Dagli amici mi guardi Iddio chè dai nemici ci penso io

I proverbi non smentiscono mai la loro saggezza.

E’ questo il caso ove si consideri il comportamento delle autorità tedesche nell’attuale, tremenda crisi finanziaria. Sono stati, infatti, irresponsabili le ripetute dichiarazioni della Cancelliera Merkel  e di alti esponenti tedeschi  del Governo di Bonn e negli organismi europei (ad es. il Commissario  per l’Energia  della Commissione Europea, Ottinger, tra l’altro in una  materia non di sua competenza) circa le possibilità di tenuta dell’economia italiana o le dimissioni  poco prima della chiusura delle Borse europee e poco prima dell’apertura  di quelle  nord-americane, di Juergen Stark,  membro della Banca Centrale Europea, in segno di evidente dissenso circa gli interventi di  sostegno da parte dell’istituto centrale europeo al nostro paese (ma anche a Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda).

Ora se è vero che il Governo italiano ha  adottato una linea politica piuttosto incerta nell’elaborazione della manovra di salvataggio della nostra economia è altrettanto vero che è del tutto incomprensibile l’atteggiamento assunto “in pubblico” dalla  Germania che alterna critiche al nostro Governo mentre é in corso d’elaborazione la manovra di risanamento a dichiarazioni di approvazione della medesima. Se le critiche sono legittime da parte di un membro dell’Unione Europea, tanto piu’ che il medesimo dovrà partecipare in misura  notevole alle spese dell’operazione di sostegno, ciò non toglie che un Governo “responsabile cioè non succube degli umori del proprio elettorato (cui dovrebbe spiegare chiaramente  le motivazioni della necessità del sostegno) dovrebbe aver presente che la speculazione internazionale trae da siffatti comportamenti  giustificazione  ai propri  attacchi all’Euro ed alle borse europee. Inoltre – e questa è la cosa più importante – un’ insolvenza dell’Italia, sesta potenza economica ed, importante partner  commerciale e politico della Repubblica Federale Tedesca, si tradurrebbe quasi sicuramente  nella fine dell’Euro donde anche quella dell’Unione Europea.

In tale deprecabilissima eventualità  quali vantaggi trarrebbe la Germania?

Il dramma di questa terribile congiuntura è che non si vedono veri  “statisti” al timone degli Esecutivi europei ed a Washington!.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *