LA C.D. PRIMAVERA ARABA E’ GIA’ FINITA?

In questo articolo pubblicato da questo foglio il 4 febbraio u.s. esprimevamo forti dubbi,  per quanto riguarda l’Egitto, che si sarebbe ivi affermata la democrazia a causa della forte presenza nel paese delle forze integraliste rappresentate dall’antica associazione dei Fratelli Mussulmani.

I tristi avvenimenti de Il Cairo degli scorsi giorni ci sembrano, purtroppo, dare ragione anche se, probabilmente, oltre che ai “Fratelli Mussulmani “ le colpe dell’accaduto sono riconducibili ai gruppi Salafiti (mussulmani ancor piu’ integralisti ) ed ai militari che preferiscono distrarre l’opinione pubblica dalle loro colpe durante il regime di Mubarak favorendo i gruppi mussulmani ed attizzando l’odio verso la minoranza copta (circa 10 milioni ) da secoli oggetto di discriminazioni in Egitto. Da questi gravi disordini non possono che derivare guai:  un’ ancora piu’ accentuata flessione del turismo, fonte importantissima di valuta per la debole economia egiziana,donde un aumento del tasso già elevato di disoccupazione e, per conseguenza, del malcontento, di tumulti e di un’accelerazione dell’esodo dei Copti che costituiscono una componente molto attiva della società egiziana . Conseguenze ultime di tutto ciò:  le elezioni,  previste il 28 novembre al Cairo e ad Alessandria, a dicembre nell’Alto Nilo e nel gennaio del 2012 negli altri Governatorati,  sarebbero a rischio .Forse è questo quel che vogliono i militari per mantenere il loro potere. Ma questo potrebbe rafforzare la posizione degli integralisti che potrebbero opporvisi e, alla fine, prendere il potere e magari seguire l’esempio dell’Iran.

Anche in Tunisia il potere è nelle mani di ex- collaboratori di Ben Alì che non hanno nessun interesse a libere elezioni.

Che succederà in Libia?

Quel che è certo che Gheddafi, anche gravemente diminuito nel suo potere, non è finito e potrebbe minare l’unità nazionale e che i capi dei ribelli sono stati in larga misura suoi collaboratori quindi non certo campioni di democrazia.. “Rebus sic stantibus “ci sono le basi per l’avvento della democrazia in quel paese in un arco di tempo ragionevole?

Il pessimismo sembra giustificato.

D’altronde in paesi che non hanno mai conosciuto la democrazia anche perché nella storia dell’Islam i Califfi, successori di Maometto, erano capi militari,  responsabili amministrativi e legiferatori (che, tra l’altro, come avviene d’altronde ancora attualmente, dovevano ispirarsi in questo campo alla “Sharia”, il complesso di norme contenute nel Corano e per ciò stesso, essendo stato tale testo sacro dettato da Allah, non è suscettibile di modifiche) non eletti, l’affermarsi della democrazia, che significa libere elezioni, un Parlamento, separazione dei poteri, non è connaturata con la loro concezione della società. E’ perciò molto verosimile anche se deprecabile che l’offensiva islamica trovi altri baluardi in queste nazioni. E questo per i paesi europei, specie quelli come il nostro che si affacciano sul Mediterraneo sarebbe veramente una iattura !

Occorrerebbe perciò che l’Occidente esercitasse –e sollecitamente- tutta la propria influenza su quei leader per evitarla.

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