I dieci anni che cambieranno Milano

La crescita del numero di stranieri che, soprattutto a partire dagli ultimi 20 anni, hanno scelto o sceglieranno di risiedere nella nostra città è destinata a modificare radicalmente il volto politico e sociale di Milano nel giro dei prossimi dieci anni.

A fronte di una popolazione residente che nel 1990 era di 1.432.184 persone, Milano contava “soltanto” 39.729 stranieri, pari al 2,8% degli abitanti della città.

A fine 2010, secondo i dati forniti recentemente dal Settore Statistica del Comune, i residenti ufficiali in città sono scesi a 1.310.384 e di questi ben 217.902, pari al 16,6% – cioè 1 su 6 residenti ufficiali – sono stranieri.

Se poi consideriamo che l’Indice di vecchiaia (che indica il rapporto tra gli ultra 65enni e i minori di anni 15) degli italiani residenti in città è arrivato nel 2009 a 238,5, mentre quello degli stranieri è soltanto di 12,1 (tanto è vero che più di 1 minore su 5 minori residenti in città è straniero: di questi circa il 95% tra quelli di età 0-5 e circa il 65% di quelli di età 6-13 anni è nato in Italia), comprendiamo facilmente quali cambiamenti questi fattori demografici, unitamente al proseguimento dei flussi di immigrazione, ha già determinato e determinerà ancora di più nei prossimi anni per la popolazione milanese.

La conseguenza di tutto ciò è che, secondo il Settore Statistica del Comune, i residenti ufficiali a Milano sono destinati, sulla base di un’ipotesi media, a scendere nel 2020 a 1.292.220 e di questi ben 314.539, cioè 1 su 4 residenti ufficiali, saranno stranieri (per poi salire a poco meno di 1 su 3 nel 2028).

Nel 2015, l’anno dell’Expo, l’Indice di vecchiaia degli italiani residenti a Milano salirà a 258 (per salire nel 2028 fino a 361,9), mentre quello degli stranieri salirà soltanto a 13,2 (per arrivare a 42,2 nel 2028). Questo comporterà che l’Indice di carico sociale anziani (che indica il rapporto tra gli ultra 65enni e la popolazione in età 15-64 anni) degli Italiani residenti a Milano, attualmente a 46, salirà nel 2015 a 50,4 (per arrivare nel 2028 a 54,1), mentre lo stesso indice, che è attualmente 2,7 per gli stranieri, arriverà nel 2015 a 3,3 (per salire a 10,6 nel 2028).

Fenomeni analoghi si registrano in molte altre città italiane ed europee e ovunque si cerca con molta fatica e con molte difficoltà, rese più difficili dalla crisi economica che investe il nostro continente, di dare soluzione al problemi economici e sociali che una cosi forte presenza di stranieri comportano in materia di integrazione, diritti civili, scuola, casa, lavoro, sanità e servizi sociali.

A Milano e nell’intera area metropolitana milanese questo fenomeno risulta particolarmente rilevante, ma la ricerca delle soluzioni su come gestirlo non sembra in cima alle priorità del dibattito politico e dei programmi dei partiti in questa vigilia di campagna elettorale. Eppure i nuovi livelli di competitività economica e di benessere dei milanesi, presenti e futuri, passeranno inevitabilmente dalla capacità del comune di Milano e dell’area metropolitana milanese di farsi carico dei problemi dei loro abitanti stranieri, che sono o diventeranno in gran parte cittadini a tutti gli effetti.

Massimo Gargiulo

1 comment for “I dieci anni che cambieranno Milano

  1. 6 luglio 2014 at 16:01

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