Oggi una crisi del governo con la conseguente instabilità politica sarebbe molto grave

Oggi  una crisi del governo sarebbe deleteria e l’instabilità politica potrebbe scatenare la speculazione internazionale.

Domenica scorsa l’Eurogruppo dei 16 ministri economici e finanziari della zona euro ha approvato un piano di aiuti per l’Irlanda, dopo quello concesso alla Grecia, di 85 miliardi di euro finanziato dalla UE e dal Fondo monetario internazionale. Questo, secondo le intenzioni,  dovrebbe permettere di ristrutturare il sistema bancario irlandese e superare le difficoltà del deficit  e del debito pubblico.

Inoltrel’Ecofin ha permesso alla Grecia la possibilità di rimborsare i prestiti ricevuti alcuni mesi fa in dieci anni e non in sei.

Purtroppo dalle prime informazioni, i mercati non credono a questo piano di aiuti predisposto per l’Irlanda. Una bocciatura senza riserve, specie per la paura di un’estensione a Portogallo e Spagna della crisi del debito.

E infatti le borse ieri hanno registrato forti perdite, l’euro  è scivolato nel suo rapporto con il dollaro, e nel frattempo è aumentata la tensione sul mercato obbligazionario.

I differenziali di rendimento dei vari titoli di Stato decennali rispetto ai Bund tedeschi sono preoccupanti: 688 punti base per i bond irlandesi, 457 per i titoli portoghesi, 276 per quelli spagnoli, e soprattutto il rendimento dei Btp decennali italiani ha toccato 201 punti base, la punta massima dall’introduzione dell’euro.

Quindi dopo la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e la Spagna, la speculazione internazionale comincia a guardare e tenere sotto la mira anche il nostro Paese.

E’ vero che le ultime aste pubbliche del Tesoro (Btp,decennalie triennali, e Cct) sono andate bene, però con un rialzo dei tassi, quindi maggior costo del debito.

Alcuni operatori non credono ad un attacco specifico contro l’Italia; personalmente non sarei così sicuro e tranquillo. D’altra parte già comincia a circolare l’idea di una manovra economica aggiuntiva tra alcuni mesi.

D’altra parte il nostro debito pubblico rimane sempre alto (118-120 % del Pil), il rapporto Deficit/Pil diminuirà molto lentamente, ma non credo sotto il 3% come chiesto dall’Europa.

Anche il Pil crescerà sempre, purtroppo, molto lentamente rispetto ad altri Paesi dell’Eurozona.

Con questa crisi economica finanziaria italiana e in un contesto internazionale di forti tensioni (perfino anche i titoli di Francia e Belgio sono sotto pressione), provocare una crisi governativa sarebbe molto grave.

Dalle ultime notizie dell’Ansa leggiamo: i conti pubblici dell’Italia sono migliori che in altri Paesi, le banche sono solide e il debito privato e’ basso. Ma “’le speculazioni dei mercati e le incertezze politiche sul futuro della coalizione al governo di Silvio Berlusconi stanno aumentando i timori di contagio”.  Lo scrive il Financial Times, in una corrispondenza che raccoglie i commenti di diversi economisti dopo l’aumento di mezzo punto percentuale del costo di finanziamento del debito italiano riscontrato ieri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *