Pensiamo al futuro

(pubblicato sul Corriere della Sera del 29 maggio 2010)

Sembra lontano il tempo in cui Milano mieteva riconoscimenti nazionali e internazionali per il proprio impegno a favore dell’ ambiente, Al Gore sosteneva la candidatura di Milano all’ Expo 2015 per «lo sforzo nel diventare una delle città più amiche dell’ ambiente nel mondo», Letizia Moratti veniva invitata all’ Onu a parlare del «caso Milano» e il sindaco di New York Michael Bloomberg dichiarava l’ intenzione di introdurre ecopass nella sua città. La visione complessiva di sviluppo di una città più sostenibile e vivibile risulta oggi frammentata e piegata ai timori della politica di poter dispiacere agli interessi consolidati in vista della prossima scadenza elettorale comunale. Quel progetto, al cui servizio avevo messo le mie energie e che cominciava a dare risultati concreti in termini di miglioramento della qualità dell’ ambiente, appare oggi indebolito. E’ vero che dal primo giugno ecopass sarà potenziato con l’ eliminazione delle deroghe, ma è un risultato più subito (per un ricorso pendente davanti alla giustizia amministrativa) che voluto dall’ amministrazione – e che comunque non supera la fase di sperimentazione del provvedimento. Così come è vero che alcuni progetti già avviati (lo sviluppo della rete metropolitana, il bike sharing, alcune piste ciclabili, la diffusione dell’ auto elettrica, eccetera) stanno proseguendo, seppure rallentati rispetto alle previsioni, ma altri sono stati fermati (l’ estensione delle corsie riservate per il trasporto pubblico, la restrizione alla circolazione dei furgoni, la creazione di nuove aree pedonali). La costituzione di un gruppo di lavoro per definire il futuro di ecopass e della strategia sulla mobilità sostenibile, a un anno dalla scadenza del mandato dell’ amministrazione, appare più un modo per «prendere tempo» che il segno della volontà di completare i programmi già definiti. La stessa «anomala» modalità di composizione del gruppo, i cui membri sono indicati in parte dall’ istituzione Comune, in parte dai partiti di maggioranza, risponde più alla logica di ricerca di compromessi politici, che di azioni efficaci. Pochi giorni fa, su queste colonne, l’ architetto Stefano Boeri, uno degli artefici del master plan di Expo, ha lanciato un allarme: il grande parco agroalimentare che verrà realizzato per l’ evento potrebbe essere smontato per dar luogo a un insediamento edilizio equivalente «a 20 o 30 grattacieli Pirelli», per «valorizzare» le aree. Sarebbe un’ occasione persa. Il Manifesto per Milano lanciato dal Corriere chiama a raccolta le forze sane della società milanese per ritrovare «il coraggio e l’ orgoglio» per puntare sull’ efficienza e la vivibilità. Il manifesto ci ricorda che per costruire la Milano del futuro dobbiamo pensare ai suoi abitanti di domani, ai bambini e alle loro esigenze: una città più verde, con un’ aria respirabile e meno traffico. *ex assessore comunale all’ Ambiente

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