Salviamo le palle del toro. Un appello all’orgoglio milanese.

Palle del toro

La città ha più urgenti e gravi problemi, d’accordo. Ma uno, piccolino,  ha però passato la soglia dell’intollerabile.

E’ una vicenda in cui la volgarità di un pecoreccio turismo plebeo sposa l’oltraggio ad un simbolo della nostra malmessa, ma poi neanche troppo, e comunque amata città.

Parlo di quella gran massa di simpatici pirla, in visita a Milano dai più irrilevanti borghi d’Italia e del mondo, che evita probabilmente la Basilica di Sant’ Ambrogio, ma non si perde invece il must del beota, l’umiliante rito del triplice giro di tacco sui testicoli del nostro povero toro in Galleria.

L’ormai castratissima bestia, che nella buca creatasi può ora al massimo ospitare due palle da golf, assiste attonita all’insolente pellegrinaggio di migliaia di babbei in coda che, con soddisfatto e spesso pure fotografato ghigno, lasciano la firma a modo loro.

Orbene: se a casa mia ho un simbolo che virilmente rappresenta la fortezza d’animo e le sia pur modeste fortune della mia famiglia, e qualcuno lo calpesta per sollazzo, quel qualcuno riceve, sia pur con meneghina bonarietà, un papagno da finir all’ospedale. Se poi, come nel caso, mi fa pure un buco nel pavimento, con meneghina questa volta concretezza riceve pure lettera da

altrettanto meneghino avvocato. Non vedo perché per la mia città dovrebbe esser diverso.

Lancio dunque un appello al Sindaco ed ai Vigili tutti, che considerino le palle del toro come cosa loro, ed ogni oltraggio come un oltraggio alla città ed ai loro stessi testicoli, oggi notoriamente presenti in ispirito in entrambi i sessi, e forse più nell’altro che nell’uno.

Si impedisca la pedata, altri e più nobili riti si suggeriscano sulle guide ai meno rozzi tra i visitatori: un aperitivo allo Zucca, se posso suggerirne uno. Si sanzioni l’offesa: occhio per occhio, giro sui coglioni per giro sui coglioni, per l’avventato, irrispettoso turista maschio. Che venga afferrato, steso in terra, e provi un po’ l’inebriante esperienza: io mi candido per taccheggiarlo.

Le donne se la cavino invece, non siamo in Iran, con cospicua ammenda. A loro si può concedere che nel mito, anticamente, certe pratiche ricorressero, prima che Teseo sistemasse il Minotauro.

L’idea dell’obolo, con meneghina questa volta avvedutezza, può al limite fungere da mercantile alternativa, visti i dieci milioni di gonzi in arrivo si spera con l’ Expo. Vogliono romperci le palle ? Almeno paghino: un euro ciascuno, forse un paio di parcheggi ci salteranno fuori.

2 comments for “Salviamo le palle del toro. Un appello all’orgoglio milanese.

  1. 20 febbraio 2016 at 04:13

    Good post. I definitely love this website. Stick with it!

  2. Carlo Menichino
    1 novembre 2010 at 13:17

    Egr. Sig. Rosa, la penso proprio come lei; ma come fa a confidare nell’intervento delle autorità cittadine? Quelle persone si impegnano strenuamente solo nel mantenere vive le loro contrapposizioni di potere. Adesso c’è l’ormai squallido spettacolo della realizzazione degli impianti per l’Expo. Immagino già degli orti con qualche capannone luccicante. Bellissimo !!! Milano versa imbrattata, sporcata ed insultata da torme di cialtroni impuniti ma lei ha mai visto le autorità impegnarsi severamente e seriamente contro l’imperante vandalismo strisciante ? Lei ha presente come si presenta piazza Duomo il sabato e la domenica ? Cosa vuole preoccuparsi delle ex palle del toro ? La ieratica Moratti galleggia nella sua bolla di benessere assumendo, a seconda dei casi, la posizione di una delle tre scimmiette come hanno fatto i suoi predecessori e farà chi le succederà. Tutti scusati ed assolti perché, poverini, nulla hanno potuto contro i veti dei compagni e degli oppositori politici. C’è speranza ? No ! Perché tutto il Paese ormai è preda della stessa malattia. Sono fiorentino, Sig. Rosa, e tralascio di descriverle in quali condizioni versa Firenze. Le generazioni di teste vuote con cervelli sottoposti a lavaggi intensivi ad uso centri sociali, per intenderci, che il nostro sistema di istruzione ha “versato” e continua a riversare nel nostro tessuto sociale, inquineranno la vita politica ancora per molto tempo. Un’era barbarica che potrà finire solo quando l’idiozia adottata come sistema di vita sarà posta, in maniera traumatica, davanti alla propria insipienza.

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