Un processo stalinista a Milano

Nelle settimane scorse, da parte di alcuni giornalisti, in particolare della redazione milanese del quotidiano “Libero” c’è stato un vero e proprio killeraggio mediatico contro l’assessore Croci, non  tanto per la sua attività di assessore quanto per essere un liberale.  Secondo molte persone questa campagna di stampa negativa, anche con incredibili attacchi personali, durata diversi giorni, è stata una squallida manovra, frutto di precisi mandanti all’interno della maggioranza di  centro-destra per puri motivi di posti e di potere, ma anche un preoccupante segnale di forte indebolimento politico del sindaco Moratti. Non per  niente anche l’assessore Moioli (altro esponente della lista civica Moratti) è stata attaccata sia pure in modo sicuramente  più discreto e accettabile.

Dopo questa campagna il sindaco Moratti ha “dimissionato” Croci. Quindi la squadra degli ex-assessori della giunta Moratti aumenta (vedi Sgarbi, Maiolo, De Albertis, Colli).

Le motivazioni di tale siluramento sarebbero dovute ad alcuni articoli (estrapolando arbitrariamente frasi, addirittura singoli aggettivi o sostantivi), tra l’altro scritti da vari redattori,  apparsi in questi quattro-cinque anni su Cartalibera, il giornale on-line di cui Croci è il direttore responsabile.

La funzione del direttore responsabile di un giornale è quella, sì, dell’indirizzo e coordinamento politico e culturale, nonchè quella di evitare che si compiano reati o vengano pubblicati articoli gravemente offensivi verso persone.

Nel nostro caso ci si  dimentica però che Cartalibera è un giornale liberale di opinioni e di dibattito politico culturale e non un gazzettino di propaganda o un foglio d’ordine di partito.

Infatti a proposito di alcuni articoli citati da “Libero” come critici nei riguardi di Berlusconi o di An o della Lega, devo precisare che l’autore è il sottoscritto. Ad esempio, l’articolo riguardante il libro della Pellicciari (“Risorgimento da riscrivere”), citato da “Libero” come critico nei riguardi di Berlusconi,  è stato scritto da me e firmato con nome e cognome. D’altra parte il libro suddetto è una critica radicale a tutto il processo risorgimentale, descritto come un “guerra di religione anti-cattolica”.  E’ una vera e propria requisitoria contro le matrici del liberalismo moderno italiano,  quindi, secondo me,   in contrasto con quello che lo stesso Berlusconi ha sempre sostenuto.

Certamente è una mia opinione personale, però condivisa da molti altri. Basti pensare che alcuni giorni dopo, sono apparsi diversi articoli, molto più articolati e approfonditi, ma dello stesso tenore, da parte di autorevoli personaggi come Sergio Romano, Massimo Teodori, Pierluigi Battista, Piero Ostellino.

Anzi l’altro giorno sul “Corriere della Sera” (19 novembre), Sergio Romano rispondendo ad un lettore, ritornava sull’argomento: “Quanto al ruolo del presidente del Consiglio nelle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità, mi basterebbe che ammettesse pubblicamente di non avere mai letto il libro di Angela Pellicciari (“Risorgimento da riscrivere. Liberali e massoni contro la Chiesa”) di cui ha fatto le lodi qualche settimana fa”.

Nei giorni scorsi poi i cittadini milanesi hanno ricevuto dal Comune un opuscolo di dieci pagine con l’elenco delle varie realizzazioni e progetti della giunta Moratti. In questo opuscolo, ben sei pagine sono dedicate alle realizzazioni o ai progetti in corso di realizzazione di Croci, come l’eco-pass, il bike-sharing e il car-sharing, le isole pedonali, la ri-definizione del piano parcheggi, lo sviluppo della rete metropolitana, la riqualificazione energetica degli edifici comunali, ecc.

Insomma le ragioni dell’estromissione di Croci, che non sarà priva di conseguenze sullo sviluppo di un programma organico di medio-lungo termine e con misure strutturali contro il traffico e per l’ambiente, sono sicuramente di natura politica, con la “pi” minuscola.

2 comments for “Un processo stalinista a Milano

  1. 21 luglio 2014 at 17:39

    I wonder if it has anyhitng to do with the over saturation of women’s clothing in magazines, red carpet events, etc, in the sense that there is so much more focus upon women’s ‘trends’ that we are able to differentiate between seasons much more clearly than with menswear. I don’t really know, but your post has made me think. And women are encouraged to renew trends by the season, so there is always a difference if only subtle. Perhaps nothing ever really becomes ‘dated’, because in the end a piece of clothing is simply….a piece of clothing. Someone has taken it upon themselves to set the rules and MAKE us feel that our basics are dated if we have worn them for over a year. A ruse to get us to buy more, no doubt, whether we need to or not. So I am more concerned with the concept of an item becoming dated than how it compares to menswear – because I’m awkward, haha!And what a beautiful kitty, at either weight!Hope you are healing well x

  2. 6 luglio 2014 at 03:25

    timberland france Hey,. . Mon site est deecnsdu il ya un certain temps maintenant, jai juste besoin de savoir comment te9le9charger mon fichier de sauvegarde de retour sur le site, est-il sur le tableau de bord WordPress ou sur cPanel ou quelque chose?. . Merci ..

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