E’ difficile trovare una sintesi tra le ragioni del rigore e le esigenze della crescita

La discussione sulla manovra economica e finanziaria con un impatto complessivo di 24,9 miliardi di euro tra il 2011  e il 2012  comincia a Palazzo Madama. Già sono stati presentati oltre 2.500 emendamenti al testo varato dal governo, molti anche da parte della stessa maggioranza. parlamentare. E’ il solito “assalto alla diligenza”?  Comunque è già polemica.

Certamente alcune modifiche al decreto vanno fatte specie a favore di quelle regioni e amministrazioni locali che in questi anni si sono mostrate virtuose;  importante però è non modificare i saldi finali e quindi blindare così il risparmio previsto. Il tempo a disposizione per convertire  in legge il decreto è molto breve, d’altra parte la manovra deve avere la massima priorità e deve essere approvata prima possibile. Ricordiamo che la manovra ha avuto la piena approvazione degli organismi europei e internazionali (Ue, Bce, Fmi).

Grazie alla politica economica di rigore di Tremonti, (ha saputo tenere a bada gli istinti di spesa di diversi colleghi di governo e le obiezioni dell’opposizione) il nostro Paese si trova, oggi, in una situazione migliore rispetto ad alcuni altri Paesi europei (tipo Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda). Tremonti quindi si è preso una rivincita su diversi critici (anche della stessa maggioranza governativa) che parlavano di ripresa con una fase 2 attraverso un allargamento dei cordoni della borsa. ”Non esiste una fase due, perché quello che sta accadendo è epocale. Signori, sta cambiando il mondo”, ha più volte dichiarato il responsabile dell’economia.

D’altra parte con un debito pubblico così alto come quello italiano, (supera il 115% del PIL : è il terzo del mondo, il più alto in Europa ), i margini di manovra sono molto limitati. Non dimentichiamo che in Francia il governo francese sta proponendo, nell’ambito del piano di risparmi sulle spese pubbliche e riduzione del deficit,  un taglio di circa centomila dipendenti pubblici entro il 2013. In Germania il governo tedesco ha varato un  piano di austerity di circa 80 miliardi di euro , la maggior manovra mai varata in Germania dalla fine della guerra. Lo stesso nuovo governo inglese di Cameron sta predisponendo un poderoso piano di tagli drastici.

Tentare di uscire da una crisi di debito con altro debito è profondamente sbagliato. Quindi ben venga una drastica riduzione delle spese pubbliche e degli sprechi  e tagli consistenti ai costi della politica.

Il presidente Napolitano ha affermato: “la manovra deve coniugare il consolidamento del bilancio e il rilancio della crescita economica”. Molti osservatori hanno aggiunto: “Bisogna trovare una sintesi tra le ragioni del rigore  e le esigenze della crescita, tra Maastricht e il Paese”. Belle parole, ma con la pressione fiscale  (oltre il 43%) che abbiamo “non si fa ripartenza”. Gli analisti più avveduti dicono anche: “Ogni qualvolta i governanti italiani parlano di riforma fiscale lo spread tra i nostri Btp e i Bund tedeschi sale”. E si chiedono: “Saremo costretti a rinviare sine die scelte come il fisco più leggero e il federalismo fiscale che corrispondono a quanto chiedono sia le piccole e medie imprese sui territori?”.

Sono le stesse domande che anche io personalmente mi son posto. Ad esempio, la Germania non taglia più le tasse. La Merkel ha detto: “Dal mio punto di vista, i tagli delle tasse non possono essere realizzati nel futuro prevedibile”. Di sicuro non nel 2011 e nel 2012, ha poi chiarito. “La priorità sarà consolidare il bilancio dello Stato”. La riduzione fiscale di almeno 16 miliardi, richiesta dai Liberali tedeschi, va tolta dal tavolo. Questo è un cambiamento di politica importante per il resto dell’Europa. Non tagliare le tasse e mettere al primo posto il consolidamento dei conti pubblici.

In questo senso la Merkel, proprio in questi giorni,  ha risposto un po’ piccata al presidente Obama, il quale in una lettera inviata ai principali esponenti dei paesi industriali, aveva messo in guardia i governanti da misure eccessive di risparmio (quasi sicuramente si riferiva alla Germania). In sostanza secondo il governo tedesco: prima occorre perseguire la stabilità dei conti pubblici e dell’euro anche al prezzo di una contrazione dell’economia.

Di questi problemi ne avevo già parlato in un mio precedente articolo pubblicato su Cartalibera (22 gennaio 2010). Rilanciare oggi il tema fiscale va benissimo, anzi è necessario, però va fatto in modo serio e coerente. Certamente è vero che l’ultima campagna elettorale (quella del 2008) è stata molto morigerata, e l’unica cosa su cui Berlusconi e Tremonti si sono impegnati è “a non alzare le tasse” e, comunque, rispetto alle politiche di Prodi, Padoa Schioppa e Visco, hanno vinto alla grande.

Detto questo, io credo che, a questo punto, l’immobilismo non sia opportuno: a furia di parlare di riduzione delle tasse e poi di non farne nulla, gli italiani che hanno votato centrodestra rimangono spiazzati e delusi. Ulteriori rinvii, come dicono in molti, minerebbero la credibilità del PdL. Quindi occorre avviare, subito dopo l’approvazione della manovra economica, la riforma del sistema fiscale di cui, in più occasioni, ne ha parlato Tremonti. Certamente un progetto globale di riforma e di semplificazione richiederà alcuni anni (si è detto entro il 2013), ma importante è partire.

2 comments for “E’ difficile trovare una sintesi tra le ragioni del rigore e le esigenze della crescita

  1. 21 luglio 2014 at 18:19

    Un dessin plein de sous-entendus : le comtpe e0 rebours est-il pour la de9faite annonce9e de l UMP aux re9gionales, celle de Sarkozy en 2012, ou celui de la bombe e9conomique qu est devenue la France ? Quelque chose va pe9ter en tout cas, et c est pour bientf4t : il faut vite appeler Jack Bauer et Bruce Willis.En tout cas, j appre9cie le clin d oeil e0 l absence de pre9sident e0 la Cour des Comptes (ou de9compte ?) symbolise9 par la chaise vide.

  2. 6 luglio 2014 at 12:13

    Vidberg :M enfin ?!? M. Martin, seriez-vous un cihoua susceptible ? ;);)Je n ai sans doute pas la meame lecture que vous des posts ci-dessus, mais il me semblait que tout cela ne vous clouait point au pilori Pour une fois, c e9tait meame plutf4t bon enfant comme commentaires Je sens meame une chaleureuse tendresse de notre part s installer pour vous et vos dessins, non ?En tout cas, je vous pre9sente mes excuses pour mon abRf4f4f4oo le vilain jeu de mots tout pourri bb s il e9tait de9place9 : (Fide8lement vf4tre (et continuer bien sfbr les jeux de mots tout pourris on adore e7a !)

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