Destra di governo o di galera

(articolo pubblicato su www.opinione.it)

L’Olanda, a tre mesi dalle elezioni, è ancora senza governo. Il Partito Liberale (Vvd) e il Partito Cristiano-Democratico (Cda), da soli non riescono a formare una maggioranza stabile. E sono costretti a chiedere l’appoggio del Pvv, il Partito della Libertà di Geert Wilders, il terzo più votato dagli olandesi. Finora i partiti istituzionali di centro-destra hanno sempre evitato come il fuoco l’appoggio di una formazione giudicata “xenofoba”, “anti-islamica” e “anti-immigrazione” da tutta la stampa europea. I giudici potrebbero toglier loro questo dubbio. Perché, da ieri, Wilders è sotto processo per “incitazione all’odio razziale” e “discriminazione contro i musulmani”, a causa del suo film-documentario “Fitna”, in cui imputa al Corano la violenza jihadista. Il leader del Pvv rischia una multa di 7000 euro nel migliore dei casi. O una sentenza a un anno di carcere, che lo eliminerebbe, per via giudiziaria, dalla scena politica olandese. Quanto è giustificata la paura per il Partito della Libertà? La carriera del biondo “anti-islamico” nasce da una scissione, da sinistra, del liberalismo olandese. La matrice culturale è tutt’altro che razzista, dunque. E’ xenofobo in programma? In parte sì, quando prevede la registrazione etnica dei cittadini olandesi, un limite (a priori) sull’immigrazione dai Paesi musulmani, la tassazione sul velo islamico (di tutti i tipi, non solo il burqa) ovunque sia indossato. In parte no, quando chiede riforme che vengono ormai promosse in molti altri Paesi europei: divieto del burqa nei luoghi pubblici, ritiro della cittadinanza agli immigrati recenti (entro i 5 anni dal loro arrivo) che delinquono e sua concessione solo a coloro che lavorano, aumento delle forze di polizia. E poi ci sono punti programmatici che nulla hanno a che vedere con l’immigrazione: taglio della spesa pubblica e degli aiuti internazionali, taglio delle tasse, federalismo, fine della dipendenza petrolifera dall’estero tramite un programma nucleare. Wilders chiede di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele e di trasferirvi l’ambasciata. Essere filo-israeliani è “razzismo”? Liberali e cristiano-democratici possono accettare un’alleanza con il Pvv su quasi tutti i punti programmatici, promettendo, da parte loro, di introdurre il divieto del burqa, sull’esempio della Francia. Una coalizione potrebbe benissimo nascere su queste premesse. Sempre che un giudice, ad Amsterdam, non la faccia abortire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *