Ce la faranno i nostri eroi … ?

Era questo il titolo di un divertente film di qualche anno fa.
Parafrasandolo: ce la faranno gli Italiani a superare l’attuale grave crisi?
Si tratta, infatti, di una crisi non solo economica e politica ma e soprattutto morale ed anche sistemica.
Ci troviamo, invero, in quello che sembra un vicolo cieco.

La maggioranza di Governo incontra difficoltà notevoli ad attuare il proprio programma non solo in seguito dell’uscita dei Finiani e dei vari errori di comportamento del capo dell’Esecutivo ma anche a causa della sfavorevole congiuntura economica internazionale e delle difficoltà della ripresa. Occorrerebbero a tal fine stimoli notevoli ma i vincoli di bilancio riducono le risorse necessarie. Contribuiscono a limitare  l’azione del Ministro dell’Economia i freni frapposti dalle varie corporazioni imprenditoriali e dai sindacati della Pubblica Amministrazione spalleggiati, talora surrettiziamente, dai partiti e la difficoltà di recuperare in breve tempo risorse riducendo l’enorme evasione ed elusione fiscale. I frutti del federalismo fiscale, infatti, non arriveranno nell’immediato. I tempi relativamente dilatati di questa riforma e delle azioni di contrasto ai reati fiscali giocano perciò a sfavore del Governo.

Sotto il profilo dell’ordine pubblico – cui gli elettori sono, in genere, piuttosto sensibili – il Governo può vantare indubbi successi nella lotta alla criminalità organizzata ma la guerra è lungi dall’essere vinta ed intere Regioni non riescono per questo a prosperare. A ciò si aggiunga la microcriminalità che, anche a causa dello spaccio della droga e dell’aumento del numero di immigrati spesso clandestini, imperversa   non solo nelle metropoli ma anche nei piccoli agglomerati dove una volta era quasi sconosciuta.

“Se Atene (=il Governo) piange Sparta (=l’opposizione) non ha – a ben guardare –, malgrado le apparenze di che far ridere gli Italiani“.
E’ divisa al suo interno tra vetero-marxisti, teo-com e giustizialisti o populisti talché difficilmente sarà in grado di elaborare e soprattutto di realizzare, qualora vincesse le elezioni, un programma di governo moderno di tipo – per semplificare – social-democratico.
Come, ad es., procederebbe per conseguire i sostanziosi ed indispensabili tagli alla spesa pubblica?

La campagna promossa dall’opposizione per il “sì“ al referendum sull’acqua è un esempio che fa temere il peggio. La privatizzazione della distribuzione dell’acqua (non la proprietà delle fonti idriche!) , assegnabile comunque in seguito a pubblica gara, mirava a reperire sul mercato i soldi necessari a risanare le reti di distribuzione che, specie nel Meridione, sono dei veri colabrodo, e che sono gestite fino ad ora dalle Aziende Municipalizzate le quali non dispongono però dei capitali indispensabili. Chi li fornirà? Il solito Pantalone o gli amministratori delle Municipalizzate si trasformeranno incredibilmente in sagacissimi creatori di risorse finanziarie?

Ed ancora quale politica immigratoria praticherà eventualmente un nuovo Esecutivo di sinistra? Quella delle frontiere aperte a tutti sì da creare tra breve un‘Ital-arabia “in cui i “natives” (come negli Stati Uniti chiamano i ”pellerossa“) cioè gli Italiani diventerebbero una minoranza da confinare magari in riserve?
E quale politica per la famiglia elaborerà se Nichi Vendola sarà membro del Governo?
Libertà di adozione alle coppie omosessuali et similia?
E in politica estera: rimarremo nella NATO e nell’Unione Europea? Già i vetero-comunisti hanno chiesto di uscire dall’Unione Europea.
E si potrebbe continuare con gli interrogativi.
Per quanto attiene alla politica ed all’economia il panorama ci sembra pertanto molto fosco!

Ma quel che ai nostri occhi sembra la cosa più preoccupante è la crisi morale che appare aver colpito il nostro paese. Anche se, indubbiamente, molte sono fortunatamente ancora le persone oneste e lavoratrici quel che sembra pervadere la società italiana anche ai livelli più elevati ed anche – il che è gravissimo – non infrequentemente tra i rappresentanti degli organismi deputati alla tutela del retto funzionamento della società, è l’assuefazione al compromesso ed alla corruzione. In una parola: l’accettare come inevitabile la “disonestà” . E questo mina alla base qualsiasi organismo societario. Se non vi sarà una riscossa morale non ci attende che la decadenza… e non sarà troppo lenta perché i tempi ora sono rapidissimi.

Speriamo vivamente che nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia “l’Italia si desti“!

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *