Klitscko

Mercoledì 14 luglio, Luino, verso sera.

Nella magnifica cornice dell’hotel ristorante Camin, incontro il campione mondiale in carica dei pesi massimi Vladimir Klitscko.

E’ ucraino, ma dopo aver vinto la medaglia d’oro dei supermassimi alle Olimpiadi nel 1998, ha svolto l’attività professionistica in Germania e negli USA.

Parla indifferentemente tedesco e inglese ed è fisicamente la negazione del pugile come lo si immaginava e concretamente vedeva una volta.

Alto una buona spanna più del sottoscritto (il che vuol dire altrettanto di più di Rocky Marciano, l’unico detentore di una cintura mondiale ritiratosi imbattuto) è un longilineo che nel combattere si affida al jab sinistro con il quale tiene a distanza i rivali e prepara il formidabile diretto destro non disdegnando i ganci.

Fortissimo, sfrutta sul ring prima di tutto la propria intelligenza.

Con il fratello Vitaly (detentore a sua volta di una porzione del titolo, oramai da decenni diviso tra le differenti federazioni mondiali), ha messo fine al pressoché cinquantennale dominio dei pugili di colore nella categoria.

E’ contento di essere in Italia.

Luino e il Maggiore, ovviamente, lo hanno affascinato.

E’ felice anche perché, girando, nessuno lo riconosce, mentre in Germania e negli Stati Uniti non può fare un passo senza che qualcuno lo fermi e gli chieda l’autografo.

Un po’ di pace…

Fatto è, gli dico, che da noi la boxe è praticamente morta e i pochi veri campioni che abbiamo preferiscono restare dilettanti.

Penso, naturalmente, così dicendo, a Roberto Cammarelle, medaglia d’oro olimpica e due volte mondiale con la maglietta.

Ed ecco che mi viene un’idea.

“Si ricorda di Floyd Patterson?”, gli chiedo. “Il detentore della massima cintura succeduto a Marciano?

A seguito delle Olimpiadi del 1956, accettò di incontrare per il titolo Pete Rademacher e cioè il vincitore del torneo di Melbourne che contro di lui passava al professionismo.

Era la prima volta (ed è rimasta l’unica) in cui un debuttante si batteva direttamente per il mondiale.

Per la storia, Pete mise giù Patterson al secondo round ma non fu capace di finirlo e andò ko al sesto.

Potremmo inventarci qualcosa di simile con Cammarelle, no?”

Vladimir è un vero professionista e, in ragione di ciò, risponde:

“Si può fare certamente. E’ solo una questione di soldi”.

Lancio, quindi, qui e adesso pubblicamente l’idea.

Occorre un organizzatore con gli attributi.

Magari, un Rino Tommasi giovane.

1 comment for “Klitscko

  1. 20 febbraio 2016 at 16:06

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