MITT ROMNEY, IL CANDIDATO PERFETTO

UN APPELLO DI MAURO DELLA PORTA RAFFO

Il 16 gennaio 2008, agli albori della campagna per la scelta attraverso primarie e caucus del pretendente repubblicano a White House, pubblicavo un articolo (che qui sotto riporto) intitolato ‘Mitt Romney, il candidato perfetto’.

Dal 1956, non mi era mai capitato di puntare nelle presidenziali americane su un cavallo perdente e contavo di vincere anche in quella occasione.

Non è andata e quando, sconfitto Romney da McCain e arrivato Obama alla Casa Bianca, qualcuno ebbe a sottolineare la mia errata previsione, risposi che non io avevo sbagliato ma il popolo americano.

La storia mi ha dato ragione ed ecco che Mitt è ora in testa nei sondaggi, si avvia a vincere le primarie e tutti ritengono possa facilmente prevalere sul presidente in carica.

Ma c’è un problema: uomo della destra economica, Romney ha difficoltà a fare breccia tra i ‘duri e puri’ del ‘Tea Party’ e tra i decisivi Evangelici.

Lancio, qui e adesso, un appello al quale chiedo di aderire a tutti gli amici italiani che ben si rendono conto della assoluta necessità di un tale ricambio a White House, un appello rivolto a tutte le componenti repubblicane USA e in particolare ai predetti ‘Tea Party’ ed Evangelici perché spazzino via dubbi e incertezze e, compatti, si schierino per Mitt.

La ‘traversata del deserto’ voluta scegliendo di non appoggiare McCain ha dimostrato ampiamente che il campo democratico, come quasi sempre è accaduto, non è in grado di ben governare. E’ il momento di ricompattare le fila GOP e vincere.

Gli Stati Uniti e il mondo hanno bisogno di una guida forte e sicura.

Non perdete, amici, non perdiamo l’occasione!

——- Di seguito, il testo del citato pezzo datato 16 gennaio 2008 ——-

ROMNEY, IL CANDIDATO ‘PERFETTO’

Vittorioso nel Michigan, in testa nella conta dei delegati finora conquistati davanti a Huckebee e McCain, Mitt Romney sempre più si profila come ‘il candidato repubblicano perfetto’ in attesa di diventare tout court ‘il perfetto candidato’.

Ma quali le caratteristiche di chi aspiri ad incarnare concretamente gli ideali degli elettori del partito che fu di Abramo Lincoln, di Teddy Roosevelt e di Ronald Reagan?

La prima è e deve essere una riconosciuta solidità morale e Romney è uomo integerrimo, inattaccabile sul piano dei comportamenti pubblici o privati. Cosa che assolutamente non guasta per guadagnarsi il voto repubblicano, è ancora sposato alla prima moglie, ha cinque figli e uno stuolo di nipoti.

La seconda: una particolare e dimostrata capacità negli affari come nella amministrazione. E Mitt ha saputo guadagnare miliardi nel campo appunto degli affari ed è stato uno splendido organizzatore delle Olimpiadi invernali di Salt Lake City (per la prima volta, alla fine dei Giochi, invece di una perdita di denaro, si ebbe un profitto di oltre cento milioni di dollari).

La terza: ha esercitato il governatorato del Massachusetts in modo irreprensibile, da grande politico. E si pensi che, lui repubblicano, è riuscito a vincere nello Stato dei Kennedy che da sempre preferisce i democratici.

L’aver governato a livello statuale è importantissimo ove si rammenti che, a parte Bush padre (il cui curriculum era pressoché inarrivabile), gli americani da tempo  preferiscono scegliere quale presidente proprio un ex governatore che ha già saputo dare sul campo, sia pure a livello inferiore, prova di sé a capo di un esecutivo.

La quarta: Romney appartiene a una famiglia importantissima nella vita politica USA. Suo padre è stato tre volte governatore del Michigan, candidato nelle primarie repubblicane del 1968 e successivamente, avendo dovuto dare via libera a Nixon, suo ministro dal 1969 a 1973. Di più, il genitore ha ricoperto per lunghissimi anni l’incarico di presidente della associazione americana dei costruttori di automobili la qual cosa ha contribuito non poco a far sì che la raccolta di fondi per la campagna delle primarie di Mitt sia stata tra le più proficue.

Tutto ciò considerato, si comprende bene come e perché l’establishment alla guida del partito repubblicano appoggi decisamente il Nostro a fronte del vecchio McCain, del poco papabile (date le sue posizioni) Huckabee o del poco ortodosso – repubblicanamente parlando – Giuliani.

16 gennaio 2008

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541 comments for “MITT ROMNEY, IL CANDIDATO PERFETTO

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