Immigrati: Sistema di ammissione a punti per gli stranieri

Alla recente assemblea del Partito Democratico svoltasi la settimana scorsa a Varese è stato approvato un documento sull’immigrazione proposto dal gruppo di minoranza interna capeggiato da Veltroni che suggerisce una selezione nell’ingresso degli stranieri. Questo documento non è piaciuto a diversi esponenti della maggioranza di Bersani , ad es. Dario Franceschini, Vasco Errani (“Imitando la destra ci dimostriamo deboli”), anche perché era in contrasto con il documento elaborato da Livia Turco in linea con i temi e gli slogan tradizionali della sinistra. Poi però alla fine il documento di Veltroni e amici è stato approvato: forse l’aria leghista di Varese ha avuto influenza; sicuramente gli amministratori locali PD del Nord abituati a confrontarsi con l’immigrazione e la concorrenza specie della Lega hanno contribuito positivamente.

L’immigrazione nel nostro Paese finora ha creato abbastanza insicurezza, degrado, emarginazione, alti costi per la sanità, il welfare, l’istruzione, il sistema carcerario. Probabilmente la sinistra  comincia a capire che molti voti sono stati persi per le loro posizioni “buoniste” sull’immigrazione.

Senza alcun dubbio il sistema a punti è una positiva innovazione per il PD ed è, tra l’altro,  molto simile alla legge già approvata dal Governo nel 2009. E’ in sostanza un sistema trasparente, obiettivo e controllabile, rispetto al sistema per quote.

“Venire, e ancor più restare in Italia, è un’opportunità e non un diritto”.

Questa innovazione ha comunque suscitato una coda di polemiche all’interno della sinistra.

D’altra parte non bisogna dimenticare le forti critiche fatte da autorevoli esponenti del PD a questo sistema a punti quando il Parlamento italiano ha esaminato l’accordo di integrazione (nel 2008- 2009) proposto dal Governo Berlusconi..  Queste critiche sono forse superate ? Lo spero.

Allora era stato detto: “Il permesso di soggiorno a punti è disumano”, “è bizzarro”, “i punti servono per le merendine”, “si tratta di persone e non di pacchetti acquistabili con i punti”, “forche caudine che ostacoleranno l’integrazione e favoriranno l’irregolarità” e così via.

Questi sistemi di ammissione a punti sono già presenti in diverse realtà come la Gran Bretagna, la Danimarca, il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda.

A questo proposito ricordo che nel nostro Paese esiste già la legge  15 luglio 2009 , n. 94, che prevede che il rilascio del permesso di soggiorno per gli extra-comunitari sia legato alla firma di un accordo di integrazione, articolato per crediti. In sostanza al momento della domanda di rilascio del permesso di soggiorno, lo straniero dovrà obbligatoriamente stipulare il cosiddetto “accordo di integrazione”, con il quale sottoscrive specifici obiettivi che si impegna a conseguire durante il periodo di validita’ del permesso stesso. E’ articolato su crediti conseguibili per specifici obiettivi di integrazione in tutto l’arco temporale di validità del titolo di soggiorno richiesto.

Fra i crediti ci sono la conoscenza della lingua italiana, (senza parlare italiano è impossibile integrarsi veramente in Italia), la cultura civica, la conoscenza dell’ordinamento del Paese (la Costituzione), i percorsi di istruzione, la frequenza universitaria. Ovviamente se uno commette reati sono previste anche le decurtazioni (i debiti sono assegnati a seconda della gravità del reato).

La perdita dei punti comporta la revoca del titolo di soggiorno, e quindi la espulsione con accompagnamento alle frontiere da parte della forza pubblica..

Non sono soggetti alla revoca del permesso e all’espulsione, gli stranieri in Italia per asilo politico, motivi umanitari, motivi familiari, con permesso di soggiorno.

E’ stato anche stabilito che non è obbligatorio presentare il permesso di soggiorno, per l’accesso alle cure sanitarie per gli stranieri non iscritti al SSN e anche per le prestazioni scolastiche obbligatorie.

Naturalmente l’attribuzione del punteggio non deve discriminare per: razza, religione, opinioni, provenienza geografica..

Purtroppo il decreto attuativo di questa legge (in altre parole il regolamento per la definizione dei criteri e delle procedure per la sottoscrizione dell’accordo)  che doveva entrare in vigore entro 180 giorni dalla disposizione,  è ancora all’esame della Conferenza Stato-Regioni.

Pertanto a mio avviso è assolutamente necessario accelerare l’approvazione di questo regolamento, anche e soprattutto in relazione al cambiamento di posizione sull’argomento da parte del maggior partito di opposizione.

Certamente il problema degli immigrati non si esaurisce con questo accordo di integrazione, articolato per crediti. Ci sono anche altri argomenti da approfondire e proporre soluzioni, quali ad esempio: lo snellimento delle procedure per ottenere la carta di soggiono per i “lungo residenti”, la concessione del voto amministrativo, l’accesso alla cittadinanza ai nati da residenti stranieri legalmente soggiornanti e ai minori cresciuti e formati in Italia.

Di questo ne parleremo in un’altra occasione.

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2 comments for “Immigrati: Sistema di ammissione a punti per gli stranieri

  1. 22 marzo 2016 at 09:32

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  2. giorgio castriota s.maria bella
    22 ottobre 2010 at 19:47

    Articolo molto chiaro ma il problema di fondo -non toccato-é che ,purtroppo,che -piaccia o non piaccia- é in atto uno scontro Occidente-Islam e che l’immigrazione di Mussulmani rappresenta un grave pericolo perché, a causa sopratutto del loro credo che ,in pratica, non consente la democrazia(non c’é ,infatti,nessun paese mussulmano veramente democratico ), gli immigrati provenienti da paesi mussulmani raramente si integrano nelle nostre società(v.Francia,Olanda,Svezia, Germania,Inghilterra ). Inoltre il tasso di natalità di tali immigrati è molto elevato.In Europa sono già circa 2o milioni !
    Vogliamo diventare una minoranza e vederci imporre la “Sharia” ?
    Non devono perciò entrare salvo rare eccezioni.Non è questo razzismo ma legittima difesa !

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