Un’agenda liberale per Fli?

Si riporta integralmente, dal verbale della Camera dei Deputati, la dichiarazione di voto del capogruppo FLI. Come noto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ottenuto la maggioranza con i voti determinanti del nuovo gruppo parlamentare che fa riferimento a Gianfranco Fini. Il discorso contiene spunti interessanti. Serviranno a rilanciare un’agenda liberale del governo?

“Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo di Futuro e Libertà per l’Italia esprime apprezzamento per il passaggio parlamentare, che il Presidente del Consiglio ha voluto fare. Il passaggio parlamentare fa chiarezza rispetto ad un problema che esiste – non possiamo negarlo – e che non è un problema tra il Governo e il consenso del Paese, tra il Governo e la maggioranza all’interno delle Camere: è un problema di rapporti tra il Governo e la sua maggioranza e oggi si va verso un voto di fiducia con il sostegno di tre gruppi parlamentari anziché due, di quattro soggetti anziché tre, aggiungendo gli amici del gruppo Misto-MpA-Alleati per il Sud che si sono presentati alle elezioni con la maggioranza. Lei stesso, signor Presidente del Consiglio, ha parlato di riconoscimento delle diversità e dell’autonomia delle molteplici forze politiche. Noi crediamo che il riconoscimento che oggi passa attraverso l’approvazione congiunta di quattro documenti parlamentari, che rappresentano quattro anime con pesi diversi di una stessa maggioranza e di uno stesso blocco politico e culturale, possa essere veramente l’occasione per valorizzare le diversità, anziché per comprimerle. È stato un errore a riguardo, secondo il gruppo di Futuro e Libertà per l’Italia, tentare la strada dell’autosufficienza: l’autosufficienza rischiava di dar vita ad una maggioranza più ristretta e diversa, nuova, non coincidente a pieno con la volontà popolare. Lei, Presidente del Consiglio, dice sempre che la nostra stella polare deve essere la volontà popolare. Seguire la volontà popolare significa che non è corretto sostituire parlamentari eletti con la maggioranza, pensando di potere fare entrare in maggioranza parlamentari eletti con l’opposizione.
Noi non ci sottraiamo al nostro dovere: ribadiamo il nostro ancoraggio politico e culturale al centrodestra e la nostra volontà di portare avanti la legislatura sino all’ultimo giorno. Siamo disponibili su tutto ciò che è scritto sul programma. Sul resto siamo pronti a discutere preliminarmente con tutta la maggioranza, senza diktat, senza logiche di prendere o lasciare, che qualche volta ci sono state avanzate, ma senza neanche alcuna preclusione preconcetta.
Lei ha gli strumenti, signor Presidente del Consiglio, per procurare armonia assennata – e lo diciamo come gruppo assennato – tra i quattro soggetti della maggioranza. Usi questi strumenti. Oggi lei ha detto che la sua indole personale è aperta al confronto. Le dico la verità: dopo quello che abbiamo vissuto in due mesi, dal 29 luglio al 29 settembre, la cosa ci ha fatto un poco sorridere. Ma la invitiamo a dimostrarci questa apertura al confronto. Il nostro vincolo con gli elettori non può venir meno, il nostro vincolo sul programma non verrà mai meno. Nel programma è scritto che dobbiamo fare la riforma del fisco; nel programma è scritto che dobbiamo portare la tassazione sotto il 40 per cento per tutti, che dobbiamo dar vita al quoziente familiare, detassare le tredicesime, far pagare alle imprese l’IVA dopo l’incasso delle fatture, rimborsare l’IVA entro 60 o 90 giorni, abolire l’IRAP.
La invitiamo a farlo, signor Presidente del Consiglio, su questo avrà sempre i nostri voti, noi ci saremo sempre su questi temi. Per fare questo dobbiamo imprimere una svolta ancor più forte nella lotta all’evasione: la Corte dei conti dice che vi sono 130 miliardi di euro nascosti nell’evasione. Possiamo fare la riforma del fisco e tante, tante, tante altre cose: dobbiamo tagliare seriamente i costi di uno Stato che è un pachiderma, soprattutto rispetto ai servizi che diamo, completare le liberalizzazioni, affrontare la crisi economica dopo aver gestito – molto bene – la crisi finanziaria.
Per affrontare la crisi economica la prima cosa sarebbe la nomina del Ministro dello sviluppo economico, la seconda quella di finanziare lo sviluppo perché abbiamo evitato il crack finanziario ma le imprese hanno bisogno di ossigeno, di credito, di sostegno per l’internazionalizzazione, di sostegno per mantenere i livelli occupazionali. Dobbiamo pensare al lavoro: i dati sulla disoccupazione sono allarmanti, soprattutto per i giovani e le donne. Dobbiamo andare alla ricerca di una terza via tra la vecchia rigidità del mercato del lavoro e la presente precarietà che cerca di minare la dignità, soprattutto dei giovani e delle donne che entrano in un nuovo mercato del lavoro cerchiamola questa terza via, che sia una flessibilità virtuosa che dà qualche opportunità in meno ma qualche soldo in più in tasca, soprattutto ai giovani.
