Il premio Pimby è una buona idea

Come noto in molte aree del Paese è molto sviluppata la cosiddetta sindrome Nimby (“not in my backyard”, cioè “non nel mio giardino”), intesa come il rifiuto di qualsiasi infrastruttura (ad.es. rigassificatore, impianto per la gestione e stoccaggio dei rifiuti, termovalorizzatore, ecc.) nelle vicinanze della propria casa.

In un precedente nostro articolo pubblicato su Cartalibera (27 aprile 2008: “I talebani del No”)  si faceva un po’ la fotografia di tutte le contestazioni territoriali ai diversi progetti e/o interventi infrastrutturali di vario genere: No agli impianti per l’incenerimento e la termovalorizzazione dei rifiuti; No agli impianti di rigassificazione; No alla TAV; No al Mose; No alle discariche; No alle Centrali termoelettriche; No a centrali a biomasse; No agli elettrodotti; No al nucleare; No ai parcheggi; ecc.

Nel nostro Paese la percentuale degli impianti contestati risultava essere di oltre il 90%, con rilevanti ritardi o bocciature di progetti, che a loro volta erano e sono causa di considerevoli perdite economiche, tensioni sociali e incertezze.

Da alcune  pubblicazioni era emerso che nel 2007 c’erano stati 193 impianti contestati, 4.100 articoli pubblicati di cui il 62% aveva riportato esclusivamente le posizioni negative o le dichiarazioni negative di amministratori locali o di comitati di cittadini.

Si è quindi costituito un Osservatorio permanente (Nimby Forum) appunto per cercare di mettere sullo stesso piano progresso e tutela del territorio, interessi pubblici e privati, impresa e governo, sviluppo e sostenibilità, cioè un tavolo di confronto permanente, finalizzato a sviluppare e diffondere la cultura della comunicazione, del dialogo e della partecipazione in ambito territoriale, come fattori indispensabili nella realizzazione di impianti e infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese.

Concludavamo l’articolo: “Siamo veramente il Paese dei no.”

Una grande responsabilità sta soprattutto nella sinistra politica italiana,  una sinistra del “non fare”, fondamentalista ed estremista ambientalista, contraria ad ogni tipo di sviluppo sostenibile

Ora la sinistra del “non fare”  (vedi Pecoraro Scanio) è stata spazzata via dalle ultime elezioni politiche del 2008.  E’ tornata quindi la “voglia del fare”.

Il governo Berlusconi si è mosso concretamente: diverse opere pubbliche sono state completate, altre nuove opere sono partite, numerosi cantieri sono stati aperti. I ministri Prestigiacomo, Scaiola, Matteoli stanno concretizzando progetti in discussione da decenni.

Inoltre in queste ultime settimane abbiamo visto con piacere anche l’istituzione di un Premio Pimby, cioè dell’associazione “Please in My Backyard” . Questo premio è praticamente un riconoscimento a quelle amministrazioni pubbliche che hanno realizzato opere infrastrutturali nel rispetto delle regole e con il consenso dei cittadini. 

Per questo, recentemente, è stato consegnato questo premio alla Provincia di Rovigo per il nuovo rigassificatore, al Comune di Caorso per la gestione e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi della centrale nucleare, al Comune di San Vittore del Lazio per l’ampliamento del termovalorizzatore e a quello di Genova per il progetto del tratto autostradale della Gronda di Ponente. Una menzione particolare anche per il famoso Passante di Mestre.

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