Anche con il discorso di Bastia Umbra, Fini non mi ha convinto

E adesso ? Ho paura , come qualcuno ha scritto, che si torni agli anni ’80 –’90, al teatrino della politica , pieno di trappole parlamentari, verifiche, trattative, condizioni, scambi e ricatti, alla fine del bipolarismo e della possibilità per l’elettore di scegliere e votare il governo. E il Paese ?

In questo momento particolare di grave crisi economico-finanziaria, una situazione difficile da  guidare e controllare e con una situazione finanziaria internazionale in fibrillazione ( si veda la Grecia, l’Irlanda), una crisi di governo è deleteria. Dobbiamo pertanto seguire con attenzione gli spread tra i Bund tedeschi e i nostri Btp decennali, oggi su 180-190 punti base; una instabilità politica del Paese può provocare il riaccendersi della speculazione internazionale, e questo sarebbe molto grave.

In  più occasioni, nella primavera ed estate scorsa, su Cartalibera avevo già scritto alcuni articoli su Gianfranco Fini. A questo proposito vorrei ricordare i due più recenti :  “Gianfranco Fini non mi convince” ( 7 giugno scorso) e “Fini : la politica del “sì, però…” ( 13 settembre).. Ora dopo alcuni mesi, dopo il discorso di Bastia Umbra, in provincia di Perugia, pur apprezzando alcune tesi  ( la necessità di una maggior dialettica interna; la legalità, i diritti civili), devo dire onestamente che non ho cambiato idea, la  posizione attuale di Fini e le sue tesi non mi hanno convinto,

Anzi , a  sentire certi riferimenti,  certi luoghi comuni, mi è sembrato di tornare a  discorsi da Prima Repubblica, la tanto vituperata Prima Repubblica.

Poco più di un mese fa Fini ha votato la fiducia al governo Berlusconi, ora ha deciso di ritirarla e propone addirittura una crisi extra parlamentare. Non ricordo altri precedenti di un Presidente della Camera che sfiducia il Capo dell’Esecutivo (potere autonomo) in un comizio e poi propone di fatto una crisi extraparlamentare.

Un comportamento certamente disinvolto e  quanto meno molto discutibile.

Cambiare poi le regole, gli schieramenti e le alleanze durante il mandato elettorale che ha scelto una maggioranza di governo è una pratica pericolosa e non condivisibile.

Il discorso di Fini è stato chiaro , rancoroso e personalistico ; l’unico obiettivo era ed è  quello di sfasciare Berlusconi e il suo governo, chiamandosi fuori , dopo che per sedici anni ha condiviso idee e posizioni di potere con  Berlusconi.

Ero e rimango sempre stupito e perplesso vedere la eccessiva rapidità di cambiamento di idee e propositi dell’On.Fini su diversi argomenti : dei veri voltafaccia improvvisi, e questo non dopo una seria riflessione di 10-15 anni, ma in due o tre anni  Ricordo ad esempio alcune sue dichiarazioni di qualche tempo fa : i maestri gay addirittura non possono insegnare;  contro il “meticciato”;  la legge sull’immigrazione è la Bossi-Fini; ecc.

In questo senso confermo quello che avevo già detto qualche mese fa. Dopo sedici anni di coabitazione con Berlusconi e la Lega ci si accorge solo ora che tutto è sbagliato, dal partito-azienda al presidenzialismo “cesarista”, dalla legge elettorale  (oggi “una vergogna”  e prima ?) ai provvedimenti sulla giustizia, dalla legge sull’immigrazione (ricordo la legge Bossi-Fini) al fisco, dalla politica estera alla scuola;. Nel discorso di Mirabello  ha  attaccato perfino  la povera Gelmini con i suoi 200.000 precari ereditati (“ Mi hanno ferito i tagli lineari ai fondi per la scuola che gettano nel dramma migliaia di insegnanti”; “Non è stato introdotto il merito”), ha criticato i tagli alla spesa, sugli stipendi delle forze dell’ordine.Di questi due anni e mezzo di governo non ha salvato quasi nulla. Un discorso da vera opposizione, da ultra dell’opposizione.

Recentemente in un pubblico dibattito con Massimo D’Alema, Fini ha detto che Futuro e Libertà presenterà in Parlamento un emendamento per alzare l’aliquota di tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5% al 24-25%. A questo proposito ricordo che Bertinotti e Ferrero hanno sempre proposto e tuttora propongono una aliquota del 20% e che Prodi e Visco, a tempo debito, non l’hanno accettato. Secondo me oggi fare questa proposta è pericolosa  perché colpirebbe il risparmio delle famiglie italiane  (non si colpiscono così gli speculatori, ma soltanto il ceto medio, le famiglie e i pensionati) e metterebbe a rischio le aste dei nostri titoli pubblici.

Bisogna fare molta attenzione : fra le tante virtù italiane c’è il risparmio. Tassarlo potrebbe avere come conseguenza un aumento dei tassi che finirebbe per vanificare il gettito.

D’altra parte sul piano economico Fini non è mai stato liberista, è stato sempre molto attento all’intervento dello Stato e agli statali (soprattutto ai ministeriali , suo tradizionale bacino elettorale) più che al mercato, agli imprenditori e alle cosiddette partite Iva.

Credo che abbia anche poca conoscenza di come funziona il sistema delle piccole e medie imprese. Ha parlato  di sintesi tra capitale e lavoro (un vecchio retaggio ?) e di tesi che non sono, a mio avviso, una soluzione moderna per l’Italia di oggi.

Non sono sufficienti i bei discorsi su sviluppo , occupazione e legalità. Alla fine sono “i numeri a fare la politica “ come sostiene giustamente Tremonti.

Qualche amico liberale si è avvicinato a Fini (o si sta avvicinando) sperando nella creazione di una destra moderna, europea e liberale. Attenzione : la storia di Fini non è liberale; ha una cultura, una tradizione di “destra”. Lui stesso  ha ammesso di non essere mai stato e di non essere un liberale e di non conoscere la cultura e la storia liberale.

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