Le non improbabili mosse di Gheddafi

Crediamo che il Rais libico di tutto possa essere accusato tranne che di essere uno sprovveduto, uno privo di astuzia, di determinazione e di crudeltà.

Date quindi per assodate queste sue qualità e terribili difetti cerchiamo di formulare qualche ipotesi  su quelle che verosimilmente potrebbero essere le sue future mosse  partendo da alcuni dati di fatto sufficientemente sicuri.

Gheddafi dispone ancora di truppe in numero non trascurabile, ben addestrate ed ancora abbastanza equipaggiate anche se non dispongono più delle difese aeree e di buona parte dei carri armati. Si tratta di uomini che, qualora il dittatore si arrendesse, verrebbero, con molta probabilità, specie nel caso dei mercenari, massacrati. E’ perciò da ritenere che si batteranno strenuamente. D’altronde le diserzioni non sono  state fino ad ora massicce.

Al dittatore è stata distrutta – è vero – la forza aerea, ma con stratagemmi vari (ad es. mimetizzando i veicoli sì da farli confondere con quelli dei ribelli, nascondendoli tra le case dei quartieri conquistati in modo da impedire agli aerei N.A.T.O. di colpirli per paura di commettere stragi tra la popolazione) sta riducendo efficacemente questa sua debolezza.

Secondo alcune stime il dittatore disporrebbe ancora del 60-70 % del proprio apparato militare e di fondi in loco per pagare il soldo ai propri soldati e per il sostentamento della popolazione.

I suoi avversari fruiscono dell’appoggio aereo dei paesi N.A.T.O ma,come si è detto, questo può non essere sufficiente al conseguimento della vittoria.

Sono, infatti, combattenti  non addestrati e guidati da comandanti improvvisati.

Allo stato la loro sembra essere una lotta a carattere difensivo che sta assumendo i toni della disperazione.

La situazione potrebbe rovesciarsi a loro favore se – come si chiede insistentemente da Bengasi – i paesi dell’Alleanza Atlantica inviassero in Libia proprie truppe ma, salvo imprevisti, nessuno vuol impegnarsi in un intervento del genere.

Infine Gheddafi dispone di un’arma  molto pericolosa contro il nostro paese, in primo luogo, ma anche contro l’Europa: consentire se non incoraggiare l’esodo dalla Libia di migliaia di disperati     (profughi dalla Somalia e dall’Eritrea, lavoratori immigrati in Libia non ancora scappati in Tunisia o Egitto, indigenti dei paesi sub-sahariani ) e di delinquenti comuni tra i quali potrebbero infiltrarsi  degli attentatori integralisti. E che non si tratti di una nostra mera ipotesi lo dimostra l’allarme lanciato in questi giorni dall’Agenzia per le Informazioni e la Sicurezza Interna (A.I.S.I.) secondo cui il Rais avrebbe liberato oltre 15.000 persone, fino ad ora trattenute nei campi di detenzione, che potrebbero riversarsi sulle nostre coste partendo dal porto di Zuwarah, a circa 120  km. da Tripoli, ancora controllato dai governativi.

Per il Rais l’imperativo è dunque resistere  perché così facendo ha la probabilità di convincere i suoi avversari e le potenze occidentali che la soluzione negoziale sia l’unica praticabile anche se ciò si dovesse tradurre in una separazione – “de facto” se non “de jure” – tra  Tripolitania e Cirenaica. Giocano a favore di una tale soluzione il fatto che, se non andiamo errati, i giacimenti di gas e petrolio del paese non sono ubicati solo in Tripolitania ma anche in Cirenaica. Se ci fossero   giacimenti solo in Tripolitania una soluzione di questo tipo sarebbe probabilmente osteggiata non solo,ovviamente, dai ribelli ma anche dalle potenze occidentali e dall’O.N.U.

Questa è quella che, ragionando, potrebbe essere l’evoluzione della situazione ma in politica estera, soprattutto quando sono coinvolti paesi arabi, è meglio tener a mente che “di diman non v’è certezza”.

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2 comments for “Le non improbabili mosse di Gheddafi

  1. paul
    21 aprile 2011 at 19:24

    Obama non è la soluzione.

    Obama è il problema

  2. Massimo
    20 aprile 2011 at 20:40

    Insomma Sarkozy, Cameron e il buon Obama si sono lanciati in un impresa sconclusionata,male organizzata e peggio gestita.
    Violevano fare la loro guerra, ma dopo un mese risultati nessuno. O meglio un risultato clamoroso l’ahhno ottenuto: quello di screditare la NATO, che negli ultimi anni, con una serie di operazioni (Bosnia, Iraq, Afghanistan), aveva dimostrato di essere un deterrente efficace e rispettato contro gli stati canaglia. Da oggi, invece, qualunque dittatorucolo sa di avere di fornte un’ armata Brancaleone, capace di finire le bombe e di non sapere cosa fare.

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