Fini: la politica del “sì, però…”

L’on.Veltroni è rimasto famoso per i suoi “ma anche”, l’on. Gianfranco Fini nel suo discorso a Mirabello ha ripetutamente detto “sì, però”, cioè tutto e il contrario di tutto.

Su “Il Foglio” di qualche giorno fa, c’era una bella vignetta di Vincino che diceva : “A Fini mancavano solo le convergenze parallele e il suo compendio di vecchia eloquenza politica era perfetto”. In sostanza, a mio avviso, il discorso di Mirabello è stato un bel discorso di un perfetto politico professionistico della Prima Repubblica.

Qualche mese fa su Cartalibera (7 giugno 2010) avevo scritto un articolo “Gianfranco Fini non mi convince” e avevo illustrato i motivi di queste mie perplessità ; oggi , con il discorso di domenica scorsa, dopo aver sfasciato il governo e la maggioranza di centro destra che aveva vinto ultimamente in tre elezioni consecutive e con la probabilità di un voto anticipato, onestamente devo ammettere che non comprendo più dove Fini voglia andare.

Nel suo discorso non si è capito se ha offerto un patto di legislatura oppure iniziato la campagna elettorale; ha negato l’intenzione di fare ribaltoni, ma nel contempo ha parlato all’opposizione di sinistra della necessità di cambiare la legge elettorale; ha detto “il Pdl non c’è più, ma si va avanti”, il partito non esiste, ma io resto con voi; “Futuro e libertà non rientrerà in ciò che non c’è più”, ma, a questo punto, mi domando : gli uomini di Fli che ricoprono incarichi nel PdL si dimetteranno o no ? e gli uomini di Fli che sono nel governo, rimarranno sulle poltrone ?

Dopo sedici anni di coabitazione con Berlusconi e la Lega ci si accorge solo ora che tutto è sbagliato, dal partito-azienda al presidenzialismo, dalla legge elettorale  ai provvedimenti sulla giustizia, dalla legge sull’immigrazione (ricordo la legge Bossi-Fini) al fisco, dalla politica estera alla scuola; ha  attaccato perfino  la povera Gelmini con i suoi 200.000 precari ereditati (“ Mi hanno ferito i tagli lineari ai fondi per la scuola che gettano nel dramma migliaia di insegnanti”; “Non è stato introdotto il merito”), ha criticato i tagli alla spesa, sugli stipendi delle forze dell’ordine.

Di questi due anni e mezzo di governo non ha salvato quasi nulla. Un discorso da vera opposizione, da ultra dell’opposizione.

Si è detto disponibile a votare la fiducia al governo e ai cinque punti del documento programmatico, ma vuole discuterne i contenuti e nel contempo, in modo provocatorio, ne aggiunge degli altri come una nuova legge elettorale e il quoziente familiare.

Il tono poi del discorso è stato rancoroso, personalistico, quasi imbarazzante nei riguardi di Berlusconi e dei suoi ex-colonelli AN rimasti nel PdL, una critica velenosa al berlusconismo.

Sul piano dei contenuti non ho sentito alcun progetto o programma operativo con cui chiedere agli elettori del centro destra di scaricare Berlusconi e bloccare o contenere la Lega  : ad es. sulla revisione della Costituzione , tipico argomento del centro destra (cambiamenti costituzionali;  qualche forma di presidenzialismo o premierato)  mi sembra che Fini sia, oggi,  più per la difesa della Costituzione attuale che per una revisione. Sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, altro tema caldo per il centro destra (separazione delle carriere dei magistrati; riforma del CSM ; ecc.): non una parola, anzi una “sviolinata” alla magistratura . Sulla legge elettorale, ammette di aver contribuito a realizzarla ma non esprime alcun parere  su quale modello da adottare: ritorno alla vecchia proporzionale ? sarebbe un assurdo.  Sulla  crisi economica , come contrastarla e come avviare una politica di sviluppo : niente di niente.

In questi anni Fini ha fatto molti cambiamenti, anzi direi stupefacenti cambiamenti : dalle posizioni post-fasciste con contatti con Le Pen della prima ora, alla destra classica di Fiuggi (con le tesi scritte dal monarchico Prof. Fisichella), all’alleanza con Segni e l’Elefantino alle europee (un vero e proprio flop elettorale), al ritorno con Berlusconi  (con la legge Bossi-Fini in tema di immigrazione; con battaglie garantiste, con approvazione di leggi che la sinistra definiva “leggi ad personam”).

E adesso ?

Ho paura , come qualcuno ha scritto, che si torni agli anni ’80 –’90, al teatrino della politica , pieno di trappole parlamentari, verifiche, trattative, condizioni, scambi e ricatti. E il Paese ?

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *