23 novembre 1932

Diretto ad Aidussina, laddove da Pontebba era stato trasferito, il 23 marzo del 1932 un giovanissimo Piero Chiara, da poco ‘entrato nella Giustizia’ – come, molti anni dopo, amava dire facendo intendere chissà quali mansioni ed incarichi – fece tappa a Gorizia.

Verso sera, entrato in un caffè “lussuoso e pieno di specchi”, prese un giornale e cominciò a scorrerlo.

Scoprì in tal modo che il giorno precedente in Engadina era stato avvistato un orso probabilmente arrivato in zona dai Carpazi, dato che colà l’ultimo esemplare risultava ucciso nel 1904.

Poi, che a Napoli si segnalava il passaggio del “famigerato frate Ciavolino che strangolò il padre superiore del suo convento e che a seguito di numerosi indulti e condoni ha potuto lasciare il penitenziario”.

Ancora, in cronaca, sotto il titolo ‘Fervore di indagini e ridda di ipotesi sul tragico mistero della donna tagliata a pezzi’, la novella che in differenti valige abbandonate tra stazioni e treni erano stati rinvenuti dove il tronco, dove gli arti, dove la testa di una sconosciuta.

Leggo tutto ciò nelle prime pagine dell’ottimo ‘Vedrò Singapore?’ che lo scrittore luinese pubblicò agli inizi degli anni Ottanta.

Come si vede, quel giornale del 23 novembre 1932 potrebbe essere uscito ieri in edicola tanto le notizie riportate sono attuali.

Così, invero, è da sempre, nulla essendoci mai di nuovo sotto il sole nelle umane mondane miserie.

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