Dizionario politicamente scorretto: Verità

Noi liberali, maestri del dubbio, siamo a volte però piuttosto drastici nel ritenere che “il nostro” dubbio sia più vero di quello degli altri. Per questo preferisco certi liberali conservatori, un po’ grezzi ma solidi nel loro attaccamento al principio di realtà, a quegli intellettuali “liberals” aristocraticamente arroganti nel difendere il politically correct che, come ricordava WF Buckley, claim to want to give a hearing to other views, but then are shocked and offended to hear there are other views.

Per i liberali, comunque, “la verità” è sempre sospetta, come sintetizzava bene Oscar Wilde The pure and simple thruth is rarely pure and never simple, e la verità dei politici lo è più di ogni altra. Lo affermava James Madison The truth is that all men having power ought to be mistrusted, e lo ammettevano anche due esperti in materia, il Generale De Gaulle Since a politician never believes what he says, he is quite surprised to be taken at his word e il Maresciallo Von Bismarck Non si mente mai tanto come prima delle elezioni, durante una guerra o dopo la caccia.

Del resto, ricordate chi era il politico che esordì nel suo mandato dicendo Let us begin by committing ourselves to the truth; to find the truth, to speak the truth, and to live the truth ? Proprio lui, il caravaggesco Richard Nixon. Ancora una volta Wilde lo ribadisce: A little sincerity is dangerous, and a great deal of it absolutely fatal. Difficile dire comunque se mentano di più i politici o gli intellettuali, e gli storici in particolare: quando queste figure coincidono, il risultato lo spiega Churchill: History will be kind to me, for I intend to write it, quello stesso Churchill forse anche un po’autobiografico nel dire che Men occasionally stumble on the truth, but most of them pick up themselves and hurry off as if nothing has happened; già concordava due secoli prima  Samuel Butler  God cannot alter the past, but historians can, che poi puntualizzava scrupoloso I don’t mind lying but I hate inaccuracy.

George Orwell lo spiegava, come è noto, molto bene: Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past. Il problema non è solo nel proposito mendace, ma è epistemologico, come ci ricorda Harry Browne: Not only can no one predict the future: we don’t understand the present – and there isn’t even any certainty about the past, perchè sappiamo che in una società complessa le soluzioni facili servono a poco, come già sosteneva HL Mencken For every human problem, there is a neat, simple solution, and is always wrong. Anche perchè, nonostante la fondamentale importanza della libertà di stampa, ed il nobile proclama di Rudyard Kipling I keep six honest serving men – They taught me all I know – Their names are What and Why and When – and How and Where and Who, non è dai media che avremo la verità. Non è storia di oggi, se già ci avvertiva Thomas Jefferson che Advertisements contain the only truths to be relied in a newspaper.

Ogni verità è sospetta, ma lo scetticismo ed il nichilismo non sono la risposta: la risposta è nella ricerca. La ricerca della verità è il percorso liberale, la Unended Quest di Karl Popper, anche perché, per finirla con Wilde, nessuno è young enough to know everything. C’è speranza, in questa ricerca ? Due vecchi saggi ci confortano: RR Tolkien Not all who wander are lost, e JL Borges: Nothing is built on stone, all is built on sand, but we must build as if the sand were stone. Del resto, il richiamo ad alcune verità è una delle sorgenti del liberalismo We hold these thruths to be self evident……., recita la Costituzione Americana. E anche sulle piccole verità, i liberali picchiano sodo, secondo la arcinota frase di Abraham Lincoln: You may fool all the people once, and some people always,  but you cannot fool all the people always. Ed intendendo la verità come ricerca, come processo, gli aspetti procedurali contano quanto quelli sostanziali, come ricorda il giudice costituzionale Thomas Sowell The basic question is not what is best, but who shall decide what is best Non so del resto se alla fine sarete d’accordo con me: forse nemmeno lo spero, perché come dice David Friedman, figlio sbarazzino del grande Milton: There may be two libertarians somewhere that agree with one another, but I’m not one of them.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *