SALUS REIPUBLICAE SUPREMA LEX ESTO

In questi giorni convulsi in cui gli attacchi della speculazione finanziaria verso il nostro paese si fanno sempre più pericolosi tanto più che le possibile difese ad opera dell’Unione Europe e degli altri organismi internazionali vengono approntate con una lentezza ragguardevole appare evidente l’impellente necessità di fornire all’opinione pubblica, nazionale ed internazionale,agli altri Governi ed agli operatori finanziari internazionali un segnale non equivoco della volontà dell’Esecutivo di adottare rapidamente misure volte a stimolare la crescita economica e ridurre il fardello del debito pubblico.
Perché un tale indispensabile segnale possa essere inviato e venir percepito come credibile occorre,innanzi tutto, che ad emetterlo sia un Esecutivo che sia considerato stabile e coeso.
Allo stato dell’arte appare evidente che l’attuale maggioranza, soprattutto a causa delle critiche(giuste o esagerate che esse siano poco importa) rivolte al proprio Premier sta perdendo i colpi. D’altro canto l’opposizione sembra molto divisa sulle cose da fare tranne che mandar via l’on.le Berlusconi.
“Rebus sic stantibus”, scartata l’ipotesi di elezioni anticipate che,in realtà, pochi vogliono e che sarebbero deleterie per il Paese, le soluzioni possibili sembrano solo due: un Governo di unità o solidarietà nazionale od un Esecutivo, espressione dell’attuale maggioranza ma con un nuovo Primo Ministro, che guidi il paese fino alla naturale scadenza della legislatura..
La prima soluzione non pare praticabile sia per le divisioni esistenti sul programma da realizzare tra le varie componenti dell’opposizione sia per il rifiuto dell’attuale maggioranza che rivendica la vittoria nell’ultima tornata elettorale.
In un nostro articolo apparso su questo foglio il 10 ottobre u.s. (“Squallore e scoraggiamento”), analizzando la deplorevole situazione politica in cui versava il Paese, auspicavamo l’adozione della seconda soluzione e cioè la nascita di un Esecutivo,espressione della maggioranza, che chiamammo di “decantazione” perché guidato da un nuovo Primo Ministro, che rasserenasse il clima politico e procedesse rapidamente ad adottare le misure necessarie al rilancio dell’economia. Scrivemmo anche che condizione ineludibile perché ciò avesse qualche probabilità di concretizzarsi era che l’eventuale candidato fosse una personalità autorevole accettabile anche dall’opposizione ed osammo indicare due nomi che ritenavamo avere tali requisiti: Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Sen. Schifani, Presidente del Senato. In tale occasione manifestammo –per quel che poteva valere-la nostra preferenza per Gianni Letta perché è un abile mediatore,un profondo conoscitore della macchina statale, è rispettato anche dall’opposizione e,soprattutto, perché non é sospettabile, anche per l’età, di voler rimanere a lungo alla barra dell’esecutivo e, per ciò stesso, risulta idoneo a frenare gli appetiti dei vari Diadochi.
Dalla lettura di alcuni quotidiani sembra ora farsi strada questa soluzione. Il problema da risolvere preliminarmente sarebbe,ovviamente, in questa eventualità, quello ottenere le dimissioni del Cavaliere.
Questi,però, caparbiamente,si rifiuta di ritirarsi dall’agone.
Le motivazioni di un tale atteggiamento non sono ,vista la situazione, molto comprensibili.Spera forse, rimanendo Primo Ministro, di poter essere eletto Capo dello Stato alla scadenza del mandato di Napolitano? O di meglio tutelare i propri interessi giudiziari e patrimoniali?
E’ evidente come entrambe queste eventuali speranze siano prive di fondamento.
Forse le ragioni del suo atteggiamento vanno ricercate nel campo della psicologia.
Probabilmente è un fatto caratteriale.E’ un lottatore che non accetta di dichiararsi sconfitto, di darla cioè vinta ai suoi avversari. E d anche :si addice pure a lui il detto di Tacito “Cupido dominandi adfectibus flagrantior est” =(La brama del dominio è più ardente degli altri affetti;Ann.,15,53,20)che,più volgarmente,nella Trinacria suona “Comandare è meglio che far l’amore”. (Data l’età questa sembra ,forse,l’interpretazione più plausibile).
Uno statista che ama il proprio paese, però, dovrebbe ricordarsi del detto romano con cui abbiamo intitolato questo scritto: “Salus reipublicae suprema lex esto” ( = l’integrità ed il benessere dello Stato siano la suprema legge).
Ed anche rammentarsi che “Hannibal ad portas!” (=Annibale è alle porte!) ovvero che il pericolo è gravissimo e che incombe. Il tempo fa veramente difetto!

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