Pietro non c’è più!

Quasi mi fosse morto un fratello!
Via radio, vengo a sapere della dipartita di Pietro Calabrese e subito i miei
occhi si riempiono di lacrime.
Gli ho voluto bene, davvero molto bene.
Era un gentiluomo, una delle poche persone di parola e di sentimenti che ho
incontrato nel mondo spietato e triste della carta stampata.
Abbiamo lavorato insieme uniti in comune sentire.
Mi ha voluto al Messaggero, poi a Capital, alla Gazzetta dello Sport e infine
a Panorama: testate prestigiosissime che, via, via, ha diretto con grande
professionalità, bravura e successo.
Mi ha chiamato in Rai nella breve stagione che lo vide colà dirigente.
E’ stato ospite a Varese in un mio memorabile ‘Salotto’.
Negli ultimi tempi, malato, si era negato non volendo pesare neppure sui veri
amici.
Ti piango, Pietro, ma, lo sai, ci abbracceremo nell’altra vita!

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