SQUALLORE E SCORAGGIAMENTO

Osservando l’attuale panorama politico del nostro paese si è presi da due sentimenti che, entrambi, inducono alla tristezza: lo squallore e lo scoramento.
Lo squallore: sia guardando a destra che a sinistra si assiste ad un baillamme di dichiarazioni, di accuse spesso condite con il turpiloquio; gli attori di questa farsa o tragedia sembrano insensibili alla gravissima situazione in cui versa il paese. E’ una rissa continua che appare del tutto sterile . Il bene del paese,da tutti proclamato,appare, infatti, essere solo un artificio declamatorio.
La causa di questo, ad un esame attento, è ricercabile nel limitato valore, salvo eccezioni, della classe politica nell’uno e nell’altro schieramento che appare non all’altezza dei gravi problemi che incombono. (Occorre, peraltro, riconoscere che anche all’estero non si scorgono personalità paragonabili ad Adenauer, Kohl, De Gaulle; Spaak).
Da qui il senso di scoramento che prende chi ha a cuore il bene del paese ma non riesce ad intravedere una via d’uscita.
Usualmente i cittadini, scontenti dei loro reggitori, in un regime democratico dispongono dell’arma del voto. In Italia elezioni anticipate sarebbero attualmente una iattura perché la necessaria campagna elettorale paralizzerebbe quasi sicuramente l’azione del Governo, scatenerebbe la speculazione al ribasso e rallenterebbe l’adozione delle urgenti misure per la ripresa.
E poi, anche se si avverte qualche scricchiolio nella maggioranza, per quali motivi il Governo,democraticamente eletto, dovrebbe rassegnare le dimissioni?
E, se del caso ,per essere sostituito da chi? Da un Governo di unità nazionale?
Non pare una soluzione fattibile anche perché l’opposizione non offre garanzie di solidità avendo un solo mastice: scacciare l’on.le Berlusconi, causa di tutti i mali del paese come se la sua partenza risolvesse d’un colpo tutti i problemi italiani talora creati dalla stessa Sinistra e spesso secolari.
Quanto a programmi l’opposizione è divisa: non c’è accordo sul nome del futuro leader, sulla legge elettorale, sui temi etici, sulla politica estera e sulla politica di rilancio dell’economia.
Non si tratta di dettagli!
Ed allora che fare?
E’ indubbio che sia necessaria una fase che definiremmo di decantazione (=chiarificazione di un liquido ottenuta mediante la separazione delle particelle in sospensione – sedimentazione) cioè di parziale rasserenamento del cielo politico.
E’ peraltro evidente che la figura di Berlusconi con i suoi problemi giudiziari e di comportamento (anche se spesso ingigantiti e sfruttati all’inverosimile dalla stampa avversa e dall’opposizione) costituisca l’ostacolo a di un tale rasserenamento del clima politico.
L’unica soluzione che da umile osservatore sembrerebbe possibile sarebbe quella che il Cavaliere designi  il suo successore dopo essersi assicurato che i suoi parlamentari lo voteranno e dia le dimissioni.
Se la maggioranza necessaria fosse assicurata il Capo dello Stato non potrebbe negare l’incarico a condizione ,naturalmente ,che il candidato propostogli fosse adeguato alla bisogna. Quali  dovrebbero essere i suoi requisiti?  A nostro parere : una carriera politica non sfiorata da scandali o scandaletti ,un’esperienza parlamentare e di governo adeguata alle enormi difficoltà da affrontare,autorevolezza e seguito nell’ambito dei partiti di maggioranza ,rispetto da parte di quelli dell’opposizione. Mi si potrebbe obiettare  a questo proposito innanzi tutto che l’on.le Berlusconi non è disposto a “fare un passo indietro” e , in subordine,che non ci sono personalità che abbiano i requisiti  sopraindicati.
Alla prima obiezione si potrebbe rispondere: per ora il Cavaliere non demorde ma potrà resistere se la sua base parlamentare l’abbandonasse (ci sono già molti segnali in tal senso)?
O non sarebbe per lui  piu’ conveniente scegliersi il successore, uscire elegantemente di scena, eventualmente rimanendo presidente del partito, e sottrarsi così all’assedio dei magistrati e della stampa? Se tale ipotesi si concretizzasse una vittoria della coalizione di Centro destra alle prossime elezioni non sarebbe da escludere a condizione, ovviamente, che il Governo di “decantazione “ riuscisse a migliorare la situazione economica italiana.
Alla seconda obiezione è indubbiamente non agevole rispondere ma esaminando bene il panorama parlamentare e politico  delle forze di maggioranza  ci sembra che potrebbero essere gli uomini giusti: il Sen. Schifani ,Presidente del Senato ed il Sottosegretario Gianni Letta.
Forse l’eventuale candidatura di Gianni Letta sarebbe quella piu’ opportuna perché è l’Eminenza Grigia del premier e suo amico fidato , conosce perfettamente la macchina governativa, è molto prudente e diplomatico, é rispettato anche dall’opposizione e “soprattutto”,stante l’età, non fa ombra ai tanti Diadochi  che aspirano in un prossimo futuro a diventare Primi Ministri. L’unica carica cui Letta potrebbe aspirare è, invero, quella di Capo dello Stato ma la scadenza non è vicinissima.
E forse al Cavaliere non dispiacerebbe troppo passare lo scettro per la “decantazione” al suo amico Gianni Letta (uno probabilmente dei pochi, veri ,di cui dispone), certo, così facendo, di agire per il bene del Paese.
Ma, come scrisse Seneca (Thyest. ,Atto 3,sc.2,v.129-130 ): “Nemo tam divos habuit faventes crastinum ut possit sibi polliceri” (= Nessuno ebbe gli Dei così favorevoli  da poter promettersi sicuro il domani)… figuriamoci nella politica nostrana!

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