Si arresteranno i flussi di profughi o sarà l’inizio della Finis Europae?

Il nostro breve articolo, ospitato da questo foglio il  4 u.s. , dal titolo “L’Egitto: l’incognita dei “Fratelli Mussulmani” , terminava con una domanda: “Rischieremo di vedere una marea di “boat people” avvicinarsi alle  nostre coste?”.

Non pensavamo, però, che tale interrogativo, che manifestava il nostro timore, trovasse così rapidamente una risposta affermativa e che i profughi venissero (per ora!) soprattutto dai paesi del Maghreb. Ci consola il fatto che quando scrivemmo altri, e molto più autorevoli di noi, non avessero espresso neppure tale timore.

Ora alla luce dei recentissimi avvenimenti nell’Africa Settentrionale e sulle nostre coste desidereremmo allargare l’analisi di questo argomento alla possibile evoluzione del fenomeno nel medio-lungo periodo anche se già sappiamo che ci potranno subito accusare di un ingiustificato allarmismo. Tuttavia, come sembra abbia detto il Sen. Andreotti, “pensar male è forse un peccato ma ci s’indovina quasi sempre”.

Qualche dato ed alcune considerazioni ci sembrano indispensabili a sostegno della tesi conclusiva:

A – i paesi dell’Africa Settentrionale hanno una popolazione di circa 246-247  milioni  (i dati non sono, invero, certi al 100%  !);

B – i paesi dell’Africa Sub–Sahariana a ridosso di quelli sopra citati ovvero Ciad, Mauritania, Mali, Niger, Sudan hanno complessivamente una popolazione di 83-84 milioni all’incirca ;

C – sommando le cifre di A con B  si arriva ad un totale di 329-331 milioni di individui in larga percentuale giovani;

D – il  loro reddito “pro capite” è mediamente molto basso. Elevato il tasso di disoccupazione e quello d’indigenza ;

E – i Governi di detti paesi non brillano – per usare un  eufemismo – per efficienza e probità;

F – la religione prevalente è quella islamica dove la presenza degli integralisti non è marginale ;

G – in considerazione di tutti questi fattori portare a termine con successo ed entro tempi ridotti programmi di sviluppo socio-economico idonei a far uscire quei paesi dallo stato di sottosviluppo in cui versano è del tutto improbabile ;

H – sembra pertanto ragionevole attendersi un incremento notevolissimo dei flussi emigratori dall’Africa verso il nostro continente ;

I – l’Europa, lo stiamo vedendo in questi giorni, divisa com’è dai miopi interessi nazionali non sembra animata da un forte spirito di coesione ;

L – gli Stati Uniti, impantanati in Iraq ed Afghanistan, non sembrano in grado di fornire all’Europa un aiuto concreto in questa vicenda.

Conclusivamente è da temere che tra breve sulle nostre coste e/o su quelle degli  altri paesi europei che  si affacciano sul Mediterraneo si riverserà una vera marea umana in cerca, in primis, di  un migliore livello di vita poi, forse, come già fatto nel passato, per tentare di convertire alla vera fede  i “giaurri” (termine spregiativo turco per designare i Cristiani).

A ciò qualcheduno obietterà che l’Unione Europea ha una popolazione di ben 495 milioni ed ha un tale livello di sviluppo e quindi di risorse che non dovrebbe avere timore.

Crediamo che questa valutazione pecchi, e molto, di ottimismo.

In Europa vivono, infatti, già 20 milioni di Mussulmani che hanno un tasso di fertilità elevato e che sono poco integrati. Farebbero fronte comune con i nuovi immigrati il cui tasso di fertilità non sarebbe certo inferiore a quello dei loro correligionari. In Europa, per contro, il tasso di fertilità per donna è di 1,5  ed il numero degli anziani è in notevolissimo aumento.

Inoltre, come sopra accennato, i paesi europei non presentano la coesione necessaria a far fronte a quella che si  presenta – piaccia o non piaccia – come un avvenimento epocale che alcuni potrebbero anche chiamare scontro di Civiltà. D’altronde i barbari che, favoriti dall’indebolimento del potere centrale, fecero cadere il potente Impero Romano d’Occidente non cominciarono con l’entrare a piccoli gruppi entro le frontiere imperiali e a stabilirvisi per poi avanzare inarrestabili? E l’Impero Bizantino non perse nel volgere di pochi anni il Medio Oriente, l’Egitto ed il Maghreb, che erano diventati in gran parte cristiani, ad opera di poche migliaia di combattivi guerrieri arabi  animati dalla fede in Allah?

Il numero e le ricchezze o i mezzi non fanno sempre vincere le battaglie perché talora “audaces Fortuna juvat”.

Se non  si provvederà sollecitamente con l’impegno, non  solo verbale, dell’Unione Europea a bloccare le frontiere (fatti salvi, naturalmente gli interventi a favore dei “veri” perseguitati politici o di vecchi, donne e bambini in stato di pericolo e l’erogazione di aiuti allo sviluppo) avremo una valanga umana che non potrà essere arrestata  se non con l’impiego, deprecabile, della forza.  Speriamo sinceramente che non si debba constatare che “Dum  Romae consulitur  Saguntum expugnatur” (= Mentre a Roma si delibera Sagunto viene espugnata ) … ed anche che chi ha scritto queste note non faccia la fine di Cassandra che, come è noto, avendo avuto da Apollo il dono della profezia, ma, essendoglisi rifiutata, fu condannata dal dio a non essere mai creduta!

1 comment for “Si arresteranno i flussi di profughi o sarà l’inizio della Finis Europae?

  1. Roberto Sanseverino
    13 marzo 2011 at 22:18

    D’accordo. Tutto giusto. Ma anche noi, voi e tutti gli europei di buon senso cosa fanno, cosa faranno, cosa pensano?. Hanno presente questa vera apocalisse della silenziosa e strisciante invasione dell’Islam ?. A parte gli studi, i saggi, gli articoli, i libri, gli autori (Gli Huntington,i Putnam, i Bendix, i Lewis, etc.)cosa fanno gli europei. Chi ha o avrà il coraggio di porre concretamente la gravissima questione di uno scontro che per ora appare perduto per ignavia, indiffernza, retorica e demogogia dell’incredibile buonismo e acquiescenza dei politici e ,in parte, dei cittadini europei?.
    Attendiamo tutti risposte concrete.
    Prof. Roberto Sanseverino.

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