Lei ha parlato del Piano per il sud: finalmente, ci fa piacere, lo attendiamo da tempo in Parlamento. Noi però andiamo oltre: vogliamo parlare di nord e di sud, vogliamo colmare il divario tra nord e sud, vogliamo garantire davvero la coesione sociale e la coesione nazionale. Cominciamo dal nord: il nord deve competere con le aree più forti e più ricche dell’Europa centrale e per farlo ha bisogno di semplificazione burocratica e fiscale, di infrastrutture materiali e immateriali (siamo molto in ritardo, ad esempio, sulla banda larga), di innovazione e ricerca soprattutto per le piccole e medie imprese: in questo settore siamo veramente tra gli ultimi negli investimenti. Il sud ha bisogno di una scossa, dobbiamo farlo uscire dalla logica dell’assistenzialismo e lo dico da uomo del sud, però non basta il manifesto Banca del sud, Ponte sullo Stretto, Salerno-Reggio Calabria. Ben vengano ma da qui ai prossimi due anni e mezzo, alla fine della legislatura, dubito che
i cittadini del sud trarranno vantaggio da queste tre opzioni-manifesto. Abbiamo bisogno di dare al sud una grande stagione delle opportunità sfruttando l’occasione che può esser data anche dal federalismo fiscale che responsabilizza di più chi governa il territorio. Il sud ha bisogno di fiscalità di vantaggio, ha bisogno di infrastrutture che non sono solo le grandi infrastrutture ma un lungo elenco di quelle piccole e medie infrastrutture di cui hanno bisogno le città e le regioni meridionali. Per fare questo cominciamo a non togliere al sud quello che ha: negli ultimi due anni e mezzo abbiamo preso dai fondi FAS 13 miliardi e mezzo di euro, li abbiamo usati come un bancomat per l’Abruzzo e per i rifiuti di Napoli, per l’ICI e per l’Alitalia, per le Ferrovie dello Stato e per Trenitalia, per i
grandi eventi e per le carceri. Cominciamo a lasciare al sud le risorse che erano destinate al sud. Pensiamo poi ai giovani: dobbiamo investire nella formazione e nella ricerca. Nel contratto con gli italiani, nel programma di Governo che ci vede vincolati vi è scritto che dobbiamo creare delle no tax area per il lavoro giovanile e per l’impresa giovanile: facciamolo! Nel contratto di programma vi è scritto, per la prima volta, che dobbiamo attuare appieno l’articolo 34 della Costituzione, quello che dice che devono andare avanti i più capaci e i più meritevoli: facciamolo, signor Presidente del Consiglio, i voti di Futuro e Libertà per l’Italia ci saranno sempre su questi punti del programma. E visto che ci siamo, diamo l’esempio in politica: cominciamo a far andare avanti i più capaci e i più meritevoli quando bisogna rappresentare gli interessi degli italiani .  Vi sono poi degli argomenti che non sono stati toccati ma che sono al centro delle preoccupazioni dei cittadini: mi riferisco al grande tema ambientale, all’aria, all’acqua, al cibo che si mangia. E arrivo al tema della giustizia, che è sicuramente un tema delicato. Per noi giustizia come tema fa coppia con legalità: noi dobbiamo garantire il principio di legalità nel Paese, dobbiamo dar vita ad una nuova etica pubblica, dobbiamo combattere duramente la corruzione che ci costa 60 miliardi di euro all’anno. E a questo proposito, signor Presidente del Consiglio: faccia tirar fuori dai cassetti polverosi quel disegno di legge che porta la sua prima firma e che da sei mesi è fermo in Parlamento e non comincia un iter serio ! Scriviamo nero su bianco che i politici che sono condannati in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione devono essere espulsi a vita dalla politica, perché i cittadini non hanno più bisogno di loro .  Sulla riforma della giustizia, lei ci ha illustrato dei titoli che sono condivisibili: dobbiamo declinarli in provvedimenti, e quando li declineremo, se saremo chiamati a contribuire, noi lavoreremo per fare in modo che non si crei danno ai cittadini. Siamo favorevoli alla legge che tutela le alte cariche dello Stato, sospendendo i processi e rinviandoli a dopo l’esercizio delle funzioni. Siamo favorevoli a smaltire le cause civili pendenti, ma non vorremmo mai e non saremo mai d’accordo su una legge che, per smaltire le cause civili pendenti, tolga la possibilità ad un solo cittadino o ad una sola azienda di questo Paese di avere la giustizia che aspetta dal suo giudice civile. Siamo favorevoli alla riforma della giustizia, ma non saremo mai favorevoli ad una riforma punitiva nei confronti della magistratura, che per noi è baluardo per garantire la sicurezza e la giustizia ai cittadini. Per queste ragioni, insieme con i colleghi del MpA, diciamo «sì» alla fiducia, sentendoci vincolati assieme al mandato ricevuto dagli elettori ed al programma di Governo, ai suoi contenuti, alle sue finalità e alla sua effettiva realizzazione.”

