Lo stallo nucleare

A questo punto, forse è il caso di dirlo: quella che da molti è stata descritta come la “rinascita nucleare italiana” stenta (proprio) a partire.

E’ vero: con gli articoli dettati in materia dalla legge n. 99/2009 ne è stata delineata la cornice; con il d.lgs n. 31/2010 si è aggiunto un ulteriore tassello e le aziende energetiche, non solo l’ENEL, non mancano occasione per ribadire l’interesse verso la produzione da fonte elettronucleare.

La sensazione di stallo, però, pare evidente; anche perché non diversi sono i nodi giuridici ancora da sciogliere.

Innanzitutto si attende ultima decade di questo mese per la sentenza, fissata il 23 giugno, della Corte costituzionale proprio sugli articoli atomici impugnati da 11 Regioni e sulle 3 leggi anti energia nucleare di Puglia, Campania e Basilicata.

Mentre Emilia Romagna e Puglia hanno impugnato il decreto legislativo che, tra l’altro, manca del previsto e prescritto parere della Conferenza Unificata. E, intanto, prosegue la raccolta delle firme per un nuovo referendum.

E il governo? In verità, sembrerebbe prendere tempo. Sommessamente ricordiamo che i mesi di ritardo dell’Agenzia per la sicurezza sono ormai sette. E non è certo un caso se Emma Marcegaglia, nell’assemblea del centesimo anniversario di Confidustria, subito dopo il prezzo dell’energia elettrica e la necessità di agire sul mix dei combustibili, si sia soffermata proprio sull’urgenza di «insediare subito l’Agenzia e definire entro il 2010 le regole per la sicurezza e l’individuazione dei siti» allo scopo, appunto, di garantire un rapido decollo del promesso «programma di informazione sulla sicurezza e più in generale sulle criticità della situazione energetica nazionale».

Tuttavia, per quanto urgente, la designazione sembra lungi dall’essere matura. Anche perché, forse, prima dell’Agenzia andrebbe nominato un ministro.

2 comments for “Lo stallo nucleare

  1. Angelo Carbone
    13 giugno 2010 at 16:33

    Mancano i fondi per queste opere molto costose,e le banche poi hanno già problemi di rientro di molte persone (fisiche e giuridiche) che avevano sottoscritto mutui per immobili sopravvalutati in termini monetari.Io mi aspetto invece che tutto ciò che può deve essere fatto per le rinnovabili e sulla efficienza energetica(non ne parla nessuno o quasi), ma non sull’ aspetto degli edifici (d.lgs. 192/2005 solo inutile burocrazia tra le altre cose), ma sulla rete di trasmissione (effetto Joule, usando un sistema più distribuito (maglie più strette) con lunghezza delle reti più piccole e facendo manutenzione sulla rete elettrica e non producendo di più.Ora mi si obbietterà che il solare la notte non produce ma ricordo che la notte abbiamo un eccesso di produzione elettrica e quindi il problema si pone di giorno e soprattutto in estate quando il sole è nelle migliori condizioni.E perfavore sto benedetto CIP6 deve andare solo alle fonti rinnovabili non quelle assimilate…

  2. Giacomo Selmi
    13 giugno 2010 at 11:21

    Un bluff? Viste anche le recentissime notizie provenienti dalla Finlandia (Olkiluoto in ulteriore ritardo) sembra quasi che lo stallo sia una manovra per ritardare un progetto avventatamente annunciato per fare propaganda ma senza aver studiato troppo le carte.
    E se le dichiarazioni di Marcegaglia vanno nella direzione degli interessi degli associati di Confindustria – soprattutto i manifatturieri che richiedono un minore costo energetico – fatico a pensare che dietro le quinte non ci sia una più o meno esplicita richiesta di incentivi da parte dello Stato per poter cominciare una avventura che, senza incentivi, pare proprio non stare in piedi.

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