Obama cambia idea sulla strategia: in Afghanistan oltre il 2011

(pubblicato su www.opinione.it)

Parlando contro il suo comandante in capo, il generale Stanley McChrystal ha distrutto la sua carriera e perso il suo posto al comando della missione Isaf in Afghanistan. Ma il suo sacrificio (che molti analisti sulla stampa americana leggono come un suicidio) non è stato vano. Obama ha infatti recepito la parte più importante della protesta dei militari in Afghanistan: quella di dover combattere e vincere una guerra, con le mani legate dietro alla schiena e in appena un anno, prima del ritiro previsto per il luglio del 2011. Ieri il presidente americano, incontrando il suo omologo russo Dmitri Medvedev, ha smentito questa data: “Non abbiamo mai detto che da luglio 2011 spegneremo le luci e che ce ne andremo dall’Afghanistan”. In realtà Obama lo aveva detto, lo scorso dicembre, mentre annunciava la sua nuova strategia: “Queste nuove truppe americane e internazionali ci permetteranno di accelerare il passaggio di consegne della responsabilità sulla sicurezza a forze afgane, permettendoci di iniziare il nostro ritiro dall’Afghanistan dal luglio del 2011”. Frase difficile da fraintendere. Dunque Obama ha cambiato idea? Probabile. Ma anche con David Petraeus al comando delle operazioni militari e anche rinviando la data del ritiro, il conflitto nella “tomba degli imperi” resta una missione molto difficile. Ad affermarlo è anche il più ottimista degli analisti statunitensi, Charles Krauthammer (convinto sostenitore della strategia di Petraeus in Iraq e Afghanistan): i segnali confusi sulla data del ritiro che arrivano dalla Casa Bianca hanno già generato molto scetticismo a Kabul. Uno scetticismo che spinge il governo di Karzai ad assumere atteggiamenti inaffidabili e doppiogiochisti, con un’inclinazione sempre più marcata al compromesso con i Talebani. “La guerra è stata un successo in Iraq perché la popolazione e le autorità locali hanno assistito a un massiccio aumento della presenza americana, che li ha incoraggiati a fornire preziose informazioni, che a loro volta ci hanno permesso di trovare e uccidere i ‘cattivi’. (…) Ma gli iracheni sapevano che il presidente americano era implacabile, che rifiutava di stabilire date per il ritiro, che era determinato a vincere. Quel che i critici di Bush consideravano grossolanità, per gli iracheni era determinazione. Quel che gli afgani percepiscono dall’attuale presidente, invece, è un impegno a scadenza”. Insomma: “Mettetevi nei panni di Karzai o di un comune contadino di Marjah. Anche voi terreste il piede in due staffe”.

Share

399 comments for “Obama cambia idea sulla strategia: in Afghanistan oltre il 2011

  1. Pingback: Manji Law, P.C.
  2. Pingback: SPM Communications
  3. Pingback: 먹튀 폴리스
  4. Pingback: 포르노사이트
  5. Pingback: Flat Belly Fix
  6. Pingback: NPC Online
  7. Pingback: lille dildo
  8. Pingback: Ida Wong Taylor
  9. Pingback: hollywood
  10. Pingback: is website down
  11. Pingback: liteblue login
  12. Pingback: liteblue login
  13. Pingback: MIAA-105
  14. Pingback: smm instagram
  15. Pingback: satta king
  16. Pingback: hundeseng på ben
  17. Pingback: Faulkner Law
  18. Pingback: medium.com
  19. Pingback: makedonya harita
  20. Pingback: food waste
  21. Pingback: Amircani Law
  22. Pingback: boho skirt
  23. Pingback: marketing
  24. Pingback: 스포츠중계
  25. Pingback: walmartone login
  26. Pingback: dai quang minh
  27. Pingback: SPM Communications
  28. Pingback: Sicbo Online
  29. Pingback: round wedding arch
  30. Pingback: blog travel

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *