Perché sono liberale e non sono finiano o berlusconiano

Sulla posizione dei liberali nel PdL ho in corso un dibattito con l’amico Benedetto Della Vedova, definito apertamente finiano dalla stampa, e leggo su Cartalibera il bell’articolo di Valditara, che apprezzo e del quale condivido le principali analisi.

Discuteremo presto circa il nostro apporto alla politica nazionale e sul cosa fare o prepararci a fare. Sulle alleanze  porterò le mie argomentazioni sul perchè dobbiamo essere solo liberali, ovviamente pronto a cambiare convinzione o ad allinearmi alle decisioni democratiche della nostra maggioranza. E porterò quelle che sono le mie attuali convinzioni.

E’ stato varato un PDL variegato, che non mi entusiasma, che non funziona democraticamente, che va in direzioni non raramente contraddittorie e misteriose. Ma lo abbiamo varato basandoci sugli apporti essenziali di Berlusconi, Fini e La Russa che svolge una funzione di collegamento. Facciamolo funzionare, facciamo esprimere gli iscritti con elezioni locali e, man mano, a livelli superiori, facciamo in modo che gli organismi si esprimano collegialmente e poi vedremo quanta dose di liberalismo il PDL esprimerà. Ora non lo sappiamo.

Certo sarebbe una forte delusione se non emergessero i programmi scritti e continuamente promessi. Apparirebbe come una truffa agli elettori e a chi, come me, è 16 anni che crede in una grande area liberale.

Ma certamente noi liberali non possiamo che essere liberali, parlarci e trovare soluzioni fra simili e poi scegliere gli alleati in relazione alla lealtà reciproca ed alla maggior dose di liberalismo concordato.

Per ora, quindi, vorrei ancora che lavorassimo per un PDL che esprima i valori liberali promessi, il tutto gestito nel miglior modo possibile dagli attuali leader, nei quali nutro ancora fiducia e speranza. Purchè eliminino dal partito chi usa cariche per interessi privati penalmente e moralmente rilevanti.

Formalmente la parola d’ordine è “no alle correnti”, ma per costruire soluzioni occorre prima ritrovarsi fra simili e che noi siamo simili solo ad altri liberali è ben chiaro. Così come è altrettanto chiaro che vari partecipanti al PDL siano qualcos’altro e vogliano essere qualcos’altro, pur avendo ricevuto voti per un programma liberale.

Quindi ben vengano Libertiamo e Fare Futuro, ai quali partecipo,  e i vari “insieme” fra simili utili a evitare dibattiti personalistici e a portare al tavolo pezzi importanti di rappresentanza politica.

Se poi il PDL diventerà qualcosa di diverso da quello che voleva essere all’origine e se qualcuno che mancherà all’appello, valuteremo i nuovi scenari. Purtroppo non si tratterebbe di scelte non facili, perchè i torti e le ragioni non stanno da una sola parte, così come le dosi di liberalismo.

Quindi preferirei che il mondo liberale dicesse la sua sui singoli temi, senza voler trovare a tutti i costi un campione, che il liberalismo normalmente non ambisce ad avere.

Ciò detto, condivido quello che dice Fini, salvo alcune sue uscite sui rapporti di lavoro e sulla cittadinanza, così come condivido quanto normalmente dice Berlusconi, salvo poi la esasperante lentezza nel realizzare gli impegni presi. Sono 16 anni che attendo da Forza Italia prima e PDL poi un’Italia più liberale e competitiva.  L’alternativa è un lento declino.

5 comments for “Perché sono liberale e non sono finiano o berlusconiano

  1. 19 febbraio 2015 at 08:50

    inutile essere ipoircti: la minetti e8 perfetta per quello spot. Il lavoro suo e8 quello (e puf2 ancora dare di pif9… non aveva dichiarato di voler girare un porno?). Ora che perf2 ha finalmente trovato la sua strada, gentilmente, si tolga dai coglioni e la smetta di farsi pagare dai cittadini lombardi.

  2. 21 luglio 2014 at 18:03

    In the coipmlcated world we live in, it’s good to find simple solutions.

  3. 6 luglio 2014 at 07:47

    I never thought I would find such an everyday topic so enliarlthng!

  4. Rinaldo
    31 ottobre 2010 at 18:42

    Leggere queste considerazioni dopo alcuni mesi e soprattutto dopo tutto quanto di spudorato sta mettendo insieme Fini ha per me un altro sapore.
    Incredibile sentire e vedere i continui arroganti sproloqui del personaggio Fini e di quelli che lo stanno appoggiando, a partire da Benedetto Della Vedova che lascia davvero allibiti.

    Con tutti i difetti che può avere Berlusconi, le spudorate posizioni prese ed espresse da Fini non fanno che confermare il divario tra il FARE di Berlusconi e lo slogan … “Fare Futuro” (nel senso che finora non ha mai fatto nulla di concreto?) del “finismo”, da cui necessita esprimere un chiaro e totale dissenso e distacco.

    Questo mi aspetterei dal mondo liberale.

  5. puzzailsignorvincenzo
    1 settembre 2010 at 00:32

    In effetti dieci anni al governo sugli ultimi sedici sono ancora pochi. Forse se davvero Berlusconi arriverà a 120 anni finalmente riuscirà ad abbassare le tasse come ha sempre promesso e mai fatto. Forse creerà anche il milione di posti di lavoro che prometteva nel 94.

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