Più che cocottes grisettes

Mi interrogo sulla definizione a proposito di questo stuolo di signore e signorine che si aggirano nella notte (e non solo) e che vengono da qualche tempo, tout court, chiamate ‘escort’.

E’ questo un vocabolo inglese che in origine, a tale riguardo, significava (e, per il vero, significa) ‘accompagnatrice’ e che, con una complice strizzatina d’occhi d’intesa, oggi vuol dire prostituta, sia pure non da strada.

Mi chiedo: in  altri tempi, imperante il francese, come sarebbero state chiamate costoro, ‘cocottes’ o ‘grisettes’?

Visti i significati dei due lemmi, verrebbe da dire ‘cocottes’, dando quindi loro brutalmente delle sgualdrine.

Piego, invece, su ‘grisettes’, riandando nella memoria agli adorati romanzi ottocenteschi francesi e ad opere liriche di coeva ambientazione, in primis la pucciniana ‘La rondine’ (è in fondo come ‘grisette’ che Magda si rappresenta all’amato Ruggero).

‘Sartine’ – nella traduzione letterale -, allora, donne di fragile virtù che in una Parigi bohemiènne, al fine di sopravvivere, si concedevano.

Profonda pena per quelle oramai antiche ‘eroine’.

Profonda pena per le attuali, inconsapevoli, ‘grisettes’.

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