1 comment for “Un’agenda liberale per Fli?

  1. Rinaldo
    4 ottobre 2010 at 18:32

    Interessante dissertazione che, dopo le vergognose rappresentazioni in TV a cui abbiamo dovuto assistere, sembrano dichiarazioni di principio ma di comodo.

    Se si vuole davvero essere concreti e rispettosi di quanto si aspettano gli elettori che hanno votato le liste del PdL bisogna che TUTTI gli eletti nel PdL smettano di fare “spettacolo” nei MEDIA e facciano del loro meglio per far avanzare le riforme ed i provvedimenti che gli elettori si aspettano, senza quel marasma di “distinguo” che servono solo a “distinguere” appunto personalismi ed interessi personali che sono ben altra cosa rispetto agli interessi collettivi e del Paese.

    Chi, vedendo gli inverecondi battibecchi in TV e sui giornali può aver gradito e pensato che i “naufraghi” di FLI siano componenti della maggioranza parlamentare? Davvero pochi e tra questi vi è certamente chi non avendo molto tempo da perdere e seguendo poco le vicende parlamentari ed i dibattivi TV non è particolarmente informato e valuta per riminescenze passate, oggi molto distanti e diverse, nei fatti.

    Bando comunque ai pregiudizi ed ai bizantinismi lessicali, nonchè agli interessi inconfessabili e carrieristici personali. Dimostrino questi signori, nei fatti, che non vogliono essere lo “spettacolo” che gli elettori del centrodestra non vorrebbero mai vedere.

    Adelante.

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