre, la BCE non è  un “prestatore di ultima istanza “, deve solo pensare a contenere l’inflazione.più bassa possibile..

In sostanza l’Europa,  come è stata creata, è un abito disegnato dalla Germania.(ci sono ancora i fantasmi funesti della Repubblica di Weimar, dopo la prima guerra mondiale,  con una inflazione spaventosa e disoccupazione di massa.). La Francia ha invece altri problemi.

L’Unione Monetaria è anche stata  ed è tuttora un vincolo non indifferente per uscire dalla crisi. Lo stesso Lorenzo Bighi Smaghi ha detto che il nostro Paese non cresce  perché è stato rinchiuso e imbrigliato  nella “camicia di forza” dell’euro. Invece  le altre valute nazionali rimaste autonome (ad es. Gran Bretagna, Danimarca, Svezia,ecc.) in questi anni hanno avuto performance economiche migliori rispetto a quelle dei Paesi dell’Europa.

Vogliamo tornare alla lira ? No. Un ritorno alle singole valute nazionali per gli scambi interni ed euro per quelli esterni avrebbe, oggi,  effetti disastrosi e destabilizzanti.  Si parla di svalutazioni dal 20 al 40%., di fallimenti e disoccupazioni di massa.

La stessa idea di creare un “doppio euro”, un’area di euro forte per i Paesi europei centrali e nordici e un’altra area di euro debole per i Paesi mediterranei.non sembra oggi fattibile, con il rischio di ulteriore confusione.

Nel 2012  l’euro quindi rischia di saltare ? L’attività economica si è sicuramente e notevolmente indebolita e nell’area euro i rischi sono aumentati. Se non si interviene efficacemente e adeguatamente con   risposte concrete e rapide  ai problemi sopra elencati, ho il timore che ciò avvenga.

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2 comments for “NEL 2012 L’EURO RISCHIA DI SALTARE ?

  1. diego
    6 dicembre 2011 at 18:48

    Ritornare alla lira?
    Si.

  2. Roberto Sanseverino
    26 novembre 2011 at 18:10

    Ottimo articolo. Non solo bisognerebbe rileggere Friedman e le sue critiche sulla nascita dell’Euro, ma anche i numerosi economisti, specie anglosassoni, alcuni premio Nobel,che hanno negli anni sollevato ampi e circostanziati dubbi sui meccanismi ed il sistema Euro.
    Prof. Roberto Sanseverino.

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